Come per ogni prodotto che si rispetti, la legge del marketing e della buona presentazione ha optato per un nuovo nome molto convincente, il Rosatellum. Già correvano voci sulle novità riguardanti il nuovo sistema elettorale, già si preannunciava la tanto acclamabile (o contestabile) soluzione elettorale; si è parlato di un nuovo Mattarellum rovesciato, solo perché le caratteristiche in comune con la nuova strategia elettiva prevedono un sistema misto proporzionale e maggioritario. In realtà, le differenze sono ben più marcate del previsto. Per ribaltamento, infatti, si intende il capovolgimento delle percentuali di cui sarà composto il Parlamento. Se, infatti, il Mattarellum prevedeva la derivazione di tre quarti delle Camere dai collegi uninominali e i restanti seggi venivano eletti attraverso il proporzionale (per salvaguardare la rappresentanza dei partiti più piccoli), ora si verificano le modalità opposte. Due terzi del Parlamento verranno eletti attraverso il sistema proporzionale, mentre ai seggi rimanenti verrà applicato il maggioritario.

Emanuele Fiano, deputato PD e attuale depositario del Rosatellum nella commissione Affari costituzionali

Emanuele Fiano, deputato PD e attuale depositario del Rosatellum nella commissione Affari costituzionali

La legge, inoltre, trae ispirazione da un altro modello, il Fianum (da Emanuele Fiano, deputato PD e attuale depositario del Rosatellum nella commissione Affari costituzionali), il cui tentativo di presentazione era stato già avanzato nel mese di giugno, ma largamente bocciato. In sostanza, il Rosatellum, dopo svariate modifiche apportate al testo legislativo, prevede che 611 parlamentari su 945 (392 deputati e 212 senatori) vengano eletti attraverso il sistema proporzionale, ma che le liste restino bloccate fra i 2 e i 4 nomi. La soglia di sbarramento è stabilita intorno al 3% per le liste senza coalizione e al 10% per quelle coalizzate. Una scelta, la presente, che sicuramente avvantaggia le forze politiche minoritarie, alimentando il meccanismo democratico e partecipativo, oltre che un contatto diretto fra candidati, elettori e territorio. Una manovra insolita per una forza quale il PD, finora sempre tesa a garantire l’egemonia assoluta del sistema maggioritario. Del resto, Laura Boldrini ha espresso velate perplessità riguardanti il Rosatellum:

Spero che si possa arrivare a una legge che vada a vantaggio del Paese, perchè se votiamo con quella attuale sappiamo già che sarà molto complicato per chiunque governare. Se non riusciamo a fare una legge saremo noi i responsabili. Mi auguro che tutti i gruppi politici riescano a dare prova di responsabilità e trovino un accordo per una legge il più condivisa possibile.

Evidentemente, l’ispirazione ricevuta dal sistema elettorale tedesco e il dramma del conflitto permanente sulla legge elettorale hanno prodotto dei frutti significativi.

Laura Boldrini

Laura Boldrini

La nuova legge incoraggia anche le coalizioni, non è un caso che essa sia stata approvata anche dalle opposizioni, in particolare Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare, che tendono strategicamente alla soluzione coalizzante per poter conseguire un risultato valido alle prossime elezioni politiche. A tal proposito, fortemente contrario si è dimostrato il Movimento 5 Stelle, da sempre ostile alle ipotesi di una coalizione. Paranoiche le affermazioni di Di Maio a riguardo:

Stanno facendo una legge elettorale per fermare il M5S, in cui FI e Pd si trovano perché stanno facendo un grande inciucio per arginare il nostro Movimento.

Preoccupazioni eccessive quelle di Di Maio, il cui Movimento, sebbene più debole rispetto al passato, non scenderà al di sotto del 20% nei consensi della base elettorale, potendo certamente contare sulle proprie risorse. Comiche risuonano invece le polemiche del Movimento Democratici e Progressisti, i quali non apprezzano una soglia di sbarramento del 3%, probabilmente per l’avanzata età dei propri componenti (non a caso dalemiani della prima ora), il cui accesso al Senato sarà probabilmente reso più complicato da una soglia di sbarramento più elevata rispetto a quella delle Camere. Il tutto è ancora da stabilire con precisione, come molti altri aspetti tecnici.

rosatellumprova
Di fatto, è inevitabile passare al vaglio le ombre, le perplessità inerenti alla nuova riforma del sistema elettorale. Prima fra tutte, l’abolizione del voto disgiunto. Se, infatti, il Mattarellum decretava l’esistenza di due schede diverse per il maggioritario e per il proporzionale, il Rosatellum prevede esclusivamente l’esistenza di una scheda. Il nome del candidato nel collegio sarà accostato ai simboli dei partiti che lo sostengono. Il voto andrà al suddetto nome eleggibile e alla forza politica di riferimento per la parte proporzionale. Se da un lato vi è maggiore trasparenza sull’informativa inerente alle forze che sostengono un determinato personaggio politico, dall’altra un altro elemento rimane irrisolto: la modalità tecnica di ripartizione del voto fra i partiti sostenitori del candidato, ancora da definire.

Altri dubbi suscita il sistema delle pluri-candidature: un medesimo candidato potrà presentarsi in tre listini proporzionali differenti, con la possibilità di passaggio da una lista all’altra in caso di sconfitta in una di esse. In uno schema d’urgenza molto simile, il candidato nel collegio potrà tentare di portare a compimento la propria elezione almeno 4 volte. Ciò lascia intuire quanti giochi di prestigio sarà possibile mettere in atto pur di conquistare i seggi. Al di là delle critiche e degli elogi, delle finalità celate nell’approvazione e nella bocciatura di tale proposta, il Rosatellum costituisce pur sempre un compromesso finalmente condiviso da gran parte delle forze parlamentari, con l’auspicio che si giunga finalmente al traguardo di un sistema elettorale più efficiente ed equilibrato nella ripartizione del potere e nella libertà d’espressione del cittadino.