Poco più di sette anni fa, in un piccolo garage, come da copione strappalacrime (sic!), è nato L’Intellettuale Dissidente, radunando una decina di persone, tra studenti universitari sbarbati e enigmatici personaggi scappati di casa. Senza una lira, con poche idee in testa e per di più confuse, abbiamo dato vita a una testata che oggi, nel panorama dell’editoria (digitale) italiana, si sta affermando con discreti risultati. L’unica certezza che avevamo era quella di voler scompaginare un po’ il dibattito politico, imbalsamato sia a destra che a sinistra su posizioni noiose e vetero-novecentesche. Volevamo fare i guastafeste del salotto democratico, mandare all’aria la retorica progressista della sinistra lgbt e liberalizzazioni, e le menate dei forcaioli identitari da parrocchia. Volevamo prendercela con i censori puritani del pol. corr. e con i guerrafondai della prima ora, con radical chic e neocon, con terzomondisti e colonizzatori, ma più in generale con il mondo del giornalismo, un circuito chiuso e autistico dove vince il conformismo, dove la sempre sbandierata autorevolezza dei media tradizionali contro le fake-news della rete è diventata un feticcio esibito dai soliti maitre à penser per imporre la censura e aumentare il controllo sociale. Noi non abbiamo mai avuto la pretesa di fare un’informazione obiettiva, perché chi si dice obiettivo, con tutta probabilità, vuole trarvi in inganno, perché “non esistono fatti ma solo interpretazioni” e perché l’obiettività è una truffa su cui lasciamo lucrare le scuole di giornalismo. Noi non vogliamo garantire la libertà di stampa ma la libertà dalla stampa.

Se oggi siamo arrivati fino a qui, se dalle nostre colonne digitali è nato un vero e proprio gruppo editoriale – la casa editrice GOG, la rivista trimestrale Il Bestiario degli italiani, la rivista sportiva di approfondimento culturale Contrasti, il festival dell’editoria e del giornalismo Libropolis e la nostra avventura radiofonica Radio Malaparte lo dobbiamo a voi lettori. A tutti quei lettori che non si sono limitati a sfogliare il nostro giornale ma hanno contribuito in prima persona, sostenendoci economicamente o partecipando ai nostri incontri, acquistando i nostri libri e le nostre riviste o diffondendo le nostre idee, a dare vita a questo progetto di agitazione e di sabotaggio culturale.

Per questo ci appelliamo ancora ai vostri portafogli! Per continuare a sfidare con mezzi adeguati il nostro odioso establishment culturale.    

Nella campagna abbonamenti dello scorso anno abbiamo raccolto quasi 500 iscrizioni per un totale di 15mila euro. Un dono prezioso che ci ha permesso di crescere ed ottenere risultati concreti che sono ormai sotto gli occhi di tutti. Ma come sapete siamo ambiziosi e perciò intenzionati, in questo 2019, a raggiungere un obiettivo ancora più importante: 30mila euro.

30mila euro è una cifra che ci consentirebbe di consolidare quella che ormai è una realtà affermata nel panorama giornalistico ed editoriale italiano e di rappresentarvi senza complessi nella grande battaglia delle idee. Senza di Voi, non esisteremmo, ma senza di Noi, a chi affidereste la vostra libertà intellettuale? Scommettete ancora sul nostro progetto, non ve ne pentirete!

Cosa facciamo?

Analisi legate all’economia e alla politica italiana; studio di tematiche geopolitiche e internazionali per giungere alla trattazione di questioni prettamente culturali, antropologiche e sociali. Tutto questo in aperta controtendenza rispetto alla stampa nazionale, appiattita su veline sterili e prive di contenuti. L’Intellettuale Dissidente fornisce al lettore strumenti affilati attraverso i quali squarciare le sottili ipocrisie della cultura dominante e svelare le contraddizioni del mondo contemporaneo. Un sabotaggio culturale che rifiuta la logica del clickbaiting, i dogmi del politicamente corretto e la retorica dell’analfabetismo funzionale.

Cosa faremo con le donazioni?

Dietro L’Intellettuale Dissidente si nasconde l’irrefrenabile lavoro di più persone: reporter, autori ed esperti in strategie comunicative; chi si occupa quotidianamente della rassegna stampa, della correzione bozze, dell’impaginazione o della veste grafica: tutti giovani, compresi tra i 20 ed i 35 anni. Tutto questo ha un costo che speriamo di poter sostenere con la vostra generosità. Ecco, quindi, a cosa serviranno i 30mila euro:

1) Pagare l’affitto della redazione romana;

2) Attuare una seria strategia digitale per aumentare in maniera esponenziale la nostra comunità di lettori;

3) Acquistare attrezzatura (videocamera, microfoni, stabilizzatore) per lanciare un progetto multimediale che va a raccogliere direttamente sul campo le informazioni e dare voce agli italiani senza il filtro della manipolazione post-produttiva;

4) Stampare L’Intellettuale Dissidente su carta;

5) Organizzare un ciclo di incontri tematici a Roma con relatori d’eccezione.

Come effettuare la donazione?

Una volta scelta la tipologia di donazione cliccate sul pulsante “Dona ora!”. Potrai effettuare il pagamento in due modi: attraverso PayPal inserendo mail e password del proprio account (il nostro contatore si aggiornerà automaticamente), oppure tramite bonifico bancario (in questo caso il nostro contatore si aggiornerà dopo qualche giorno). Una volta inseriti tutti i dati, compresi quelli di spedizione il gioco è fatto. Per assistenza ed informazioni varie rivolgersi ad abbonamenti@lintellettualedissidente.it