La lettura è sempre una vasta landa di echi; questo l’assunto di partenza della riflessione di Salvatore Ferlita – giornalista, professore e critico letterario palermitano – che nel volume Letture ricreative. Traiettorie e costellazioni letterarie (il Palindromo, 2016, pp. 204, € 16,00) intesse un’originale trama di relazioni fra diverse suggestioni letterarie. Il risultato è una piacevole immersione in un dialogo tra menti e poetiche distanti sul piano cronologico, eppure miracolosamente attigue nello spazio della comparazione letteraria. Un eterno presente, insomma, abitato dalla narrativa di ogni tempo.

I protagonisti sono autori accostati per contiguità così come per opposizione, naufraghi o trionfanti nel cuore del Novecento, vero centro focale della ricerca di Ferlita: un secolo che ha di certo rappresentato uno snodo cruciale per la tradizione letteraria occidentale, non solo una frattura col passato, ma anche un “approdo” ermeneutico e una rinascita sotto il segno dell’intertestualità.

Letture ricreative: traiettorie e costellazioni letterarie - Salvatore Ferlita

Letture ricreative: traiettorie e costellazioni letterarie – Salvatore Ferlita

Si passa dalla “storia di perdite, di lacune […], di travestimenti e fraintendimenti” dell’Orlando innamorato di Boiardo – criticato da Calvino per la rozzezza, elogiato da Celati per la fantasia – alla rivincita dello stile dell’Ariosto (se era “piccolo” per Pasolini, diventa magistralmente comico per Sciascia). Il classico nel Novecento non è letto soltanto come una sfida da superare; esso diviene complice dell’atto creativo, nella consapevolezza che la tradizione non può essere ignorata o dimenticata – come era programmatico per un certo tipo di avanguardia di inizio secolo –, ma va studiata e riletta come patrimonio culturale, come materia per un nuovo pensiero. Così, durante il secolo scorso, capolavori come Cuore di De Amicis hanno perso le loro spoglie ottocentesche per rivelare un nucleo molto più vicino al gusto novecentesco per l’Unheimlich, quel perturbante immortalato da Freud in uno dei suoi saggi più intensi.

Accostando opere di letteratura “alta” a classici dell’infanzia come Pinocchio, Ferlita contribuisce a una considerazione della lettura più ampia e inclusiva, a una ricerca critica in grado di spingersi oltre la formulazione di un mero canone letterario. La rilettura del classico supera la semplice volontà di emulazione e, al contempo, interrompe quelle catene di fraintendimenti e oblii che hanno oscurato il valore di certi testi letterari. Il recupero della tradizione si fa atto “ri-creativo”, come recita il titolo di questo volume: le parole di grandi autori del passato si riplasmano, risuonanti di significati nuovi, inediti. Personaggi dimenticati tornano a esserci vicini, poetiche e stili risorgono dallo spazio reietto in cui erano stati archiviati.

Ludovico Ariosto - Tiziano (1515)

Ludovico Ariosto – Tiziano (1515)

L’analisi si configura di volta in volta come uno studio della ricezione e dell’intertestualità tra opere e autori differenti (sezione Usi e riusi), oppure come analisi tematica (sezione Costellazioni tematiche, la più gustosa e ricca di spunti): dalla metafora della disabilità in una serie di «eroi imperfetti» all’astro prediletto nella poesia degli «scrittori lunari», ogni capitolo è una piccola perla da leggersi nel tempo di un caffè (bevanda cui è dedicato, tra l’altro, il curioso capitolo La bevanda intellettuale. Per una mitografia del caffè).

Il gusto per la citazione colta, per l’enumerazione e l’accumulazione non appesantisce il testo, anzi stimola e arricchisce il lettore nel corso di una trattazione dinamica e caleidoscopica.

In questa landa di echi non poteva mancare una dedica alla propria terra, un elogio della sicilianità come microcosmo, metafora, incontro tra reale e possibile. Una Sicilia il cui paesaggio condanna al realismo, ma allo stesso tempo dona una bellezza ancestrale, la cui essenza appare chiaramente minacciata dall’avvento della modernità.

La Vucciria - Renato Guttuso (1974)

La Vucciria – Renato Guttuso (1974)

Questa mappatura interpretativa si è fatta dunque trama esistenziale, dal momento che ogni riflessione nasce in primis dalle predilezioni di un lettore, dal suo personale universo metaforico e immaginativo. Una passione che Ferlita coltiva oltre la dimensione accademica grazie al rapporto di collaborazione che intrattiene con la casa editrice il Palindromo: una realtà vitale, il cui slancio creativo (verso la promozione di autori esordienti) e “ricreativo” (orientato alla proposta di classici sotto nuove spoglie editoriali) è prerogativa essenziale di ogni pubblicazione.