Il dibattito sulla manovra finanziaria sembra essersi arenato esclusivamente sul reddito di cittadinanza e su quota 100. Senza dubbio la legge di bilancio 2019 è caratterizzata da una forte spesa per l’attuazione delle due misure divenute oramai cavalli di battaglia del Governo gialloverde, almeno in ambito economico. Riteniamo allo stesso modo opportuno valutare e considerare altri interessanti provvedimenti introdotti dalla legge pubblicata in Gazzetta il 31 dicembre. Considerata l’infinita discussione sui futuri “fannulloni da reddito di cittadinanza” partiamo proprio dagli interventi previsti in ambito lavorativo, soprattutto per il Meridione.

I due punti cardine dell’intervento del Governo mirano, da una parte, alla classica ma sostanziale riduzione del costo del lavoro, mentre dall’altra alla spinta per le nuove generazioni ad intraprendere un percorso professionale da imprenditore. L’intervento nel primo ambito si è strutturato con l’investimento di 500 milioni di euro per il 2019 e per il 2020 con l’obiettivo di riconoscere uno sgravio contributivo a chi assume un under 35 o un over 35 disoccupato da almeno sei mesi nelle regioni del Mezzogiorno. Lo sgravio è pari al 100% della contribuzione a carico dell’azienda.

Altro elemento interessante volto ad incentivare le assunzioni è il bonus giovani eccellenze, che consiste in uno sgravio contributivo per chi assume a tempo indeterminato nel 2019 giovani che hanno ottenuto una laurea magistrale da gennaio 2018 a giugno 2019 con 110 e lode e media di almeno 108/110 rimanendo nel corso di studi e non oltre i 30 anni, nonché chi ha ottenuto un dottorato nello stesso periodo entro i 34 anni di età. Il bonus è pari ai contributi Inps a carico del datore di lavoro ed è valido per 12 mesi dalla data di assunzione del giovane.

Per l’intervento a sostegno dell’imprenditorialità, il Governo ha prorogato il programma Resto al Sud, ampliando la platea dei destinatari innalzando l’età massima da 35 a 45 anni e aprendo l’incentivo medesimo anche alle libere professioni. Sempre in ambito lavorativo e produttivo, la manovra 2019 prevede l’inizio dell’applicazione di una flat tax calmierata per le persone fisiche esercenti impresa, arte o professione, che potranno applicare il regime forfettario con tassa fissa al 15%, se nell’anno precedente i ricavi o i compensi non superano i 65mila euro. Non sarà certamente la risoluzione di tutti i problemi delle partite IVA nel nostro Paese, ma è senza dubbio un passo in avanti.

Altro elemento meritevole d’attenzione è il progetto di ripopolamento dei comuni sotto le 20.000 unità delle regioni del Mezzogiorno d’Italia, stavolta senza deportazioni di mano d’opera a bassissimo costo da sfruttare, bensì con una manovra che invogli i titolari di pensione estera da almeno 5 anni a trasferire la propria residenza nei comuni con le caratteristiche precedentemente menzionate assoggettando i propri redditi da pensione con un’imposta sostitutiva del 7%. Inoltre è istituito un fondo per i poli universitari tecno-scientifici del Mezzogiorno che verrà rimpinguato dalle maggiori entrate derivanti dall’attuazione della misura appena elencata. Resta inteso che l’idea è lodevole, ma l’unico modo affinché il Sud non si spopoli è invogliare i suoi ragazzi e le sue ragazze a rimanerci. Ulteriore intervento in ambito universitario previsto dalla legge di bilancio 2019 è il finanziamento per l’istituzione della prima Scuola Normale superiore meridionale presso l’Università degli studi di Napoli Federico II.

Ciò che rende però la legge di bilancio del Governo Conte innovativa è l’introduzione di una serie di manovre volte ad incrementare la natalità in Italia agganciandola ad un ritorno, sempre più forte, all’attività agricola.

L’articolo 1 comma 654 recita testualmente:

Al fine di favorire la crescita demografica, una quota del 50 per cento dei terreni demaniali a vocazione agricola, nonché i terreni di proprietà comunale, sono concessi gratuitamente, per un periodo non inferiore a venti anni, ai nuclei familiari con tre o più figli, almeno uno dei quali sia nato negli anni 2019, 2020 e 2021, ovvero a società costituite da giovani imprenditori agricoli che riservano ai predetti nuclei familiari una quota societaria almeno pari al 30 per cento. Per lo sviluppo aziendale, i predetti soggetti possono accedere prioritariamente alle agevolazioni di cui al capo III del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185. 655.

Inoltre è previsto per coloro che acquisteranno la prima casa presso il terreno assegnato un mutuo di 200.000 euro a tasso di interessi a zero della durata di 20 anni.

Infine, è opportuno ricordare tra le altre iniziative l’intervento del Governo con lo stanziamento di 35 milioni di euro per la proroga della Cigs ex Ilva, oltre che l’istituzione di un Commissione Speciale per la Riconversione Economica della Città di Taranto e della Fondazione Istituto di ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, che avrà sede a Taranto e che effettuerà ricerca nei campi delle tecnologie pulite.

La nuova legge finanziaria, dunque, nonostante i limiti di una serie di interventi discutibili, proprio come il reddito di cittadinanza, sembra aver dato una piccola svolta, elaborando ricette che rimettono al centro dell’agenda politica il problema della denatalità e del costo del lavoro. Soprattutto sembra guardare al Sud come un enorme bacino di genialità umana utile all’intera Nazione. Siamo convinti, certo, che queste misure non risolveranno tutti gli atavici problemi economici del nostro Paese, né crediamo che sia una manovra scritta da un Governo rivoluzionario, ma è opportuno riconoscere ed evidenziare un cambiamento che ci auguriamo possa costituire la pietra miliare per una rinascita dello Stato e della Nazione.