Così attacca con un video messaggio sul suo profilo Facebook: «Siate Maledetti! Uscite di notte come gli scarafaggi e come i topi, per colpire la povera gente che lavora e per buttare nel panico questa comunità! Siate maledetti! Siete quattro vigliacchi! Non vi lasceremo questa città: combatteremo fino alla fine per Cerignola». Una vera e propria dichiarazione di guerra al crimine, ad opera di un coraggioso sindaco della provincia di Foggia. Intervistiamo Franco Metta, avvocato penalista e Sindaco della Città di Cerignola, importante comune della provincia di Foggia, terra resa celebre dalla nascita di uomini come Giuseppe Di Vittorio e Nicola Zingarelli.

Il Sindaco Metta dichiara guerra al crimine

Cerignola è putroppo spesso passata alle cronache per essere un comune afflitto dalla criminalità. Tuttavia gli ultimi episodi stanno facendo salire vertiginosamente lo stato d’allarme. Durante le vacanze di Natale due eplosioni presso due attività commerciali e pochi giorni fa un altro attacco ad una gioielleria: che sta succedendo? Ci faccia un quadro.

C’è stata una sequela di episodi di intimidazione e di violenza e non sono soltanto quelli citati. C’è da aggiungere un altro episodio truculento e deprecabile: l’esplosione di ben tre colpi di pistola contro il portone dell’abitazione di un imprenditore. Peraltro parliamo di un imprenditore che in questo momento sta svolgendo dei lavori per il Comune, avendo vinto un appalto comunale per il completamento di una scuola. Questi episodi, a cui Cerignola storicamente non è nuova, in questo momento sono in fortissima e stridente contraddizione con una situazione generale che vede la comunità risollevare il capo, la città riconquistare alti standard di vivibilità e legalità in tantissimi, quasi tutti, i settori della vita comunitaria: sport, cultura, finanziamenti ministeriali e regionali, eventi di importanza anche nazionale. Cerignola si sta rilanciando positivamente e, purtroppo, una infima minoranza cerca di riportarla a tempi e stagioni buie che vogliamo dimenticare e lasciarci alle spalle.

A preoccupare l’opinione pubblica c’è dell’altro: un tentativo di corruzione a palazzo di città (è stato lei a balzare alla cronaca per aver denunciato un imprenditore che provava ad “omaggiarla” con 20 mila euro in una confezione di biscotti); Striscia la Notizia che denuncia sversamenti di rifiuti illegali nelle vostre campagne; il fenomeno del caporalato che d’estate rende la terra di Di Vittorio protagonista nella declinazione di nuove vergognose schiavitù. Ci commenti anche questo: Cerignola è la nuova Gomorra? Cosa ci si aspetta dallo Stato?

Non sarei così catastrofico. È chiaramente vero quello che citava, ma, se ricordiamo un episodio di tentativo di corruzione, è bene citare anche il fatto che il Sindaco di questa città un minuto dopo quel tentativo abbia convocato polizia e carabinieri denunciando l’accaduto. È vero che qualche anno fa ci sono stati degli sversamenti, la notizia riportata da Striscia era un po’ datata, ma è anche vero che Cerignola sta reagendo sul piano delle infrastrutture: un nuovo depuratore, il progetto di tombare il canale Lagrimaro (una delle fonti di inqunamento), il contrasto agli sversamenti abusivi. Abbiamo problemi comuni a molti paesi del meridione, ma ci distinguiamo col fatto di alzare la testa. Dobbiamo continuare così: è una battaglia e nessuno pretende che sia già vinta o che sia facile vincerla. È vero, c’è caporalato, ma è anche vero che a Cerignola, terra di Di Vittorio, noi abbiamo recuperato da uno scantinato un murale che lo raffigurava e lo abbiamo rimesso al centro del paese.

Facciamo quello che può fare un’amministrazione comunale, continuando a sperare che lo Stato ci sia vicino. In effetti devo dire che una risposta c’è stata: è un mese che San Samuele (noto quartiere a maggior rischio criminale n.d.r.) viene svegliato alle cinque del mattino dal rumore dell’elicottero dei carabinieri impegnato, con nostra somma soddisfazione e gioia, in operazioni di ordine pubblico e polizia giudiziaria. Ricordiamoci però che la battaglia non è solo repressiva: è anche culturale e si vince sulla lunga distanza. Stiamo seminando per questo.

Susanna Camusso a Cerignola per festeggiare il ripristino del murale dedicato a Di Vittorio

 

Lei è noto per la tenacia: è riuscito in pochi anni a rivoltare il sistema politico cittadino come un calzino e a farsi eleggere Sindaco a capo di una coalizione civica. Ma come si comporta la politica cittadina? Oserei presumere che tutti i partiti le si stiano stringendo intorno e la stiano supportanto in questa fase tanto delicata. È così?

