Traduzione dal francese a cura di Andrea Chinappi.

A prima vista, sembra strano di consacrare un articolo ad un deputato belga, senza partito e molto giovane (34 anni). Ma Laurent Louis non è un qualsiasi uomo politico. Malgrado tutte le apparenze, non è un banale deputato belga colui che si nasconde dietro la personalità di questo giovane uomo. Dietro la sua bonarietà, la sua aria simpatica e a prima vista ingenua, si trova un leone, dotato di un coraggio eccezionale e di un’umiltà esemplare.

Laurent Louis nasce il 29 febbraio 1980 a Nivelle nel Belgio francofono, in una famiglia modesta. Quando aveva solo 22 anni i genitori decedono, obbligandolo a interrompere i suoi studi e a lanciarsi nella vita attiva. Entra in politica in seno ad un piccolo partito, il Partito Popolare. Nel 2010 lui è il solo candidato ad essere eletto. Constatando le derive ideologiche del suo partito, lo abbandona e da allora si presenta indipendente.

Senza etichetta, si attacca in pieno parlamento a dei soggetti scottanti. Successivamente, accusa François Hollande di commettere crimini contro l’umanità in Siria, denuncia i crimini commessi da parte di Israele, ma anche la presenza di armi nucleari americane sul territorio belga. Davanti ai suoi colleghi stupefatti, Laurent Louis taglia in due la sua carta di credito e accusa le banche di sottomettere i popoli. Deriso continuatamente dai suoi co-deputati, lui li accusa di tradimento, dichiarando in un discorso:« Voi siete i servitori del nuovo ordine mondiale». Da allora, non cessa di proporre all’assemblea l’elezione dei rappresentanti politici attraverso il sorteggio.

Durante tutta la sua carriera, Laurent Louis ha lavorato sui casi di pedofilia in Belgio, in particolare sul caso Dutroux. É cosi che entra in possesso illegalmente dei rapporti sull’autopsia delle vittime del pedofilo Marc Dutroux, i quali non sono assolutamente conformi con le conclusioni dei giudici: lì dove la giustizia pretende che due giovani ragazze siano morte di fame, i rapporti confermano la morte per stupro e la presenza di decine di tracce genetiche diverse. Pur non essendo l’unico, Laurent Louis è citato in giudizio in modo da nascondere le prove. Nel dicembre 2013, quando i deputati belga si apprestano a votare la rimozione della sua immunità parlamentare per permettere alla giustizia di condannarlo, Laurent Louis pronuncia un discorso storico davanti all’assemblea. Senza esitazione propone la sua versione del caso Dutroux, e quando quasi tutti i deputati lasciano la sala, Laurent Louis continua e accusa il primo ministro belga Elio Di Rupo di pedofilia, enumerando tutti i casi in cui il suo nome figura. Davanti ad una sala quasi vuota, il giovane deputato evoca tutte le pressioni contro di lui, gli insulti nei media, gli attacchi incessanti della giustizia, le minacce di morte: « Se io non avessi i nervi che ho oggi e il morale che possiedo, sarebbe già molto tempo che mi sarei suicidato». E a causa di ciò, gli è diventato impossibile aprire un conto in banca o domandare un prestito. Contro tutte le aspettative, Laurent Louis chiama i deputati a togliere la sua immunità per portare la sua lotta davanti alla giustizia!

Laurent Louis adesso non si fa più alcuna illusione, non dispone più d’alcun supporto in politica. Al contrario una formidabile massa popolare lo sostiene in Belgio come in Francia, in particolar modo l’umorista francese Dieudonné o il saggista Alain Soral. Pur sapendo di non aver più alcun avvenire nel proprio paese, Laurent Louis ribadisce ad ogni intervento che persevererà fino alla fine nella sua lotta per la verità.

 « Quando viene al mondo un genio autentico, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui. »

Jonhathan Swift