di Fabio Pizzino

Il contesto storico: la Guerra dei Cent’Anni

Nel 1337 inizia la denominata Guerra dei Cent’Anni (in realtà il conflitto si protrasse 116 anni dato che si concluse nel 1453) tra Inghilterra e Francia causata da una complessa vicenda dinastica che portò il Re d’Inghilterra a rivendicare il trono di Francia.
Ampie parti del territorio francese vennero occupate dagli inglesi e la stessa Parigi cadde sotto un regime di occupazione. Una svolta radicale al conflitto viene data con la celebre Battaglia di Azincourt nel 1415, nella quale il Re d’Inghilterra, Enrico V infligge una decisiva sconfitta militare ai francesi. Con il Trattato di Troyes, nel 1420, Enrico V e il Re di Francia, Carlo VI, si accordano per unire le due corone tramite il matrimonio tra lo stesso Enrico V e la figlia di Carlo VI, Caterina di Valois. Questo Trattato porta alla esclusione dalla Corona, del figlio di Carlo VI, il futuro Carlo VII. Questo è certamente uno dei momenti più bui della storia francese: nasce, infatti, il tentativo di costruire un unico grande regno, dominato dagli stessi inglesi. Il tentativo, tuttavia, viene messo subito in crisi dalla prematura morte di Enrico V e dello stesso Carlo VI nel 1422.

La costruzione del mito

Ancora oggi chi si avventura al villaggio lorenense di Domrémy può scoprire la casa natale di Giovanna d’Arco che nacque in questa località il 6 gennaio 1412. Giovanna era figlia di contadini, certamente non agiati ma molto probabilmente neanche in condizioni di povertà. La Lorena, in quel momento, è teatro di guerra, posta come era sulla linea del fronte, dato che i borgognoni erano alleati degli inglesi, nella lotta contro i francesi. È qui, a Domrémy, nel 1428, a soli 16 anni, che la tradizione attribuisce a Giovanna una esperienza mistica. Giovanna d’Arco, secondo la propria ricostruzione, si vede attribuire, tramite l’intercessione di figure quali Santa Margherita, Santa Caterina d’Alessandria e l’Arcangelo Michele, la missione divina di liberare la Francia dalla dominazione inglese. Dopo complesse vicende, Giovanna d’Arco viene ricevuta da Carlo VII (il figlio di Carlo VI diseredato dal Trattato di Troyes del 1420): la Pulzella (come viene denominata da quel momento Giovanna d’Arco) convince il Re a condividere i propri obiettivi militari e politici. Tali obiettivi sono: la liberazione della strategica città di Orleans dall’assedio inglese e la unzione di Carlo VII a Re di Francia nella Cattedrale di Reims. È credibile questo racconto? È possibile che una giovane contadina sia riuscita a convincere il Re di Francia, ma anche la Corte, della propria credibilità e bontà dei suoi propositi? La risposta non può essere univoca. Personalmente, ritengo che il personaggio sia stato, in un certo senso, costruito politicamente da persone influenti dell’entourage del Carlo VII: tra queste un ruolo chiave pare sia stato assolto dalla suocera del Re, Iolanda D’Aragona. Anche qui, inoltre, non bisogna sottovalutare il contesto e l’esperienza storica: solamente cinquant’anni prima, un’altra figura femminile, Santa Caterina da Siena aveva avuto un ruolo centrale nel ritorno dei papi dall’esilio avignonese nel 1377. A questi fattori politici e storici dobbiamo, inoltre, aggiungere la dimensione della Fede: è questa virtù teologale, capace realmente di “spostare le montagne” che anima Giovanna d’Arco. La Pulzella, ricevuto il mandato da Re Carlo VII, riesce, in poche settimane, a compiere la sua impresa: Orleans viene liberata dall’assedio inglese (8 maggio 1429) e Carlo VII unto Re nella Cattedrale di Reims (17 luglio 1429). L’intervento di Giovanna d’Arco nella Guerra dei Cent’Anni risulta, in un certo senso, decisivo: da quel momento gli inglesi inizieranno un lento ripiegamento che si concluderà con la loro definitiva espulsione dal territorio francese nel 1453, ad eccezione momentaneamente della città di Calais. Giovanna d’Arco, dopo altre imprese militari, tra le quali l’assedio di Parigi, viene catturata a Compiègne dai borgognoni, nel novembre 1430 e successivamente consegnata agli inglesi. È significativo come gli inglesi abbiano intentato contro Giovanna d’Arco un processo affidato ad un tribunale ecclesiastico presieduto dal Vescovo di Beauvais, Pietro Cauchon. La Pulzella venie accusata di eresia, scisma, apostasia e stregoneria: sono accuse dalle quali Giovanna si difende con incredibile fermezza, abilità e padronanza delle questioni teologiche. Il processo si concluderà con la condanna a morte di Giovanna d’Arco e la sua messa al rogo il 30 maggio 1431 Rouen.

Le conseguenze politiche

La Guerra dei Cent’Anni può essere considerata, per certi aspetti, una vera e propria guerra europea. L’Inghilterra abbandonerà per sempre la dimensione terrestre della propria forza militare per concentrarsi nella costruzione di una grande potenza marittima e navale. Una sconfitta, quindi, che si è risolta storicamente nella nascita di un grande successo politico e militare. La Francia ha avuto in eredità dalla Guerra dei Cent’Anni la sua definitiva unificazione a livello politico: fenomeni autonomistici, come quello rappresentato dalla Borgogna, vengono definitivamente superati ed assorbiti. Dopo la Guerra dei Cent’Anni, la Francia si viene affermando come uno Stato fortemente centralizzato con il suo cuore nella città di Parigi. A noi abitanti del XXI secolo rimane il mito di Giovanna d’Arco (canonizzata da Papa Benedetto XV nel 1920) ad indicarci come un grande ideale, o una grande Fede, supportati da particolari condizioni storiche e politiche, possono sovvertire il mondo.