Nuovi arresti in corso in Russia per l’omicidio Nemtsov. Il tribunale distrettuale Basmanny di Mosca ha fermato cinque persone e i magistrati stanno ora attentamente valutando gli elementi a carico dei sospettati, identificati come Ramzat Bakhaev, Tamerlan Eskerkhanov e Shagid Gubashev.1 Nella giornata di sabato l’FSB aveva arrestato in Inguscezia Anzor Gubashev e Zaur Dadaev, ritenuti dagli inquirenti gli organizzatori e gli esecutori materiali dell’omicidio Nemtsov. Dadayev ha confessato il suo coinvolgimento nel delitto: lo ha reso noto il giudice, Natalia Mushnikova, che ha confermato il suo arresto sino al 28 aprile. Confermato anche l’arresto dell’altro presunto esecutore materiale, Anzor Gubashev, che si è dichiarato non colpevole. Ai due uomini, secondo il capo dell’Fsb, Bortnikov, si è arrivati grazie a tracce rinvenute in un’automobile e a fotografie ottenute dalle videocamere di sorveglianza.

Le autorità russe hanno reso noto che Anzor Gubashev lavorerebbe come guardia di sicurezza in un ipermercato della regione di Mosca, mentre suo fratello Shagid era autista di camion per la compagnia Kamaz. Zaur Dadaev risulterebbe invece essere membro del Battaglione “Sever” (nord) dell’armata cecena, 141° battaglione speciale meccanizzato. Un sesto sospettato, invece, si è fatto saltare in aria con una granata dopo essere stato accerchiato dalla polizia a Grozny. Braccato dagli agenti in un appartamento della capitale cecena, l’uomo avrebbe prima lanciato un ordigno contro i poliziotti e si sarebbe poi fatto esplodere. Spunta intanto un possibile collegamento con i servizi segreti ucraini, secondo quanto riferito dal quotidiano Izvestiya che avanza l’ipotesi, ovviamente da verificare, secondo cui l’omicidio potrebbe essere stato organizzato da Adam Osmayev, attuale comandante del battaglione Dzhokhar Dudayev, schierato a fianco dell’esercito di Kiev e formato dal leader separatista ceceno Isa Munayev nel marzo del 2014. Munayev era ricercato in Russia e Cecenia per aver organizzato attentati terroristici e nel 2006 aveva trovato asilo in Danimarca, dove aveva fondato il movimento “Caucaso Libero”. Lo scorso 1 febbraio il leader separatista era rimasto ucciso in Ucraina nella battaglia di Debaltsevo.

Fonti russe affermano che Munayev sarebbe stato invitato in Ucraina dall’oligarca Igor Kolomisky, il quale avrebbe anche finanziato il battaglione, a sua volta composto in buona parte da membri della diaspora cecena in Europa. 2 Il movente dell’omicidio Nemtsov potrebbe dunque essere addirittura triplice:

1- Destabilizzare la Russia in uno dei momenti più delicati della sua storia, facendo ricadere la colpa sul presidente Vladimir Putin e il suo entourage, tutto a vantaggio di un’opposizione interna attualmente in crisi a causa dell’alto consenso in patria del leader russo, in particolare in seguito alla crisi in Ucraina.

2- Vendicare l’uccisione di Isa Munayev e nel contempo delegittimare Putin a livello internazionale, nel tentativo di consolidare l’appoggio NATO nei confronti del governo di Kiev.

3- Se venisse confermata la responsabilità di Zaur Dadayev, membro del battaglione ceceno “Sever”, si potrebbe persino ipotizzare un terzo movente prettamente interno al contesto ceceno; Munayev era infatti ricercato dalle autorità di Grozny e ingaggiare un membro dell’armata di Ramzan Kadyrov avrebbe poi eventualmente supportato un’eventuale accusa nei confronti del leader ceceno. E’ importante tener presente che Kadyrov ha usato la mano pesante contro il terrorismo in patria, come dimostrano le operazioni dello scorso 4 dicembre a Grozny ed è nel mirino sia dei separatisti ceceni in “esilio” in Europa che in quello degli estremisti caucasici fuggiti in Siria e Iraq a combattere nelle file dei jihadisti.