Il suo tratto essenziale, la linea rigida e spezzata contornate da dialoghi ironici e taglienti come una katana, le spericolate avventure dei suoi personaggi, in grado di tenere il lettore senza fiato dalla prima all’ultima pagina, ne fanno di Hugo Pratt uno dei migliori fumettisti d’Italia e del mondo. La stessa vita di Pratt sembra essere stata scolpita a colpi di penna da Emilio Salgari. Nato a Rimini nel 1927 da padre di origini anglosassoni e madre veneziana, si trasferisce in giovane età nell’Africa Orientale Italiana. Qui trascorre la sua prima infanzia prima di venire internato insieme alla famiglia nel campo di concentramento inglese di Dire Daua in Etiopia, in seguito alla conquista da parte degli inglesi delle colonie italiane. Perderà qui il padre nel 1942.

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Hugo Pratt

Nel 1943 ritorna in Italia dove, a seguito dell’armistizio di Cassabile, si arruolerà con i marò della X MAS, l’agguerritissimo plotone comandato dal principe nero Junio Valerio Borghese, responsabile dell’affondamento di numerose navi da guerra d’Albione. Quasi fucilato dai tedeschi poiché ritenuto spia sudafricana al soldo degli inglesi, fungerà da interprete a questi ultimi a guerra finita. Nel 1945 Hugo Pratt comincia a mettere su china le storie con cui era cresciuto, interessandosi soprattutto a fatti di guerra; fonda la rivista Albo Uragano, che in seguito prese il nome del suo personaggio principale: Asso di Picche, un supereroe senza super poteri votato alla lotta contro il crimine. Riporta uno strepitoso successo in Argentina e si trasferisce a Buenos Aires dove dà vita a nuove creature come Sgt. Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga. Da lì viaggia in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Regno Unito, per tornare in Italia e poi Parigi. È proprio ritornando in Italia che crea Corto Maltese, sicuramente il lavoro più apprezzato e conosciuto del fumettista. Un intrepido comandante di battello che naviga per ogni mare in cerca di avventure. Tutto questo ambientato nel 1914 in concomitanza con lo scoppio del primo conflitto mondiale in Europa e qui il tempo è come se si cristallizzasse: non si odono bombe, non si assaltano trincee, non si muore di freddo asserragliati nei forti medievali delle Fiandre. Nei mari del Sud, la vita scorre lenta tra guerre di corsa un sigaro e un bicchiere di ruhm.

Corto Maltese

Corto Maltese

Non è solo una fantastica storia con cui sognare ad occhi aperti: è un’enciclopedia di valori morali e codici comportamentali, è una manuale di sopravvivenza, coinvolgendo emotivamente il lettore dall’inizio alla fine. Pratt era un’idealista, non ci sono dubbi. I suoi lavori sono densi di pietas e di umana passione nei confronti del genere umano. Nell’immensità dell’oceano Pacifico, che tanto pacifico non è, l’uomo si trova solo a lottare contro gli elementi e contro energie innaturalmente sovrastanti e soverchianti; il pericolo è ovunque e l’uomo, nella sua razionalità più primordiale, si ritrova a scendere a patti con il suo lato più abietto, costretto a commettere ingiustizie per una ricompensa più elevata. Che valore ha una divisa tedesca, olandese, inglese, francese o un abito tradizionale papui, maori o figi quando si ha a che fare con tutto questo? È in questo punto che interviene il lato cooperativo: l’uomo da solo è nulla, ma quando è insieme ad altri suoi simili collabora per il suo bene e, paradossalmente, anche per quello degli altri.

Hugo Pratt è l’uomo che si ripensa, come il Sgt Kirk, soldato della guerra di secessione statunitense, che, prendendo servizio nel Wild West con lo U.S. Army, se ne distacca dopo aver visto questi ultimi massacrare degli indiani.  È parimenti un uomo critico, un romanziere su china che non la manda a dire a nessuno, riconoscendo pregi e difetti del genere umano rimescolandoli su china e dipingendoli in un panorama pazzesco.

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