In principio furono Bettino Craxi e Gianni De Michelis: i primi a celebrare il piacere del comando e la resurrezione della carne, dell’eros e del garofano rosso. Ministri, nani, ballerine e amanti attrici (Sandra Milo, Demetra Hampton, Moana Pozzi). Era l’Italia degli anni ’80, il Paese della Milano da bere, delle piste da ballo, delle prime sfilate Armani, dei paninari e dei latin lover romagnoli. Nel 1984 l’avvocato Gianni Agnelli, intervistato da Giovanni Minoli, affermò che:

Gli uomini si dividono in due categorie: gli uomini che parlano di donne e gli uomini che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare.

Gianni De Michelis con le ragazze di Drive In

Poi giunsero gli anni ’90 e la seduzione patinata degli yuppies narrati dai film di Carlo Vanzina, prefigurazione dell’avvento di Forza Italia e di Silvio Berlusconi nel 1994. Il playboy a caccia di modelle americane, appena atterrate nella capitale della moda, si trasforma in un self-made man. Sono gli anni del miracolo liberale berlusconiano, dell’uomo che-non-deve-chiedere-mai sponsorizzato dalle fragranze Denim e dai modelli di Paco Rabanne.

Il potere dell’immagine divulgato attraverso i reality del Biscione ben presto naufragherà nelle piscine delle ville in Sardegna di Lele Mora, nelle paparazzate di Fabrizio Corona, nelle feste di compleanno di Noemi Letizia e nei divorzi milionari di Veronica Lario. L’immaginazione al potere si tramuterà nel voyeurismo al potere, attraverso i racconti scabrosi delle cene di Arcore, del lettone di Putin con Patrizia D’Addario in déshabillé e le inchieste riguardanti l’imprenditore Gianpaolo Tarantini.


Un Silvio Berlusconi in gran forma

Quella stessa magistratura che porrà fine all’epopea dell’uomo forzista, contornato da veline e olgettine, aveva in precedenza scritto la parola fine all’eldorado della prima Repubblica, travolto da Mani Pulite, portando invece alla ribalta la virilità rurale di Antonio Di Pietro da Montenero di Bisaccia e il busto in canottiera del leader leghista Umberto Bossi da Cassano Magnago.

Proprio il fondatore della Lega Nord inaugura, tra i prati di Pontida, il celodurismo delle camicie verdi. Molto di quel politico federalista, con i capelli arruffati come una selva ribelle e che alzava il dito medio contro «Roma Ladrona», caratterizzerà l’evoluzione darwiniana dell’uomo seduttore e conquistatore di oggi. Per spiegare questo processo sarebbe opportuno analizzare brevemente il nostro passato prossimo, che era presente fino a un paio di anni fa.

La rivoluzione stilistica di Matteo Renzi, giovane rottamatore di Rignano sull’Arno, produce un uomo elegante, figlio dell’era televisiva berlusconiana, giunto al potere direttamente dalle sfilate di Palazzo Pitti a Firenze: camicia con maniche arrotolate fino ai gomiti, golfino nero modello Sergio Marchionne per la collezione autunno-inverno, e pantalone con risvoltino. L’arroganza e la sfrontatezza del seduttore renziano si afferma nel 2014, tra delicate degustazioni presso Eataly di Oscar Farinetti, cene finanziate da Davide Serra e il matrimonio di Marco Carrai.

Il nuovo maschio italiano, nonostante l’arroganza e l’aria da bullo, è anche in grado di commuoversi e piangere, come nel caso dell’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante un intervento pubblico alla Casa Bianca per condannare le lobby americane delle armi e fermare le inutili stragi.

L’incantesimo però dura poco. Sedotto e abbandonato, l’uomo renziano viene mollato nel 2016 da un’Italia delusa. All’orizzonte l’avvento del Movimento 5 Stelle: l’homo grillinus forgiato a suon di Vaffa (Day). La protesta scapigliata di Beppe Grillo e Alessandro Di Battista ben presto lascia il posto alla compostezza impeccabile in giacca e cravatta di Luigi Di Maio e alla ordinata pochette di Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo italiano.

La forza diplomatica e contrattuale giallo-verde del 2018 viene letteralmente travolta dalla mascolinità studiata e ruspante del “capitano” leghista, Matteo Salvini. Un ritratto del maschio e politico Salvini emerge con forza nell’ultimo saggio di Giampaolo Pansa, “Il Dittatore”. L’esordio dell’uomo salviniano risale al 2014. Salvini si fa fotografare nudo sino alla cintola, con indosso solo una cravatta verde, per la copertina del celebre settimanale Oggi: Salvini desnudo. Affidereste l’Italia a quest’uomo?

La chiacchieratissima copertina di Oggi

Quel ragazzone dal sorriso sornione, con l’ascella pelosa e la pancia in bella vista, seduce in breve tempo lettrici ed elettrici. Addio diete vegane ed elaborati piatti sushi, il maschio salviniano (Truce secondo la definizione dell’altrettanto truce fondatore del Foglio, Giuliano Ferrara) mangia cibi ipercalorici ed è un abituale frequentatore di sagre paesane, come sostenuto da Annalisa Chirico, firma anche lei del Foglio, amica ed estimatrice del “capitano”.

Secondo Natalia Aspesi, storica firma della Repubblica:

Gli uomini mangioni, piacioni, ridenti e volenti sono da sempre nel sogno femminile. Poi magari, nella vita vera le donne amano un gracilino delizioso. Però, nel sogno, c’è spesso l’uomo potente, che domina, o ha tutta l’aria di poterlo fare.

Delle donne di Salvini, arrivate dopo la moglie e la compagna, non si conosce molto. La più nota è Elisa Isoardi, nota conduttrice de La Prova del Cuoco, popolare trasmissione quotidiana della Rai. Elisa lascia Matteo a causa della distanza e dei continui impegni lavorativi. Il potere resta comunque un afrodisiaco di prima classe. Nella primavera del 2019, Salvini appare in pubblico con una nuova compagna: Francesca Verdini, una ragazza di 26 anni, figlia di Denis Verdini, ex senatore toscano del Popolo della Libertà, legato in passato a Silvio Berlusconi e vecchio interlocutore di Matteo Renzi. Una relazione sigillata politicamente. Pare che l’amore tra i due sia scoppiato in maniera fulminea durante una cena in un ristorante romano di proprietà del fratello della ragazza.

Quest’uomo salviniano dal girovita largo, sicuro di sé e incurante dei propri difetti, riuscirà a rispondere alle sfide della politica nostrana e alle insidie del probabile ribaltone in salsa Pd-M5S? Riuscirà a fare breccia nel cuore degli italiani, a conquistare per davvero il potere e a conservarlo?