Nel Bel Paese quattro prefiche stonate eseguono moroja all’empio funerale della Sinistra: invocano addirittura, con deserte sedute spiritiche, l’avvento di nuovi (?) zombie. Frantumata in mille pezzi dal più efficace uomo di Destra che le legislature abbiano mai avuto – Matteo Renzi – e desolata dalla diaspora opportunista di militanti nelle file liquide dei Five Stars, o addirittura in quelle di un Carroccio da quarantanove milioni di euro, miracolosamente è pronta a resuscitare come Cristo avvolto da Sindone sessantottina.

Il bagliore di luce degli Ultimi non arriva dalla finestra dorata del Vaticano, bensì dalla parata spettacolare delle elezioni di midterm americane. Gli States sono da sempre portatori di devastanti modelli dominanti – elezione di Donald Trump docet –, ma altresì di trascinanti modelli reazionari.    Lo sdoganamento supremo del populismo a stelle e strisce al tramonto del 2016 ha creato un effetto domino che scaraventa indietro di settant’anni gran parte dell’Occidente. Tale strategia di marketing politico e consenso commerciale, oggi si ritrova a veder crescere l’avversario democratico, anticorpo anti-demagogico che potrebbe generarsi anche in Europa.

Nulla avviene per caso: Sebastian Conrad, nel volume Storia globale, ci spiega l’archè dell’era cosmopolita: «Spesso i processi di razionalizzazione, individualizzazione, “disincantamento” restano impliciti. La dinamica locale viene caricata di specificità storico-globale, quando può essere concepita come progresso su percorso universale».  Un cambiamento epocale in un grande Stato si riverbera inesorabilmente in tutto il mondo, poiché, parafrasando Jürgen Osterhammel, la storia globale è «storia dell’interazione all’interno di sistemi universali», alimentati continuamente da collegamenti e agenti che operano in funzione internazionale.

La Sinistra mondiale può guardare con speranza un volto, due occhi color Bronx: quelli di Alexandria Ocasio-Cortez. Ventinove anni, la più giovane parlamentare eletta al congresso, sangue portoricano e una scalata d’umiltà dall’inferno visibilmente invisibile della periferia newyorkese. Laureata in economia e relazioni internazionali alla Boston University, ha deciso di tornare nel Bronx per attenuare le difficoltà economiche della famiglia – orfana di padre durante la sua adolescenza –, lavorando come cameriera e barista. Ha inaugurato il suo percorso politico alle presidenziali del 2016, organizzando la campagna di Bernie Sanders nel braccio di ferro a Hillary Clinton per la nomination. Quest’anno ha sfidato nel quattordicesimo distretto di New York Joseph Crowley, già parlamentare di largo consenso. Sorprende la decisione di Ocasio-Cortez di aver rifiutato il foraggio di grosse compagnie, ricevendo i fondi per la campagna elettorale da piccoli contributi di militanza. Ha speso in tutto centonovantaquattro mila dollari, una cifra irrisoria, se pensiamo ai quasi tre milioni e mezzo di dollari polverizzati da Crowley nella stessa contesa. I suoi comandamenti ideologici sono cinque: Medicare, sanità pubblica aperta a tutti; università gratuita per tutti; aumento del salario minimo a quindici dollari l’ora; eliminazione delle prigioni a controllo privato con annessa regolamentazione delle armi da fuoco; creazione di un iter che conduca alla cittadinanza americana per gli immigrati, abolendo l’U.S. Immigration and Customs Enforcement Agency, strumento abusato dalla lente populista col fine di bloccare in maniera coatta l’immigrazione dall’America Latina.

Alexandria Ocasio-Cortez

Ocasio-Cortez ha una cugina d’idee in Cile, si chiama Camila Vallejo: trent’anni, parlamentare del Partito Comunista, in rappresentanza del distretto ventisei di La Florida, a Santiago. Già presidentessa della Federazione Studentesca dell’Università de Cile, porta avanti da anni le battaglie intramontabili per la giustizia sociale, per i diritti dei lavoratori e per il progresso del welfare del proprio Paese. Minacciata più volte di morte da narcotrafficanti ed esponenti di estrema destra, è figlia di partigiani che hanno combattuto il regime di Pinochet. È moglie, madre, appassionata di fervide letture: non si piega a intimidazioni e giochi di potere, fa valere con necessaria determinazione la sua laurea in geografia e tutta la polvere ingoiata per le strade della capitale roja, dove continua a dar voce a migliaia di cileni attanagliati da povertà e criminalità senza megafono.

