C’era una volta il centrodestra. Quello dell’ultimo governo Berlusconi, quello che l’Unione Europea pare abbia messo a sedere, quello del 2011, del caso caso Geithner, del golpe bianco. C’era una volta la linea sovranista, quella degli accordi sul gas con Putin,quello dello sviluppo delle relazioni bilaterali con Gheddafi, del Trattato di Bengasi per contrastare l’immigrazione clandestina, della chiusura del passato italiano in Libia, dei partenariati. C’era il centrodestra di Giulio Tremonti in ” La paura e la speranza” : “[…] i liberali drogati dal successo appena ottenuto nella lotta contro il comunismo; i post-comunisti divenuti liberisti per salvarsi; i banchieri travestiti da statisti; gli speculatori-benefattori; e i più capaci pensatori di questo tempo, gli economisti, sacerdoti e profeti del nuovo credo.” Quello che sembrava aver capito che per un equilibrio geopolotico più saldo andasse costruita un’autonomia economica più spiccata possibile che facesse da contrappeso alle direttive tecnocratiche. Quello che lo spread se l’è dovuto ingoiare tutti i giorni dai tg dell’ora di pranzo, prima che questa parolina magica sparisse dalle cronache per commistione di intenti coi governi successivi.
Questa non vuole essere un’elegia difensiva e idolatrice di quella esperienza governativa , anzi, più volte dalle righe di questo giornale sono state criticate duramente alcune delle politiche prese da quel Governo, molto più semplicemente e pragmaticamente, vuole essere una diretta, seppur complessa domanda a cui si proverà a dare una risposta: che fine ha fatto quel centrodestra? La sua identità, il suo quadro valoriale, l’intransigenza sulle tematiche bioetiche, la posizione sui clandestini e così via. Se guardiamo un secondo alla situazione attuale sembra essersi innestata una brusca inversione ad U. Ve lo ricordate Gianfranco Fini? Quello favorevole alle unioni riconosciute giuridicamente tra omosessuali? Quello della cittadinanza breve per gli immigrati? Quello che, anche a causa di questo genere di posizioni, veniva idealmente ed ironicamente candidato dai militanti del partito di cui allora era leader alle primarie del Partito Democratico? Ecco, ad oggi le dichiarazione e gli intenti dei leader di Forza Italia e del Nuovo Centrodestra, chi in un modo chi in un altro, si stanno appiattendo su quelle che furono le idee di Fini, tanto criticato, tanto messo all’indice.
Se vi capita di aprire facebook ,in questi giorni, non potrete non notare un selfie di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale e Vladimir Luxuria. L’incontro tra i tre ( più Dudù) è stato fatto in funzione di una totale apertura da parte di Forza Italia al riconoscimento giuridico dei matrimoni tra omosessuali ma, a detta di Luxuria, anche ai fini dell’apertura sulle adozioni da parte di genitori del medesimo sesso. Questa immagine, anche senza la necessità di spiegarne il contenuto e le motivazioni politiche, basterebbe da sola per far comprendere la totalità e la irreversibilità dell’inversione di cui sopra. Certo, in queste ore c’è stata anche una importante apertura del Sinodo in merito ma tanto basta a poter giustificare questa “conversione” ? Alfano, dal canto suo, è il più strenuo difensore di Mare Nostrum, non va oltre qualche accusa di mancata partecipazione attiva all’Ue. A prescindere dalla bontà dell’operazione, di cui non è questo articolo a dover discutere, ci si può dire sicuri che il centrodestra ” tradizionale” così come lo si è conosciuto mai e poi mai si sarebbe posto a guardiano di questa operazione. Se non altro per le inferenze della Lega.
Provando, quindi, a dare una risposta alla domanda iniziale, su dove sia finita l’identità di centrodestra, l’onestà intellettuale costringe a porsi un’ ulteriore domanda: il centrodestra ha mai avuto una identità? Oppure un po’ come ” Uno, nessuno e centomila” questi politicanti nostrani si sono adagiati sulle identità richieste al momento, sulle domande politiche circostanziali o sulle richieste del caso provenienti dalla società, dai poteri forti, dalle letterine dell’Ue o da chissà cos’altro. Guardando in casa nostra, sembra di poter dire che il centrodestra in quanto opposizione all’attuale governo Renzi non esiste più. Una parte di esso, Ncd, ci governa assieme. Un’altra, Forza Italia, si è adagiata per motivazioni meno nobili in un angoletto e resta a guardare lo svolgimento della trama sperando di essere meno coinvolti possibili, attivamente e passivamente. Restano la Lega Nord, sempre più verso la strutturazione di una Lega nazionale e Fratelli d’Italia che dovranno dimostrare però, legge o non legge elettorale, quorum o non quorum, di aver mantenuto una identità e quindi di possedere la forza valoriale di non allearsi con chi pare aver rinnegato se stesso e la sua parte politica.