Comprendo il contenuto retorico della domanda. È chiaro che i partiti non si stringano attorno a me: io sono l’alternativa ai partiti e rappresento il certificato del loro fallimento. Se non avessero fallito, mai un candidato civico avrebbe scontitto il blocco di centro-destra e di centro-sinistra. Le faccio un esempio: ho fatto un intervento durissimo contro la criminalità, è finito su tutti i media nazionali e non solo, e il Segretario del Partito Democratico cittadino oppone il fatto che io sia un avvocato penalista, come se in quanto penalista io sia necessariamente schierato con i criminali e non sia credibile come Sindaco che guida una crociata contro l’illegalità. Le ricordo che, quando ho aperto una scatola di biscotti e ci ho trovato dentro del denaro, ho fatto arrestare una persona, ne ho fatte denunciare altre due, e il commento dei miei avversari politici è stato che fosse tutta una montatura.

Prevale l’odio per la persona, perchè io sono letteralmente odiato da coloro che pretendevano di alternarsi alla guida della città facendo i propri comodi. Sono odiato perchè ho messo fine a questo strapotere e perchè dimostro come si possa amministrare una città con criteri profondamente diversi. Hanno impostato un conflitto contro la mia persona, ma il risultato è che la gente si avvicina sempre più a me e si allontana sempre più dai partiti: il 4 marzo sarà difficile portare i cerignolani alle urne perchè sono ormai molto lontani dai partiti tradizionali.

Sindaco lei è piuttosto noto per le sue uscite e per varie ragioni è stato oggetto di particolare interesse da parte di mezzi di comunicazione, a volte anche per episodi che non l’hanno riparata da severe critiche (ripenso alla vicenda in cui fu filmato mentre rimproverava un ragazzino che si vantava di essere stato bocciato a scuola). In un momento in cui i politici sono odiati per la loro distanza dai problemi delle persone, a qualcuno lei potrebbe invece apparire eccessivamente vicino. È così?

Non si è mai troppo vicino alla gente. Prima di quel rimprovero, quel ragazzino si vantava della bocciatura e delle sue assenze da scuola. Ora frequenta ed è stato promosso positivamente. I miei censori questa cosa non la sanno perchè non gliene fregava niente del ragazzino e l’obiettivo era quello di colpire me. Io mi interesso a lui e so che ha migliorato i suoi rendimenti scolastici. Magari è un cambiamento casuale: quantomeno porterei fortuna, ma non credo affatto che sia casuale. Non mi preoccupo delle mie uscite. Non devo fare carriera politica: non mi candido a sedere in Parlamento o a ricoprire chissà quale carica istituzionale. Mi piace fare il Sindaco perchè quello che penso e realizzo lo vedo dalla finestra del mio ufficio. Inoltre mi permette di stare a contatto con la mia città e di scontare un vecchio debito: per quarantanni ho fatto l’avvocato, questa città mi ha dato tanto in termini professionali, economici e affettivi,  e avviandomi verso la fine della mia esperienza terrena ho voluto donare cinque anni a Cerignola. Da quando faccio il Sindaco lavoro fino a quindici ore al giorno e non mi pesa, mi sento più giovane, e continuerò fintanto che i cittadini me lo consentiranno.

 La sua amministrazione pare essere amata in città e si sta distinguendo per il fatto di portare a casa risultati che le amministrazioni a tradizionale vocazione partitica potevano solo sognare. Eppure la parentesi che la città vive è di intenso dolore. Se potesse rivolgere un messaggio ad una importante carica dello Stato quale sceglierebbe? E cosa direbbe?

Io mi rivolgerei al futuro Presidente del Consiglio per chiedergli risorse e maggior impegno sul piano dell’ordine pubblico. Sogno che questo Presidente si renda conto che non possiamo garantire la sicurezza se non diamo ai membri delle forze dell’ordine mezzi adeguati e se non aumentiamo il loro numero sul territorio. Credo che questa emergenza venga coperta da altri temi che mi permetto di considerare meno rilevanti rispetto a questo: occorre una forte determinazione da parte del Governo. Da domani sarò al Comitato provincale dell’ordine pubblico: col Prefetto, il Questore e i Comandanti provinciali delle forze dell’ordine, salveremo il decoro delle istituzioni, ma sappiamo bene di non avere la soluzione ai problemi di Cerignola perchè i mezzi sono modestissimi e limitati. Il futuro Presidente del Consiglio deve comprendere che l’ordine pubblico è l’assoluta priorità perchè da esso discede la crescita morale di un territorio e la sua crescita economica. Mi sono solennemente incazzato proprio per questo: mentre ci affanniamo a dimostrare che nella nostra terra si può investire e crescere, quattro scarafaggi di notte escono con una latta di benzina e vanificano tutto e, se qualcuno vanifica il nostro sforzo, permettetemi di incazzarmi un po’.