“La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.’’ –Albert Camus-

Ed erano belli. Sessanta sagome si incontrano nella notte del 13 giugno 2011, sull’onda dell’occupazione del 15 aprile del Cinema Palazzo, ripetendosi un unico imperativo: Occupiamo il Valle. La mattina del 14 giugno artisti, lavoratori,tecnici e studenti come un solo corpo, un solo fiume invade il teatro. “Il Valle è un Bene Comune. Oggi il referendum su acqua e nucleare è andato bene.Quindi questo sarà il nostro motto -Come l’Acqua come l’Aria|Riprendiamoci il Valle – ”.

Sarebbe dovuta durare qualche giorno l’occupazione simbolica, ma a più di sedici mesi dall’eroica notte gli occupanti non hanno nessuna intenzione di abbandonare la nobile lotta alla politica sanguisuga. Salvato da un bando di vendita a seguito dei tagli alla cultura dell’ultimo governo Berlusconi che aveva soppresso l’ETI( Ente Teatrale Italiano) a cui il Valle apparteneva, il più vecchio teatro di Roma è ora esempio e modello in Italia e in Europa dell’attivismo culturale e simbolo della  lotta alla precarietà.

La libertà è un morbo, il contagio si espande.  Teatro Coppola di Catania, Teatro Garibaldi di Palermo, Teatro Rossi di Pisa, Teatro Marinoni di Venezia, Macao di Milano, Ex Asilo Filangieri di Napoli. Tutte forme di autorganizzazioni funzionanti che rivendicano il Bene Comune soddisfacendo la sete di giustizia.

Il  Valle quindi non solo rappresenta una valida alternativa artistica ed economica alla crisi del sistema governativo e alla produzione e promozione della cultura ma permette a tutti coloro che partecipano alla causa di essere diretti protagonisti e attori di questa storia. Infatti ogni cittadino può diventare socio-fondatore del Teatro Valle prendendo parte alla campagna per la raccolta del capitale sociale necessario per la creazione della “ Fondazione Teatro Valle Bene Comune”, progetto già avviato che sta riscuotendo un meritato successo. L’idea alla base dell’occupazione è quella di creare un ambiente ricreativo,culturale ma soprattutto equo-sostenibile da tutti, per chi lo crea e per chi ne fruisce, in modo tale da essere un permanente laboratorio collettivo di idee e di conoscenza, ribaltando la logica del profitto del singolo e rivendicando orgogliosamente la potenza e la bellezza di un Noi. La parola chiave è Agorà, termine greco che indicava la piazza principale delle antiche poleis nonché il centro della vita economica,culturale e politica di queste città. L’obiettivo quindi è creare uno spazio sociale di discussione che sia libero alla cittadinanza e scevro da ragioni di guadagno.

Il calendario straripa di appuntamenti: performance spettacoli e laboratori tempestano i programmi settimanali. Il teatro è un alveare in cui tutti, noti e meno noti, collaborano per alimentare il progetto; tra questi anche il regista teatrale Luca Ronconi che  ha promesso di rappresentare “ Sei personaggi in cerca d’autore”,il più famoso dramma di Luigi Pirandello che il 9 maggio 1921 proprio nel teatro Valle vide la sua prima messa in scena.

Per tutto questo, Teatro Valle Bene Comune.