In un’epoca di isterie e dimenticanze collettive è opportuno ricordare un semplice e banalissimo concetto: Historia magistra vitae.  A scuola ci hanno insegnato che lo studio del passato, oltre a dirci chi siamo e da dove veniamo, può aiutarci ad affrontare il presente e le sue storture. Ebbene, oggi di storture nel nostro Paese ce ne sono tantissime, ma quella che a tratti sembra così paradossale è la situazione economica. Da grande potenza europea e mondiale, la nostra Italia negli ultimi anni è perennemente sull’orlo del fallimento e del commissariamento per “cause” economiche. Tra l’altro son famose le dichiarazioni del nostro caro amico Pierre Moscovici che ritiene l’Italia fonte di preoccupazione per l’intera Unione Europea.

Le ricette economiche adottate in questo periodo storico non sembrano essere efficaci, anzi sono causa di ulteriore disfacimento del nostro tessuto produttivo. Allora cosa fare? Sicuramente affidare la guida del Paese ai politici e non ai contabili, ma soprattutto provare a mettere in discussione certi parametri e visioni economiche. La messa in discussione di un sistema implica la sua comprensione, ovviamente, ma per superarlo alle volte può essere utile studiare il passato, perché nel passato, neanche tanto lontano, potremmo trarre interessanti spunti per andare oltre. Con questo non voglio dire che saranno gli storici a risolvere i nostri malanni economici, ma che da un’attenta ricerca potremmo certamente beneficiarne tutti. Del resto uno storico cosa fa, se non scovare e portare alla luce libri e teorie alle volte nascoste o alle volte non considerate valide?

Una di queste è senza dubbio la teoria della terza via, l’alternativa tra il capitalismo aggressivo e il socialismo di Stato. In Francesco Carlesi, La terza via italiana. Storia di un modello sociale, l’autore ci illustra in maniera chiara e dettagliata l’evoluzione storica della teoria dello Stato corporativo, le radici teoriche, ma soprattutto rintracciando documenti, fonti e dichiarazioni dimostra come quella teoria, cosi frettolosamente archiviata nel dopoguerra, seppe raggiungere importantissimi obiettivi di natura sociale ed economica nel nostro Paese. Il lettore è catapultato negli anni ’20 e ’30 del secolo breve e viene accompagnato dall’autore e dalla sua puntuale ricerca storica tra le accese discussioni e confronti tra i protagonisti di quel periodo.

Il testo è diviso in due parti fondamentali: la prima, che va dal 1922 al 1945, è incentrata sull’analisi delle radici ideologiche del corporativismo; l’autore, scovando articoli d’epoca e testi, porta alla luce la forte frizione che si ebbe in quegli anni all’interno del regime su temi sociali e giuslavoristi. Nel testo viene dimostrato, non senza mettere in luce i limiti e i fallimenti di quel sistema, che la terza via non fu solo una scatola vuota: ottenne grandi risultati in settori non solo riguardanti la legislazione sociale e le tutele del mondo del lavoro, ma seppe costruire le basi di quello Stato imprenditore che affrontò la crisi economica del ’29 e trasformò il nostro sistema produttivo.

La seconda parte del testo, estremamente interessante, si struttura sul periodo di tempo dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri. Il lavoro di Carlesi si concentra sulla rinascita straordinaria che ebbe il nostro Paese negli anni successivi al conflitto mondiale, dimostrando con l’analisi dei testi di illustri giuristi, come Sabino Cassese, le forti influenze che il sistema economico corporativo ebbe su uomini politici di primo livello, ma anche come nella redazione della stessa carta costituzionale non fossero mancati dei chiari richiami al recente passato. Una continuità che pose le basi per il boom economico, ma che permise la ristrutturazione del sistema di produzione di Stato che trasformò l’Italia da Paese devastato a potenza mondiale. Altro punto interessante è lo studio accurato sugli eredi del corporativismo e del sindacalismo nazionale, dal Movimento Sociale al sindacato Cisnal, portato avanti anche attraverso la menzione gli uomini che vissero da protagonisti quegli anni, dai primi ‘50 fino ai giorni nostri, per dar luce a scritti ed idee che seppero far grande il nostro Paese.

Non ci resta che leggerlo! Francesco Carlesi, La terza via Italiana. Storia di un modello sociale, Castelvecchi, Roma, 2018.