“Tutti pensano a cambiare il mondo,

nessuno pensa a cambiare se stesso”

Lev Tolstoj

La gogna è uno strumento medievale forgiato in ferro utilizzato come mezzo di tortura, di controllo, come punizione, per coloro che erano condannati. Le vittime della gogna erano esposte nelle piazze per educare il popolo e dissuaderlo dal compiere reati.  Secoli sono passati dalla cessazione dell’utilizzo di questo congegno punitivo che anche allora in tempi poco “evoluti” veniva utilizzato per i condannati, non per gli indagati.

Oggi la gogna assume nuove forme, quella mediatica anzitutto, in ultimi tempi ha raggiunto anche e soprattutto le piattaforme social. In un’era in cui tutti parlano senza sapere, giudicano senza i mezzi per poter giudicare e sparano sentenze su ogni questione messa al macello dai mezzi di informazione, face book, twitter e i blog di mezzo mondo sono diventate fabbriche di opinionisti e moralizzatori da due soldi.

Un tempo li chiamavano giustizialisti, i primi a puntare il dito e a nascondere gli scheletri dentro l’armadio, ma anche i giustizialisti combattevano una crociata, quella della giustizia, con una, seppur non condivisibile, sorta di coerenza. Si lavorava sulle carte dei tribunali e fu in ogni caso un’era che segnò l’inizio della politicizzazione del terzo potere, quello della magistratura, che almeno in Italia ha il fine di cui tutti siamo al corrente.

La questione di cui si tratta adesso non riguarda più il tema della giustizia, perché quando la gogna mediatica si muove non lo fa per senso di giustizia, lo fa per ignoranza, per costume.

La degenerazione culturale mondializzata ha prodotto sempre meno persone in grado di provare un minimo senso di appartenenza e di rispetto verso il prossimo e sempre più persone ciniche ignoranti e arroganti mosse dal relativismo e dall’individualismo imperante della nostra era. Tutti giudicano, nessuno produce.

La modernità ha creato un esercito di opinionisti non certificati da esperienza o competenza, per distruggere tutto quello che si cerca di creare, tutte le persone e le comunità che si espongono provando a proporre qualcosa seppur sbagliando.

L’uomo o il gruppo che produce va abbattuto, questo vuole il sistema moderno. Chi nella vita ci mette la faccia, deve essere sempre degno di rispetto, sempre anche quando si cade.

Le categorie umane sono divise in due: chi passa la vita a giudicare gli altri e chi passa la vita a giudicare se stesso. La seconda categoria è fatta di persone che producono e sbagliano, commettono errori, persone spesso incoerenti, ma che ci provano, ogni giorno con umiltà. La prima categoria passa il tempo a giudicare chi fa parte della seconda categoria.

“Tutti pensano a cambiare il mondo, nessuno pensa a cambiare se stesso” scrisse Tolstoj, i più non capendo che cambiando se stessi si cambia il mondo.

La modernità ha creato un esercito di opinionisti, spara sentenze, moralizzatori della patria, tutti bravi a giudicare e mai pronti ad essere giudicati, ma d’altronde, chi fa sbaglia, chi non fa, non sbaglia mai.