Vedi anche:

Parte 1

Parte 2

Parte 3.1 

Parte 3.2

Parte 3.3

Le nuove forme di spiritualità create a tavolino: il New Age in sostituzione delle religioni in generale e del  Cristianesimo in particolare

Essendo la Chiesa Cattolica e quindi la religione cristiana l’elemento principale della rivoluzione del Sessantotto, e siccome ogni rivoluzione per essere tale deve necessariamente avere i caratteri di universalità e di irreversibilità, ecco quindi che la lotta all’organismo-Chiesa è stato condotto su tutti i fronti, da quello prettamente di risultato più immediato come quello economico-politico, a quello culturale ed infine a quello più propriamente storico o morale. Se infatti la lotta era stata condotta su tutti i fronti, quello storico non poteva certo non essere da meno, mediante una massiccia lotta contro non più questa volta la morale sessuale – già attaccata e screditata – ma contro la natura della religione cattolica stessa e del cristianesimo nella sua interezza: dapprima mediante la messa in discussione della storicità di Gesu Cristo, o della veridicità della sua vita così come scritta nel vangeli (ricorso a vangeli paralleli, storie di occultamento di verità, manipolazione ipotetica di una verità nascosta e tenuta segreta da parte della Chiesa per il controllo della coscienze e altre simili dicerie), in secondo luogo mediante la dimostrazione di come essa sia divenuta inutile per l’uomo, e questo mediante due vie: riscoperta delle religioni pre-cristiane (primo tra tutti il buddismo e la nuova ondata, tanto di moda, di conversione a tali filosofie orientali per non essere in grado di comprendere la profondità del mistero cristiano, abisso nel quale si sono persi nel corso di 20 secoli santi, teologi, filosofi, artisti e pensatori di ogni sorta) e creazione, qualora non fosse sufficiente, di una religione alternativa che potesse raggruppare una molteplicità di elementi di etica comune e pertanto intorno alla quale moltissime fasce della popolazione, potessero concordare, poiché di fatto predicante nulla o idee di etica così comune intorno a cui qualsiasi individuo comune non potrebbe non donare il proprio assenso. Tale creazione porta appunto il nome di New Age, creazione a tavolino di una loggia massonica di probabile derivazione americana diffusa moltissimo anche in Italia mediante la rivista “Nuova Era”, sponsorizzata da lobbies e logge massoniche (come ben ha dimostrato nel suo saggio “Confessioni di un illuminato” l’Illuminato pentito Leon L. Zagami).

Pertanto, il New Age e la sua filosofia (che, come detto, ad una facile analisi risulta essere nient’altro che un’accozzaglia di elementi tratti da altre religioni e da un’etica comune condivisibile), altro non ha come scopo che quello di sostituirsi al cristianesimo e operare, contro la Chiesa Cattolica, quell’ultimo (ma mai ultimo) attacco teso a sottrarle non solo il prestigio della sua plurisecolare educazione, ma persino l’anima dei suoi fedeli attraendoli e ingannandoli mediante storie e dicerie intorno alla tradizione celtica, druidica o gotica che sia.
Accanto a ciò si possono annoverare tutte quelle altre forme di pseudo – religione professanti occulti credi misterici di entità aliene controllanti l’uomo e da sempre presenti sulla terra, come il movimento di Hubbard[1] <Scientology>[2] e altri della stessa consistenza e fattispecie, molti dei quali ispirati e indirizzati verso il pensiero dell’ancora più controverso occultista esoterico Aleister Crowley[3].

Pertanto, il fatto che tale nuova forma di “pensiero” sia stata appositamente creata mette in luce il carattere principale di tale rivoluzione, ossia quello per il quale il Sessantotto sia stato pensato e creato da parte di una potente forma di potere, oppure che da più forze di potere sia stato alimentato, controllato ed indirizzato una volta tale processo “naturale” si sia avviato più o meno spontaneamente. Carattere finale e indiscutibile, tuttavia, è la sua lotta contro la Chiesa Cattolica e a favore della massimizzazione del profitto e della sua ricerca senza fine, travolgendo ed eliminando ogni fattore impeditivo che su questo percorso si trovi.

