Ricapitolando. Nel 2005 viene promulgata una tra le leggi elettorali più comiche che la storia ricordi. Legge tra le più importanti nel c.d. “Stato di diritto”; il collegamento tra rappresentanti e rappresentati, la chiave che legittima il lavoro parlamentare: legiferare, mica burle. Dichiarata poco dopo dallo stesso autore come una “porcata”, viene giudicata incostituzionale solo pochi mesi fa da quello stesso organo che dovrebbe garantire il più alto rispetto della Costituzione – del resto la composizione spetta per un terzo al Presidente della Repubblica, per un terzo al Parlamento e per un terzo alle supreme magistrature, dunque, tre gruppi di potere diversi ma omogenei.

Da tempi immemori poi scandali di ogni tipo hanno smascherato la classe politica-dirigenziale, delegittimandola sotto ogni punto di vista, e il popolo risponde non votando più. Tassi d’astensionismo altissimi per un sistema democratico. Quale maggioranza? Quale popolo?  Dal 2011 assistiamo inermi a cambi di Governo e rimpasti scritti e redatti a tavolino in segrete stanze senza mai passare dalle urne, e quando ci si passa, chi vince, se non fa parte del sistema, se non si sottomette al ‘compromesso’, rimane comunque fuori (al M5S che poteri sono stati concessi?o meglio quei pochi che avevano sono stati rispettati tra tagliole e ghigliottine?) – il Gattopardo non perde mai.

E l’art.1 della Cost. “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” che fine fece? E la Repubblica fondata sul lavoro? – si, il lavoro come servilismo che legittima inconsapevolmente il circuito metafisico dell’economia capitalistica. E l’art. 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”, di cui il primo comma esautorato dagli ordini imposti dal gendarme globale from U.S.A. che sfrutta istituzioni internazionali per proprie vanità, imponendo attacchi e contrattacchi ai vari “terrorismi” del caso e del momento e il secondo usurato, raggirato, per consentire le cessioni di sovranità scaturite dall’entrata nell’Unione Europea e nell’Euro. Ah! A tal proposito, qualcuno ha chiesto (almeno) un parere al ‘popolo sovrano’? Contraddizioni surreali per un mondo surreale. Uscita vinta dalla seconda guerra mondiale l’Italia ancora sconta quella sconfitta, eseguendo ossequientemente direttive sovranazionali. Territorio tappezzato da decine di basi americane, da Mafie, Camorre e N’draghete, (politiche o non, popolari o in giacca e cravatta- leggi qui), bombardato dalla devastazione ambientale che raggiunge l’apice con lo scandalo smisurato, senza eguali, della “Terra dei fuochi”. Penisola stremata per un popolo stremato.

Abbiamo, oggi, un presidente del consiglio, diciamocelo, ridicolo, il quale, a braccetto con la damigella d’onore delle relazioni con il Parlamento e con la coppia Berlusconi-Verdini vuole definitivamente calpestare quel po’ che resta della Carta Costituzionale, legittimando legalmente, giuridicamente, un così Stato-regime – ricordando la collusione tra mondo politico e televisivo-giornalistico. E se a qualcuno il suddetto non garba e vuole dire la sua? In fine stiamo in ‘democrazia’, se vuole manifestare? E che manifesti, per quel che serve. E anzi, attenzione a non alzare troppo i toni altrimenti si rischiano manganellate, lacrimogeni e secchiate d’acqua in faccia – come bestie, carne da macello. Quale Stato? Quello che sparava sulle folle cent’anni fa, o quello fascista, o quello delle stragi e della Trattativa, o quello invertebrato burattino di poteri occulti?
E pure lo stivale europeo ha dato impulso vitale a tutta la civiltà occidentale, ha visto nascere tra le più maestose rappresentazioni di creatività, intelligenza e sapienza umana, da Dante a Michelangelo, passando per Leonardo, per citarne alcuni. Ha visto epoche, la Rinascimentale per eccellenza, imporsi per cultura e conoscenza, su tutto il globo e su tutta la storia conosciuta, sicché, a cosa si è giunti oggi? Un umile epilogo, per un’umile Italia. Dunque, cominciamo oggi a scrivere il prologo di una nuova epoca.