Sebastiano Caputo con Marco Forneris a Trieste

“Anno 2004. Dopo la sconfitta di Saddam Hussein da parte della coalizione a guida americana, il fuoco arde più che mai sotto le ceneri di una fragile pace. I costi necessari per la ricostruzione dell’Iraq sono enormi, mentre del tesoro accumulato da Saddam durante gli anni del suo dominio si è persa traccia, o quasi. Un indizio proveniente dalla Siria mette in moto i servizi di sicurezza americani che affidano a David Faure – un uomo d’affari che ha una ragione personale per affrontare un’indagine molto pericolosa – il compito di individuare dove sia stato nascosto il patrimonio trafugato dagli uomini del Muckabarat iracheno. La ricerca di Faure, accompagnato nell’impresa dall’affascinante agente della CIA Jacqueline Chamoun, si snoda fra il Medio Oriente siriano, libanese e iracheno, passa da Israele per approdare prima in Grecia e poi nei santuari svizzeri della finanza grigia, seguendo le ratlines del contrabbando e le money laundries fino a giungere a un risultato solo in parte prevedibile. Il libro è anche un affresco di situazioni e personaggi del Medio Oriente prima che la guerra siriana travolgesse intere nazioni, trasformando in rovine fumanti luoghi dal grande fascino.Un libro dove spionaggio e indagine criminale vanno di pari passo, con un forte e documentato richiamo alla storia recente del terrorismo internazionale”.

Mercoledì 15 Gennaio a Trieste (presso il Circolo della Stampa, Corso Italia, 13) ore 18, Sebastiano Caputo, reporter e direttore de L’Intellettuale Dissidente, presenterà “L’Oro di Baghdad” (Sandro Teti Editore) con l’autore Marco Forneris.

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Questa non è soltanto una lettera destinata alle nostre lettrici e ai nostri lettori, bensì è un patto di sangue tra Noi e Voi, una sorta di rito tribale, molto più di un’affiliazione, come si fa ancora nelle società tradizionali, dove il rispetto della parola data è un principio sacrosanto e non negoziabile.

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