 

La nuova forma di politica: il tramonto dell’etica e della morale nell’arte politica

Ulteriore risultato del movimento rivoluzionario chiamato Sessantotto è stato la riduzione della politica da “ars architettonica” come la apostrofava Aristotele (Etica Nicomachea, I)[4] a mera giungla scevra da ogni contenuto morale ed etico, affermando così l’antico brocardo “quod principi placuit, legis habet vigorem”  spogliandola così di ogni missione che risponda a requisiti etici, ma solamente imperniata di quella democrazia dispotica o democrazia totalitaria che è la democrazia parlamentare o presidenziale imposta nel dopoguerra a tutto il continente europeo ed oggi imposta da parte della politica statunitense a tutti i continenti del medio-oriente, della cui democrazia non solo non hanno la minima necessità, ma senza la quale potrebbero svilupparsi al di fuori di quel gioco temibile che è l’alleanza atlantica dei paesi occidentali, piccoli fantini degli Stati Uniti.

Pertanto non vi è preoccupazione di stupore se oggigiorno si assiste ad una politica lontana dal tono e dalla solennità con la quale si è sempre visto operare chi, di volta in volta, è chiamato ad amministrare il bene pubblico e creare le leggi per il miglior funzionamento dello Stato. Il problema può essere rintracciato nella forma democratica (che altro non fa che attribuire il bene in base all’orientamento delle masse, come se una definizione di tale importanza potesse essere lasciata al sentore comune o alla balia degli umori del popolo) o nelle varie espressioni di quest’ultima (forma parlamentare, presidenziale o semi-presidenziale), tuttavia il problema di fondo continua a presentarsi come equipollente rispetto alle congetture sistemiche di pensiero del Sessantotto: una politica distante dalla morale e dell’etica prettamente cristiana non potrà mai esprimere nel suo operato e nella sua attività null’altro che interessi personali e prese di posizione di parte. Senza volere indirizzarsi verso quel complesso di umana perfezione e profondità di pensiero etico morale che hanno rappresentato le monarchie cattoliche dall’Alto medioevo fino alla rivoluzione francese, tuttavia la completa assenza di morale nella politica di concezione machiavellica ha senza dubbio prodotto l’evidente decadenza della politica attuale e delle forme di democrazie totalitarie contemporanee.

Si può pertanto dire che il modello di politica machiavellico sia stata debitamente riscoperto e rimodellato (come già spesso era accaduto, l’interpretazione politicamente orientata della storia rientra nei mezzi di propaganda delle frange sessantottine che riscoprono e reinterpretano il pensiero di Karl Marx e di Lenin sotto l’influenza della dottrina social comunista), sebbene infatti nemmeno il Machiavelli, a ben studiarlo, proponga una politica avulsa dalla morale o dall’etica.



[1] L. Ron Hubbard (1911–1986), ideatore e fondatore di Scientology (vedi nota 18).

[2] Insieme di credenze e relative pratiche rasenti la religiosità (sulla sua natura di “religione” il dibattito è tuttora aperto sebbene già nel 1953 Hubbard la incorporò nella Chiesa di Scientology registrata in New Jersey), professa – iniziando la sua attività nel 1952 – l’immortalità dell’uomo secondo la sua vera natura che egli tuttavia abbia dimenticato, riconducendolo alla vera felicità mediante un percorso riabilitativo condotto a tappe attraverso il quale recuperare la propria vera conoscenza, identità e verità intorno al mondo e l’universo, creato e diretto da entità extraterresti dominatrici del cosmo. Approfondendo il tema sorge evidente come tale organizzazione faccia parte di molte altre “nuove chiese” sorte dopo gli anni ’50, organizzate e dirette indubbiamente da logge massoniche e società segrete per combattere le altre religioni e soprattutto la Chiesa Cattolica.

[3] Aleister Crowley (Leamington Spa, 12 ottobre 1875Hastings, 1º dicembre 1947) è stato un occultista e mago cerimoniale britannico, dedito allo studio dei culti misterici, dell’esoterismo e della magia. Dal suo pensiero nel corso del Novecento moltissime frange vicine al mondo esoterico trassero l’ispirazione per la propria attività e i propri scopi, di cui molti diedero vita a sette sataniche o gruppi segreti satanici soprattutto riferendosi al suo pensiero in materia sessuale del tutto dedito all’omosessualità e alla sodomia. Il legame infine tra Crowley e alcune frange della massoneria (quali la pericolosa Golden Dawn e molteplici altre) è ormai un dato certo.

[4] Aristotele (Stagira, 384 a.C. o 383 a.C. – Calcide, 322 a.C.) filosofo e scienziato greco antico, nella sua Etica Nicomachea affronta, nel primo libro, il tema della politica e della felicità dell’uomo, attribuendo a tale arte la più importante funzione su tutte le altre, ossia quella di poter conseguire e realizzare la felicità dell’uomo. Per questo viene detta “architettonica in massimo grado” poiché capace di indirizzare tutte le altre.