Quante competizioni nel calcio riescono a rispecchiare fedelmente una tradizione ultracentenaria? Probabilmente nessuna coma la FA Cup, fonte inesauribile di spettacolo e magia, in grado di far stropicciare gli occhi a milioni di tifosi e semplici appassionati. È successo di tutto e forse qualcosa di più nell’ultimo weekend di coppa, una nuova pagina gloriosa del torneo più antico e affascinante del mondo. Ma attenzione a non cadere nella più banale delle trappole e rinominare certe imprese miracoli. Perché Cambridge United, Bradford City e Middlesbrough non hanno inibito le big del calcio inglese per puro caso. C’è una storia dietro ognuna di queste imprese, un racconto da narrare. Chi scrive, per esempio, che il Cambridge United, formazione di quarta serie capace di fermare il Manchester United e meritarsi un replay niente meno che ad Old Trafford (poi finita 3-0 per lo United), trae le sue origini da generazioni di giovani canottieri, impegnati in una perenne e inesauribile rivalità con l’università di Oxford, si sbaglia di grosso. Gli U’s infatti nella loro storia sono arrivati per ben due volte ai quarti di finale di FA Cup ed ora sognano un’impresa da consegnare alla leggenda. Alla faccia di quei canottieri che con tanta fatica hanno cercato di sigillare con l’inchiostro il loro nome nella storia delle competizioni universitarie.

Che dire invece del Bradford City? Un nome che rievoca inevitabilmente il tragico ricordo dell’omonimo disastro del 1985, quando una tribuna di Valley Parade andò in fiamme provocando 56 morti. Qualche giorno fa, però, la Bradford calcistica ha festeggiato una delle pagine più belle della sua storia, cortesia di un epico pomeriggio invernale di Stamford Bridge dove i Bantams si sono concessi il privilegio di banchettare in rimonta sul sacro terreno di gioco del Chelsea, peraltro in rimonta con un sonoro 2-4 accompagnato dalla gioia inenarrabile dei seimila tifosi accorsi in massa per assistere al giorno più incredibile della loro storia dopo la FA Cup vinta nel 1911. Ma se Atene piange, Sparta non ride. Anche il Manchester City incappa in un’eliminazione tutt’altro che pronosticabile alla vigilia e si arrende alla nobile decaduta Middlesbrough, che tuttavia tanto bene sta facendo in Championship nel corso di questa stagione. Accompagnati da cinquemila splendidi tifosi, venuti dal freddo e gelido North East, i ragazzi di Karanka si sono imposti per 0-2 al termine di una gara ricca di emozioni e colpi di scena, dove pali, traverse e ritmo altissimo hanno fatto da padroni. Una gioia indescrivibile per una città che, da un punto di vista calcistico, ha sempre raccolto meno di quanto seminato, con il grande rimpianto della finale di Coppa Uefa persa malamente nel 2006.

L’Arsenal, campione in carica, e il Liverpool sono le uniche big che non hanno deluso e in una gita fuori stagione a Brighton e a Bolton si sono imposte per 2-3 e 1-2, staccando il ticket per il quinto turno. Delude anche il Tottenham, in pieno controllo della gara casalinga contro il Leicester City fino a dieci minuti dalla fine, salvo poi crollare nel finale e cedere il passo alle Foxes, ultime in Premier League è vero, ma assolutamente ‘on fire’ in FA Cup, dopo aver eliminato anche il Newcastle nel turno precedente. Sono ancora una volta le outsider, dunque, le assolute protagoniste del torneo più antico del mondo, in grado non solo di rapire l’interesse di un continente intero, ma anche di fornire una cornice adeguata all’evento. Negli ultimi anni, infatti, si è registrato un netto calo di presenze allo stadio per le partite di FA Cup, motivo per il quale sono i tifosi dei club delle leghe inferiori a riempire gli impianti con il loro entusiasmo. E se vengono scritte pagine di storia destinate a durare in eterno, è soprattutto merito loro, che salendo su treni e sfidando il freddo, rendono la FA Cup la competizione più bella ed affascinante dell’intero panorama calcistico.