L’Etiopia è lo stato africano che nell’ultima decade ha visto il più alto tasso di crescita tra i paesi sub-sahariani. L’economia vola, trascinata dagli ingenti investimenti esteri, registrando una costante crescita a doppio zero; la popolazione è aumentata di un quarto e, entro il 2050, diventerà uno dei paesi più popolosi al mondo1; mentre il governo democratico stringe accordi economici con il beneplacito degli organismi internazionali: dalla Banca Mondiale alla FAO, dai fondi d’investimento del Golfo Persico alla COMESA2. L’Etiopia è l’unico stato affidabile del Corno d’Africa. I suoi vicini sono scomodi: stretta com’è tra l’incontrollabile regime eritreo e la perenne guerra civile somala. Il miracolo etiope si fonda su due fattori indispensabili: l’abbondanza di fertilissima terra e un’inesauribile massa di forza lavoro, entrambe a basso costo. Ciò ne fa uno dei paesi simbolo della speculazione alimentare che – dopo la crisi e i rialzi del 2008 – è uno dei settori più promettenti per le banche e i fondi d’investimento stranieri. È il naturale punto d’incontro tra la domanda mondiale in rapida crescita di beni alimentari e l’offerta allettante di terre, acqua, manodopera e bassi dazi.

Dopo la caduta del dittatore rosso Mengistu Haile Mariam nel 1991, l’Ethiopic People’s Revolutionary Democratic Front (EPRDF) ha mantenuto il potere ininterrottamente fino ad oggi e continuerà anche nelle prossime elezioni, fissate per il 2015. Le carestie che ne hanno fatto il paese esempio della malnutrizione africana, vennero attribuite al “socialismo agrario” del regime che impediva la proprietà privata. L’EPRDF, una volta arrivato al potere, con grande scorno dei donatori internazionali – in primis Banca Mondiale e FMI – non ha privatizzato le terre e ha mantenuto su di esse la proprietà pubblica. È lo Stato a concedere le aree coltivabili in usufrutto, mantenendo di fatto il controllo sulla popolazione che per l’85% vive di agricoltura. Il defunto leader Meles Zenawi e il suo partito gestiscono il paese come fosse una loro proprietà privata. Fissano immensi piani di leasing della terra senza discussioni pubbliche, mettono a tacere qualsiasi voce di dissenso, incarcerano gli oppositori e i giornalisti non allineati, chiudono le ONG straniere non compiacenti e, ovviamente, stravincono le elezioni con percentuali bulgare: il 99.6% alle ultime consultazioni. Eppure piacciono così tanto all’Occidente da ricevere i complimenti della Ashton per “lo svolgimento pacifico e per l’alta affluenza3” ed elogiano il loro governo come esempio politico moderno. Cameron ad esempio lo volle fortemente nella Commission for Africa e lo stesso ex-presidente Clinton lo presentò come il politico più rappresentativo della “nuova generazione di moderni leader africani post-guerra fredda”.4

Questo è il volto affabile che piace all’Occidente e al Mercato: un regime democratico aperto alle esigenze dei fondi d’investimento privati, che favorisca in ogni modo il profitto concentrando la ricchezza nelle mani di pochi e che garantisca stabilità e manodopera a basso costo (il più basso della media africana). La capitale Addis Abeba vive un perenne boom edilizio e negli ultimi sei anni il PIL è cresciuto del 108%. Eppure il 90% degli etiopi non ha la corrente elettrica, lamenta un insufficiente accesso a scuole e ospedali; 30 milioni su 87 soffre carenze alimentari in un paese che produce, in serre ipertecnologiche, frutta e verdura destinata esclusivamente all’export5. La morte di Zenawi getta un’ombra su chi sarà il suo successore, ma non mette minimamente in discussione l’annunciata vittoria dell’EPRDF nel 2015, né minaccia la prosecuzione del land leasing o i faraonici progetti di dighe da costruire sul Nilo Blu. Garantisce la Banca Mondiale e la Banca Europea per gli Investimenti che nulla cambi nel Paese. L’Etiopia è un esempio da replicare.

1 http://www.geeskaafrika.com/ethiopia-the-greatest-threat-the-next-elections-in-2015/5897/

2 Common Market for Eastern and Souther Africa: zona di libero scambio che include venti paesi africani.

3 http://www.europa-eu-un.org/articles/en/article_9782_en.htm.

4 http://www.telegraph.co.uk/news/obituaries/politics-obituaries/9491934/Meles-Zenawi.html

5 http://www.aljazeera.com/programmes/peopleandpower/2014/01/ethiopia-land-sale-20141289498158575.html