Passato, presente e futuro della Guerra in Siria. Marija Chodynskaja-Goleniščeva dialoga con Sebastiano Caputo

Di “Medio Oriente post-americano” si era già parlato nel dicembre del 2015 sulla rivista statunitense Foreign Affairs un mese dopo circa la decisione del Cremlino di dispiegare il suo esercito in Siria in soccorso dell’alleato e presidente Bashar al Assad. La Russia ritornava, in piena epoca post-sovietica, ad agire da grande potenza, impiegando la forza militare fuori dai suoi confini nazionali. Così Vladimir Putin ha compiuto una mossa che in pochi anni ha rimescolato le carte di tutta la regione a partire dalla Siria. Nel 2019 le principali città controllate dai miliziani da Daesh e da Jabhat Al Nusra, ramo siriano di Al Qaeda, sono state riconquistate, il presidente siriano è rimasto al potere, e ora il governo di Mosca, tramite un’agenda attenta al diritto internazionale e articolata sulla realpolitik prova a ricostruire un tessuto regionale che si era sfilacciato prima sotto l’amministrazione Obama e ora con quella di Trump.

Fin dall’inizio dell’intervento il Cremlino non è mai voluto apparire come una potenza neocoloniale agli occhi della popolazione e delle autorità siriane. L’approccio adottato sul campo da parte della Federazione Russa è emblematico: dopo aver sostenuto militarmente un suo alleato strategico, ha annunciato qualche anno dopo la volontà di ritirare una parte delle truppe dispiegate sul territorio. Il messaggio che si legge tra le righe appare evidente, e interessa la grande transizione in corso nel Vicino e Medio Oriente. Ai governi arabo-musulmani e persiani assicura di intervenire militarmente soltanto con il loro consenso, prospettando un rapporto da pari a pari, e agli Stati Uniti invece manda un messaggio chiaro: esiste un nuovo assetto internazionale basato su un mondo che diventa sempre più multipolare.

Marija Chodynskaja-Goleniščeva, diplomatica, analista, scrittrice e arabista russa, dopo sette anni trascorsi alla rappresentanza permanente della Federazione Russa presso la sede Onu di Ginevra, ora segue le questioni mediorientali presso il Ministero degli Affari Esteri a Mosca, e ha da poco pubblicato per Sandro Teti Editore il libro Siria. Il tormentato cammino verso la pace, in cui analizza i retroscena e le cause scatenanti del conflitto siriano; passa in rassegna le formazioni antigovernative e filogovernative; evidenzia l’interventismo degli Usa e le possibili evoluzioni del loro ruolo; ma soprattutto descrive le complesse direttrici della diplomazia moscovita, sia nell’ambito dell’Onu, sia a livello bilaterale e multilaterale, grazie alla sua esperienza sul campo, sia in Siria che nel resto dei Paesi coinvolti nelle trattative di pace.

Mercoledì 18 Dicembre 2019 alle 18.00, nel magnifico Salone dei Piceni nei Musei di San Salvatore in Piazza San Salvatore in Lauro 15 (centro storico di Roma), Marija Chodynskaja-Goleniščeva dialogherà con il giornalista e reporter Sebastiano Caputo e il suo editore italiano, nonché esperto dello spazio post-sovietico, Sandro Teti.

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