Ocasio-Cortez e Camila Vallejo hanno una cugina irachena: Nadia Murad. Venticinque anni, ambasciatrice Onu, Premio Nobel per la pace. Resa schiava dall’Isis nell’agosto del 2014 e orfana di famiglia, dopo una carneficina perpetuata dai terroristi nel villaggio di Kocho – dove studiava e dispensava cultura –, è l’ultimo esempio di resistenza umanitaria. Portata a Mosul per subire cocenti torture assieme a seimila e settecento donne, riuscì a fuggire dalla prigionia rifugiandosi a casa di concittadini che le permisero di raggiungere la Germania. Un viaggio arduo e pieno di fiamme, che le ha permesso di raccontare all’emisfero le angherie subite da giovani donne irachene.

Camila Vallejo durante una manifestazione in Cile

Ecco le stelle polari della nuova Sinistra mondiale, che accolgono in pieno il monito di Jean-Paul Sartre: «La purezza è un’idea da fachiri, da monaci. Voialtri, intellettuali, anarchici, borghesi, vi trovate la scusa per non fare nulla. Non fare nulla, restare immobili, stringere i gomiti al corpo, portare i guanti. Io, le mani, le ho sporche. Le ho affondate nella merda e nel sangue fino ai gomiti». La Sinistra italiana può rinascere solo in questa maniera: affondando le mani nella merda e nel sangue. Serve un ricambio generazionale che parta dal basso, dal sottosuolo. Una fotosintesi clorofilliana di millennials capaci, costantemente aperti alla ricerca col fine di diventare demiurghi sociali, allergici al C factor, il fattore corruzione: dice Platone, «in politica presumiamo che tutti coloro i quali sanno conquistarsi i voti, sappiano anche amministrare uno Stato o una città. Quando siamo ammalati chiamiamo un medico provetto, che dia garanzia di una preparazione specifica e di competenza tecnica. Non ci fidiamo del medico più bello o più eloquente».

Nadia Murad

Nell’era del marketing politico e del consenso commerciale, le ceneri della Sinistra nostrana cercano di fare quadrato su nomi provenienti dalla storia del sindacato recente. Dirigenti dei sindacati: dov’erano essi durante l’approvazione delle seguenti riforme? Fornero, Jobs Act, Abolizione Articolo 18, Buona Scuola. Dove sono essi durante il maccheronico abbattimento del merito, dell’informazione critica e della limpidezza nelle pubbliche mansioni dell’attuale legislatura? Cosa fanno essi per debellare la piaga più tragicomica del sistema sociale italico? Sì, la mancata difesa del lavoro e del merito, questione che acceca tutte le clausole dei Compromessi (im)possibili. Meno contentini di cittadinanza, più lavoro cristallino (e non sporco) che possa provocare indipendenza e crescita. Probabilmente gli pseudo-avversari dei populismi sono storditi anche loro dall’oppio buttato negli occhi agli utenti: temi come immigrazione e sciacallaggio mediatico ammaliano per verace appeal, dribblando le reali criticità.

Non serve a niente ricercare figure di ultimo grido, carismi d’argilla. Si tenta addirittura di prendere possesso di storie strappalacrime per fare un salto nei sondaggi: l’unica rinascita possibile può avvenire attraverso risorse incontaminate, strutturate da corroboranti capacità. Queste battono giornalmente le periferie, animando gruppi studenteschi e associazioni di volontaria militanza. Servono titoli reali, passione per l’osservazione disincantata e predisposizione alla lotta. Tesserati nauseati del Pd unitevi! Stringete la mano alla parte sana di Liberi e Uguali, degli odierni Radicali e di Potere al Popolo. Convincete quei militanti a Cinque Stelle che hanno il poster di Berlinguer in cantina a lasciare la barca di Governo proiettata verso una deriva anti-democratica. Fatto questo, lavatevi le mani e abbracciateli. Dopo di che fate irruzione nelle università, nelle redazioni leali, nelle periferie, nell’associazionismo umanitario: è lì che troverete la nuova Classe Diligente che salverà la Sinistra e l’Italia da un populismo che tallona l’abisso. Sono le elezioni americane di midterm a servirvi un assist su piatto d’argento: non sciupatelo. Strappate i vostri abiti griffati da radical chic, ripudiando le finte onde di partecipazione che vi fregano in social time. Gettatevi nel fango, solo così afferrerete il futuro. Non sono io a dirvelo, ma George Orwell, la puttana sciacalla e pennivendola più autorevole dello United Kingdom: «I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango».