Quella che abbiamo sotto gli occhi, è “una guerra mondiale in pezzi”. Così ammoniva il Romano Pontefice Francesco alcuni mesi fa. Fu un’uscita di cui criticammo il carico di emotività eccessivo (anche alla luce dei prevedibili echi che ne sortirono) ma di cui riconoscemmo immediatamente il realismo. Con poche vibranti parole, Francesco descriveva l’aspetto belligeno di questo multipolarismo anarchico, basato su geometrie variabili, in cui la guerra asimmetrica va dilatandosi su vasta scala, in un gioco di interdipendenze spesso contraddittorie.

Alla luce di tanta complessità, ogni legame interstatuale può potenzialmente finire con l’essere messo in discussione, sembrano non esserci più “amici” ma piuttosto, dei semplici alleati e al netto, per il singolo paese, aumentano certamente i rischi ma per convesso, anche le opportunità. Per questi motivi, il settore della Difesa non può essere liquidato come un semplice costo da tagliare ma merita di essere riconosciuto come vero e proprio “pilastro della sovranità nazionale”. E c’è anche un dato economico che rileva, considerati gli attuali chiari di luna: investire nel settore della Difesa potrebbe costituire un’opportunità di innovazione e crescita economica, coinvolgendo un numero sorprendente di lavoratori e imprese e alleggerendo al contempo le famiglie, già abbondantemente tartassate e degradate dallo Stato alla funzione di ammortizzatore sociale.

Ripartire dalla Difesa insomma, raggiungendo il 2% PIL di spesa, per rilanciare l’economia e ritagliare, per la nostra Nazione, nuovi margini di manovra, proprio nel momento in cui gli Stati Uniti si preparano (il recente successo del Tea Party lo lascia intravedere) ad una nuova fase di isolazionismo. Ecco la prima delle proposte formulate dal think tank Il Nodo di Gordio, in risposta all’invito che alcuni mesi fa il Ministro Pinotti aveva rivolto ad esperti, cittadini ed addetti ai lavori, in vista della pubblicazione di un Libro Bianco per la Difesa. Il think tank perginese, diretto dal suo chairman Daniele Lazzeri, non ha certo mancato di propositività: mobilitati esperti delle Forze Armate, analisti e specialisti di altissimo livello non solo italiani, ha voluto dedicare gran parte del 6 del proprio quadrimestrale ai temi militari, intitolandolo “War Games – Giochi di Guerra, Speciale Libro Bianco della Difesa”. La rivista, che sarà presentata martedì 9 dicembre alle ore 17 alla Camera dei Deputati (Sala del Cenacolo, Palazzo Valdina), punta a produrre un pensiero strategico originale, superando la tendenza ormai cronica a tradurre quelli provenienti dall’estero. L’obiettivo, insomma, è certamente ambizioso ma considerato l’attuale contesto internazionale e la condizione economica nella quale versiamo, non c’è altra via che procedere e perseguirlo. Considerata la quantità e l’autorevolezza dei contributi, siamo certi che War Games potrà fornire al ministro Pinotti nuove ed interessanti vedute, sia in relazione all’evoluzione delle FF. AA., sia in relazione ai rapporti e alle dinamiche interne all’Alleanza atlantica. Rapporti e dinamiche dati troppe volte per scontati.