Il logoramento di un idioma è più rapido – e la civiltà che su di esso si basa è più fragile – quando si dimentica il pedantismo grammaticale.

Le civiltà sono periodi di grammatica normativa.

L’ateo non perdona mai a Dio la sua inesistenza.

Il numero crescente di coloro che giudicano “inaccettabile” il mondo moderno ci conforterebbe se non li sapessimo prigionieri delle stesse convinzioni che lo hanno reso inaccettabile.

Quando è adottata da sciocchi, la verità diventa sciocca.

Ogni epoca esala un odore inconfondibile.

Fragranza mattutina, sudore virile del mezzogiorno, miasmi di orrori notturni.

La bruttezza del volto moderno è un fenomeno etico.

La storia del mondo non è quella del progresso della libertà, bensì quella dei suoi innumerevoli aborti.

L’uomo moderno inverte il rango dei problemi.

Sull’educazione sessuale, per esempio, tutti pontificano, ma chi si preoccupa dell’educazione ai sentimenti?

La statua greca deve la sua pienezza corporea allo spiritualismo ellenico.

Dove si crede nel solo corpo vi è solo inerte geometria.

Ormai nessuno ignora che “trasformare il mondo” significa burocratizzare l’uomo.

Essere applauditi è soddisfacente, ma inquietante.

Come ideale supremo la libertà è il primo passo verso il nichilismo finale.

Gli argomenti politici che erano parsi convincenti sembrano nel giro di pochi lustri semplicemente inconcepibili.

Guardiamoci dal diventare la semplice inversione dei nostri avversari.

Oggi, per frequentare gente beneducata, dobbiamo leggere vecchie corrispondenze di almeno un secolo fa.

Avere ragione, secondo il democratico, significa gridare con il coro più nutrito.

Quanto più confusa è una meta, tanto più facile risulta giustificare in suo nome qualunque atto.

L’utopia è il clima tutelare dei massacri.