Smascherare il mondo vero come una finzione è l’obiettivo di Nietzsche in quanto pensatore filosofico. Il compito è la reintegrazione del mondo reale, in primis il mondo della democrazia di Rousseau. Per Nietzsche, tale è l’intelligenza del filosofo francese, che pur spingendosi ad affermare tesi realmente fantascientifiche, potrebbe continuare ad essere seguito da un interminabile uditorio. Egli lo definisce un ” prete nello spirito”: conosce tutti gli stratagemmi con cui aver ragione senza lottare e sa come uccidere l’avversario con armi spirituali. A tale scopo non scaglia anatemi, gli bastano idee morali. La diffamazione morale dell’avversario è la più efficace invenzione di Rousseau. E’ il cittadino con la chierica da santo che benedice e maledice, loda e biasima, in nome della ragione e della bontà. Dalla dottrina cristiana egli estrapola l’asserzione secondo la quale se tutti gli uomini sono uguali dinnanzi a Dio, necessariamente lo saranno anche di fronte ad un Governo. Per Nietzsche la dottrina contiene dunque un principio disgregatore: annulla non solo le differenze naturali, ma anche tutte le tradizioni. Una tale fede nell’eguaglianza è infatti per lui lesiva della vita, impedendo essa che si stabilisca un ” ordine gerarchico di forze” in cui l’imperio venga riconosciuto come imperio, e l’ obbidienza come obbidienza. Ne deriva, dunque, una situazione sociale in cui i mercanti fanno la loro parte, i rappresentanti assumono un ruolo determinante. Si sviluppa una stampa con il compito di orientare orecchie e menti in una direzione sbagliata, mentre tutte le grandi faccende politiche “s ‘insinuano nella scena quatte quatte e in gran segreto”. Il tanto decantato parlamentarismo non è che uno strumento in mano ai partiti.

Come afferma Norberto Bobbio, Nietzsche parte dal presupposto che gli uomini siano per natura diseguali (ed è un bene che lo siano perché, fra l’altro, una società fondata sulla schiavitù come quella greca era, proprio in ragione dell’esistenza degli schiavi, una società evoluta) e soltanto la società, con la sua morale del gregge, con la sua religione della compassione e della rassegnazione, li ha resi eguali. Quella stessa corruzione che, per Rousseau, ha generato la diseguaglianza, ha generato, per Nietzsche, l’eguaglianza. Là dove Rousseau vede diseguaglianze artificiali, e quindi da condannare e da abolire perché in contrasto con la fondamentale eguaglianza della natura, Nietzche vede un’egualgianza artificiale, e quindi da esecrare in quanto riduttiva della benefica diseguaglianza che la natura ha voluto regnasse fra gli uomini.
La preoccupazione fondamentale di Nietzsche è l’affermarsi dell’uomo democratico e, di conseguenza, la condanna dell’Europa e il ridimensionamento dell’ uomo europeo.Per egli l’ Europa si farà sull’orlo di una tomba”. Questa frase di Nietzsche significa che un riorientamento della costruzione europea potrà verificarsi solo quando le istituzioni attuali, create democraticamente, saranno crollate del tutto. Per poter considerare un “altro inizio”, bisogna che le cose giungano al termine.