Il congresso delle Farc di inizio settembre ha decretato la trasformazione delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo) nel partito politico Fuerza alternativa revolucionaria del Común (Forza Alternativa Rivoluzionaria della Comunità). Stessa sigla, finalità diverse. Il 2018 sarà un anno decisivo per la tenuta dell’accordo di pace siglato tra lo Stato colombiano e gli ex guerriglieri e il nuovo partito ha già annunciato la propria presenza sia in occasione delle elezioni legislative fissate per l’11 marzo che per le presidenziali del 27 maggio. Per quanto riguarda l’accesso ai due rami del Parlamento è necessario sottolineare che, stando ad uno dei punti più contestati dagli oppositori, le Farc avranno garantiti cinque seggi alla Camera e cinque al Senato fino alle elezioni del 2026.

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Il candidato designato per la carica presidenziale sarà Rodrigo Londoño Echeverri detto Timochenko, leader del gruppo e attore principale nelle lunghe trattative con il governo di Manuel Santos. Il cinquantottenne, entrato nelle Farc nel 1982, si è visto piovere addosso numerose critiche sia dai sostenitori dell’ex presidente Uribe  – forte sostenitore del “No” al referendum popolare sull’accordo di pace – sia dalla comunità internazionale e in particolar modo dagli Stati Uniti, che da decenni hanno fatto della nazione andina una base d’appoggio nel subcontinente latino-americano.

D’altronde erano state le stesse Farc ad annunciare, alcuni mesi fa, che non avrebbero presentato un proprio candidato per le prossime elezioni presidenziali nonostante poi si fosse fatta largo l’ipotesi, rivelata infondata, di una candidatura dell’ex portiere di calcio René Higuita, famoso in patria e perfino all’estero per il suo spericolato modo di giocare, che lo scorso anno aveva partecipato alla Decima Conferenza Nazionale Guerrigliera in cui era stata approvata la fine della lotta armata. Molto legato a Raúl Castro, Timochenko ha studiato nella Jugoslavia di Tito e presso l’Università di Mosca, grazie ad una borsa di studio, oltre che nella capitale cubana di L’Avana.

Rodrigo Londoño Echeverri

Rodrigo Londoño Echeverri

Gli altri pezzi da novanta in ordine gerarchico come Iván Márquez, Pablo Catatumbo e Carlos Antonio Lozada guideranno, invece, la lista al Senato della Repubblica. Il simbolo del nuovo partito sarà la rosa rossa con, all’interno, la stella a cinque punte che ricorda molto la bandiera del partito socialista spagnolo. La scelta del nuovo nome è stata approvata da 628 delegati contro i 264 che hanno votato per quello che sarebbe stato sicuramente un cambio più radicale sotto la denominazione di Nueva Colombia. Quanto alla base ideologica il marxismo-leninismo entrerà di diritto fra le varie correnti che formeranno gli aderenti ma non sarà più il dogma ufficiale lasciando spazio ad altre tesi libertarie e socialiste compreso il bolivarismo.

Non a caso non verrà più messa in discussione la proprietà privata e la discesa nell’agone politico indica l’accettazione del sistema democratico. Il programma pone al proprio centro la riforma agraria e la lotta alla corruzione oltre alle istanze sociali a favore delle classi sociali più disagiate e a quelle a tutela dell’ambiente. Molti sostengono che senza alcuna possibilità di vittoria alle presidenziali e con i dieci seggi già assegnatigli al Parlamento il vero obiettivo del nuovo partito saranno le amministrative del 2019 in cui il forte radicamento pluridecennale in particolar modo nelle aree rurali del Paese potrebbe consentire più di un successo alla nuova formazione politica. Difficile immaginare un’alleanza che vada oltre quella con altre forze di sinistra come Marcha Patriótica.

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Nel frattempo prosegue l’applicazione del processo di pace e – dopo aver ultimato la consegna delle armi e stimato il valore di beni e denaro che saranno utilizzati per risarcire le vittime del conflitto civile – le Farc hanno denunciato l’uccisione di venticinque membri del gruppo sollecitando il Governo ad agire affinché gruppi paramilitari armati non possano replicare l’eccidio avvenuto negli anni Ottanta quando, in seguito al primo storico accordo di pace, ben cinquemila membri dell’Union Patriotica (Up), il partito in cui erano confluiti i guerriglieri, vennero barbaramente assassinati.

Altro passaggio cruciale è stata la nomina dei cinquantuno giudici che formeranno il Tribunal Especial para la Paz e che avranno l’incarico di indagare e processare i membri delle Farc, gli agenti dello Stato e tutti coloro che hanno commesso crimini durante la guerra civile più lunga del mondo, durata ben 53 anni. Il leader Timochenko ha approfittato anche della visita di Papa Francesco per inviargli una lettera pubblica di scuse per i crimini commessi. Proseguono anche i negoziati con l’Ejército de Liberación Nacional (Esercito di Liberazione Nazionale, ELN) con il quale lo Stato ha deciso di estendere la tregua bilaterale fino alla prima metà di gennaio.

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Determinanti ai fini dello sviluppo concreto della pace saranno anche i piani messi in atto per l’estirpazione delle piantagioni di coca sui quali ha puntato l’attuale presidente Santos. L’impossibilità a ricoprire un terzo mandato da parte di quest’ultimo renderà necessaria un’alleanza delle forze moderate in grado di opporsi ai falchi guidati dall’ex presidente Uribe che farebbero saltare volentieri il tavolo con l’Eln ed ostacolerebbero non poco il processo di pace con le Farc. Le riserve sui candidati delle principali forze politiche si scioglieranno, però, solamente ad inizio 2018 con lo svolgimento delle primarie.