Prima di dedicarmi alla mia analisi vorrei che immaginaste la storia come una grande catena di montaggio senza fine, nella quale ogni fase dell’oggetto in costruzione è conseguenza di un assemblaggio precedente e causa di uno stadio successivo, il cui prodotto finale ( temporaneo) non è altro che il nostro presente.

Alla fine dell’800 il mondo occidentale ha assistito ad uno degli eventi più importanti della storia mondiale, evento che ha sconvolto, anche se in modo graduale,ogni aspetto della vita dell’uomo moderno, dalla mentalità all’economia, dalla cultura alla società: la Seconda Rivoluzione Industriale. Conseguenze dirette di questo grandioso accadimento furono uno spropositato aumento della popolazione, dovuto alla nascente industria medica e chimica che accrebbero l’aspettativa media di vita dei cittadini, e il flusso migratorio verso i grandi centri urbani, grazie alle reti ferroviarie e ai cavi ad alto voltaggio che permisero la nascita delle fabbriche nelle periferie di queste città. Ed ecco che metropoli come Londra, Parigi, New York iniziarono a popolarsi in maniera esponenziale gettando le basi per la creazione dell’odierna società. Ma perchè società di massa? Le masse prima non esistevano? Le folle sono sempre esistite e spesso sono state protagoniste della storia dell’uomo come in occasione della Rivoluzione francese, ma sono sempre rimaste un fatto episodico, limitato ad eventi occasionali. Ora la folla diventava un fenomeno quotidiano,stabile, proprio delle grandi città, che, come appunto la storia vuole, avrà delle sue conseguenze a livello sociale, politico e psicologico.

La Seconda Rivoluzione Industriale con la nascita delle  grandi industrie portò ad una netta divisione sociale, fondamentale negli anni a venire per le sorti politiche dei paesi interessati: proletariato e borghesia. Il mondo borghese, influenzato dalla teoria del ” darwinismo sociale” e dalla filosofia positivista, iniziò ad essere caratterizzato da uno stile di vita imperniato sulla competitività. Le ”cose” iniziarono ad essere simbolo di uno status sociale elevato, emblema di un benessere affannosamente ricercato per scalare la piramide sociale. La borghesia, che spesso era ben poco al di sopra dal punto di vista economico degli operai, cercò di rendere visibile la differenza attraverso dei simboli distintivi: dall’utilizzo di una lingua corretta all’uso dei cosiddetti colletti bianchi, il quale indicava lo svolgimento non di un lavoro manuale, come coloro che indossavano la tuta blu, ma di concetto. L’avvento del mercato di massa, con la nascita della pubblicità e dei grandi magazzini, e dei divertimenti di massa, come il cinema, il melodramma e i grandi spettacoli sportivi, diedero inizio al processo di globalizzazione che, adesso come allora, presenta inevitabile conseguenze. Le nuove invenzioni, la crescente competitività, l’inserimento dell’individuo in un mondo dinamico e in continua espansione economica e mentale, ebbero un impatto psicologico molto forte. L’uomo si trovò solo nella massa anonima, lontano da quella solidarietà che il mondo contadino offriva; schiacciato dalla sfrenata corsa all’acquisto, in perenne rivalità con gli altri individui, disorientato da una società in continuo cambiamento e da un futuro incerto. Ansia e angoscia divennero il frutto di queste difficoltà. Non è un caso che l’arte per prima percepì questo disagio tanto che un grande artista come Edvard Munch rappresentava folle di persone sole, spaventate, angosciate, incapaci di trasmettere la loro solitudine. Così come l’arte anche la filosofia vide il fiorire di correnti irrazionalistiche e vitalistiche, tra cui quella nietzschiana, che segnarono il tramonto della dottrina positivistica sette-ottocentesca. Questo profondo disagio interiore portò allo studio dei meccanismi della psicologia e della condotta umana e alla nascita così della psicoanalisi di Sigmund Freud, attraverso la quale si cerava di indagare la psiche del paziente attraverso l’analisi di ciò che è più ignoto, il sogno.

La stratificazione sociale in poco tempo generò forti tensioni sociali: il proletariato, percorso da una solidarietà orizzontale, infuocato inizialmente dalla dottrina anarchica di Bakunin e in seguito da quella comunista di Marx, creò degli enti per tutelare i diritti degli operai, i sindacati. In seguito il  bisogno delle folla di sentirsi parte integrante della vita politica portò alla nascita di svariati partiti di massa in grado di rappresentare grandi fasce della società e allo stesso tempo di istituzionalizzarle, tra cui ricordiamo il partito socialista, il partito cattolico e il partito nazionalista.

Le tensioni sociali, il disagio interiore, la costante competitività, la stratificazione della società, la continua ricerca di punti di riferimento, i mezzi di comunicazioni di massa e il fondamentale ruolo giocato dalla propaganda portarono nella prima metà del ventesimo secolo ad una grande sola disperata conseguenza, l’estrema scelta dell’individuo di riconoscersi in un’utopia’: l’avvento dei regimi totalitari.