Viene in mente quella frase famosa di Churchill che, a margine della Conferenza di Monaco, di fronte al perdurare pervicace e ottuso della politica dell’appeasement di Chamberlain disse: «potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore ed avranno la guerra». È abusata, certamente, ma qua ci sta da Dio.

Figuracce come quella fatta qualche giorno fa da Toninelli che non riesce a rispondere sulla TAV in Parlamento, il Movimento 5 Stelle non se le può più permettere: il tempo di scherzare è finito e il Movimento rischia di collassare. Sarebbe un male, un impoverimento della politica italiana che tornerebbe nelle mani dei vecchi furbacchioni.

Guardate, usciamo immediatamente dall’equivoco: qua non si vuole esprimere un giudizio di valore sull’operato dell’esecutivo. Anzi, se la vogliamo dire tutta, a confronto coi governi che lo hanno preceduto, questo pare illuminato da Pericle. Quando si sostiene, e qui si insiste nel farlo, che il Movimento 5 Stelle non abbia altra via se non quella di mollare la Lega di Salvini, non lo si sostiene perché questo esecutivo meriti di cadere e sia necessario, nell’interesse del paese, che gli venga staccata la spina. Semplicemente, senza esprimere alcun giudizio di valore, si opina che continuando così il Movimento 5 Stelle sia destinato a soccombere, a scomparire e, si insiste, questo non sarebbe positivo per il paese.

L’Italia ha un grande debito nei confronti del Movimento: la sua azione dirompente e il suo straripamento antisistema hanno buttato giù un muro e hanno spazzato via, quantomeno per il momento, una classe politica marcia, incapace, autoreferenziale e spesso corrotta. Questa, però, ormai è storia.

Oggi il Movimento 5 Stelle la retorica antisistema contro le élite al potere non la può più riproporre e per due motivi semplicissimi: prima di tutto perché è al governo ed è legittimamente diventato parte di quelle élite occupandone lo spazio ed il potere; in secondo luogo perché anche qualora decidesse di rivolgere certi argomenti contro gli uomini della Lega, come recentemente ha provato a fare, perderebbe ulteriori consensi dal momento che Salvini è amato dalla gente, amato da morire.

Alcuni, non a torto, fanno notare che in un sistema politico caratterizzato da un consenso elettorale tanto liquido, il favore attualmente goduto dalla Lega potrebbe anche venir meno fino alle politiche. Può darsi, ma la cosa appare assai improbabile dal momento che Salvini, oltre a portare a casa i provvedimenti che il suo elettorato ha a cuore, riesce a comunicare in maniera impeccabile, basta pensare al primo commento al voto delle europee: ha parlato ai cattolici, peraltro tirando l’ennesima sferzata al clero che in questo momento infatti non gode di particolare popolarità, con quella storia della Madonna; ha parlato di lavoro, con la favola che interveniva presto perché così i cittadini per bene potevano andare a letto, che la mattina ci si alza di buonora per andare a lavorare; ha parlato di sicurezza, raccontando che il giorno dopo si sarebbe recato al Viminale per lavorarci come sua, presunta, abitudine. Non gli si può dire nulla, sta avanti: lui o chi gli scrive i copioni.

Il problema del Movimento 5 Stelle è che cammina sulle uova, qualsiasi cosa deciderà di fare perderà pezzi: se fa cadere il Governo sarà additato dalla Lega di aver distrutto il sogno della rinascita italiana (male minore); se lo tiene in piedi, Salvini si mastica il riconfermato Di Maio e lo risputa alle politiche con altri dieci milioni di voti in meno (male maggiore). Il Movimento è ad un bivio e deve scegliere da che parte stare: deve trovare la sua anima.

Quando fai questi discorsi, i pentastellati duri e puri perdono i lumi e si lasciano andare alle peggiori invettive: il movimento non è un partito, lo dice la parola stessa; destra e sinistra non esistono più, dal momento che sono categorie superate nell’era post ideologica in cui viviamo.

Sciocchezze.

Il Movimento 5 Stelle è un partito e come tale deve scegliere quali valori rappresentare: insomma, non regge ‘sta cosa che l’ideologia è roba vecchia e che le scelte si fanno con la sola onestà e col solo buonsenso. Il buonsenso è una categoria necessariamente di parte ed è tale, per ognuno di noi, solo se risponde a specifici codici morali di riferimento: a Wannsee alcuni criminali ritennero di fare una scelta di buonsenso. Sembrerà provocatorio, ma è proprio così!

Quando ti trovi a governare devi intraprendere dei percorsi e le scelte si operano dando un peso specifico e rispettivamente diverso alle rivendicazioni in campo: la questione dell’Ilva la puoi risolvere in due modi diversi; le politiche in materia di diritto del lavoro le puoi vedere in due modi diversi; la politica migratoria la puoi gestire in due modi diversi; la politica economica la puoi disegnare in due modi diversi; la giustizia la puoi governare in due modi diversi; la politica fiscale la puoi riformare con un’aliquota unica o accentuandone la progressività.

Il modo lo scegli in base a quelli che sono i tuoi valori di riferimento: raccontiamocela pure questa storia che la destra e la sinistra non esistono più se ci fa piacere e se ci fa sentire contemporanei, ma i valori di riferimento sono sempre gli stessi. Possiamo cambiare l’etichetta, se ci fa sentire più a nostro agio, e decidere di chiamare le cose con un nome diverso: la sostanza non cambia.

Il fatto è che adesso i nodi sono venuti al pettine e il Movimento è letteralmente costretto a farla una scelta, se non vuole scomparire e qualcuno, in quelle stanze, lo ha capito benissimo ed ha anche intuito quale sia la parte giusta: a destra non c’è spazio.

È solo che se fai questi discorsi il pentastellato doc ti sbrocca e ci sta. Eduardo lo diceva che pur di negarti che la tua bella moglie t’ha fatto cornuto sei disposto a credere nei fantasmi, ma i fantasmi non esistono: siamo noi i fantasmi, aggiungeva.

Fintanto che si era all’opposizione e fintanto che al governo ci stavano certi soggetti, potevi permetterti di tirare dentro chiunque e di essere un enorme listone piglia tutti urlando contro il potere, ma i tempi sono cambiati: si perderanno dei pezzi di sicuro e non ci puoi fare proprio niente, ma di certo non si può continuare a governare senz’anima perché dal 33 al 17 è solo un attimo e la prossima volta potrebbe andare molto molto peggio.