Eton College. Fine anni ’70. Un adolescente arriva sempre in ritardo per l’inizio delle lezioni, è trasandato, arruffato e si rifiuta di imparare a memoria il Riccardo III di William Shakespeare, pur amando i classici. Diverso tempo dopo, quello stesso ragazzo irriverente, matricola di Oxford, decide di candidarsi a presidente dell’Unione studentesca: non conduce una campagna, convinto di trionfare puntando esclusivamente sul peso del proprio nome. Perde. Allora decide di riprovarci, contando sulle tante giovani elettrici oxfordiane conquistate dalla sua zazzera bionda, volutamente scompigliata. Questa volta trionfa, ottiene la presidenza della Oxford Union e crea il personaggio che caratterizzerà definitivamente la sua ascesa politica. Quel ragazzo scapigliato e istrionico si chiamava Boris Johnson e da oggi è il nuovo leader del Partito Conservatore, neo Primo Ministro inglese, inquilino del numero 10 di Downing Street (succedendo a Theresa May) e dovrà condurre l’Inghilterra fuori dall’Unione Europea, attuando la Brexit (con o senza no-deal).

Il professore durante gli studi superiori di Boris, Martin Hammond, raccontò al padre di Johnson come il figlio fosse «convinto di essere destinato a ottenere tutto ciò che voleva, senza guadagnarselo». Alexander Boris de Pfeffel Johnson, per sostenitori e avversari semplicemente Boris (accorciato talvolta dai tabloid col nomignolo BoJo), nasce a New York il 19 giugno 1964. La madre, Charlotte Wahl, era una pittrice mentre il padre, Stanley Johnson, era un incallito dongiovanni, ex studente oxfordiano, collaboratore di Rockefeller. Il patriarca Johnson fin da subito cercò di infondere nell’animo dei propri figli lo spirito di competizione: Rachel attualmente è una giornalista anti-Brexit, Jo un parlamentare conservatore europeista e Leo un presentatore radiofonico. 

Nei primi 14 anni di vita, il piccolo Boris aveva già compiuto 32 traslochi attraverso due continenti, a causa dei continui e differenti impegni diplomatici del padre Stanley. 

Boris viene ammesso a Eton, il college più esclusivo di Inghilterra (frequentato anche dai principi William e Harry), grazie alla borsa di studio King’s Scholars riservata ai 70 allievi britannici più intelligenti. Proprio a Eton comincia a sviluppare la sua personalità eccentrica ed il suo atteggiamento arrogante, scontrandosi più volte con professori e brillanti allievi, tra i quali un giovane David Cameron

In seguito alla laurea conseguita ad Oxford, Boris Johnson si trasferisce con la famiglia a Bruxelles grazie al ruolo di diplomatico britannico che il padre svolge dopo l’ingresso del Regno Unito nella CEE. Nel 1979 il donnaiolo Stanley Johnson divorzia da Charlotte, causando in parte l’inizio della depressione della moglie. Boris, proprio grazie al padre, comincia a collaborare con il Telegraph, dopo essere stato in precedenza licenziato dal Times per un vergognoso caso di bufale e virgolettati inventati, e nel 1989 diventa corrispondente dalla capitale belga.

Il giornalista Boris si vendica di Bruxelles, città simbolo del fallimento della famiglia Johnson, divenendo uno dei principali critici e nemici delle direttive dell’Europa, gonfiando notizie e seminando diverse fake news costruite ad arte. A Bruxelles guida macchine sportive ma abbandona scatole vuote di cartone per pizza sui sedili posteriori. Partecipa alle conferenze stampa europee ma indossa pantaloni bucati e storpia volontariamente il francese. 

La classe dirigente dei Tories, guidata da Margaret Thatcher, si accorge dell’eccentrico corrispondente Boris trasformandolo in un giovane conservatore euroscettico. Tra il 1999 e il 2005 dirige la rivista The Spectator ma già dai primi anni Duemila avvia la propria folgorante carriera politica. Divenuto parlamentare tra le fila dei Tories, nel 2008 Johnson sconfigge il rivale laburista Ken Livingstone e conquista l’ambito ruolo di sindaco di Londra. 

Nelle vesti di primo cittadino della City londinese, Johnson ottiene la ribalta nazionale del dibattito politico distinguendosi e facendosi conoscere per le sue esternazioni contro musulmani e omosessuali e per le sue battute sessiste. Errori, figuracce e gaffes non scalfiscono l’animo di Boris ma, al contrario, vengono esorcizzate attraverso un particolare humour inglese (una qualità che lo accomuna a Donald Trump). Nel 2012, durante un evento di promozione per le Olimpiadi di Londra, rimase appeso su una corda come un salame ma riuscì a trasformare ugualmente questo simpatico incidente in un successo. 

Appassionato di storia dell’antica Roma e autore di un saggio intitolato Il sogno di Roma. La lezione dell’antichità per capire l’Europa di oggi, in qualità di primo cittadino londinese promuove la reintroduzione del latino nelle scuole pubbliche inglesi coinvolgendo diversi presidi della Greater LondonNel 2016 intravede le potenzialità politiche del referendum sulla Brexit. In compagnia di Nigel Farage (attuale leader del Brexit Party), conduce una estenuante campagna elettorale che lo porterà ad accentuare le proprie convinzioni euroscettiche e ad accarezzare l’idea di succedere al dimissionario David Cameron a Downing Street. Secondo Michael Heseltine, ex collaboratore di Margaret Thatcher: 

Aspetta sempre di vedere da che parte corre la folla e poi si mette in testa e urla: seguitemi!

Tradito da alcuni parlamentari Tories e da Michael Gove, favorevoli all’elezione di Theresa May, Boris Johnson vive un dramma shakespeariano: mette provvisoriamente da parte la sua candidatura alla guida del Partito Conservatore e accetta di ricoprire l’incarico di Ministro degli Esteri, abbandonandolo nel luglio 2018 per la linea troppo morbida della May su Brexit.  

L’odierno Boris Johnson viene descritto da Max Hastings, suo ex direttore al Telegraph, come un falso, opportunista ed incompetente che

non ha altro interesse che la sua fama e la sua gratificazione.

Bevitore di birra e assiduo frequentatore di pub inglesi, rigorosamente frequentati in solitudine, Boris Johnson è un vendicativo che non ha amici e da vero maschio alfa tiene gli altri maschi politici alla larga, circondandosi di donne affascinanti. 

Tutti vorrebbero invitarlo a un party, perché subito ne diventa l’anima, ma nessuno si farebbe riaccompagnare a casa da lui.

Due matrimoni alle spalle, cinque figli (di cui uno nato nel 2009 da una relazione extraconiugale con la consulente d’arte Helen MacIntyre), diverse scappatelle e una fidanzata ufficiale. Sposatosi una prima volta con Allegra Mostyn-Owen, nel 1993 divorzia per unirsi a Marina Wheeler: un sodalizio durato 25 anni e naufragato proprio a causa dell’arrivo di Carrie Symonds, 31 anni, spin doctor di Boris e direttrice delle comunicazioni per il Partito Conservatore. 

La giovane fidanzata Carrie ha generato una rivoluzione nella vita di Boris (nonostante le frequenti litigate di coppia opportunamente riportate sui tabloid inglesi): gli ha imposto un nuovo taglio di capelli, corto, curato e degno di un Primo Ministro. Millenial ambientalista, sportiva e salutista, Carrie Symonds ha convinto Boris Johnson a tagliare drasticamente il consumo di carne e dire addio alle sbronze, costruendo così la nuova immagine di BoJo.  

Il nuovo Boris Johnson ha sconfitto lo sfidante europeista Jeremy Hunt nelle primarie interne per la leadership del Partito Conservatore e si appresta quindi a subentrare a Theresa May come nuovo inquilino di Downing Street, promettendo una Brexit dura e addirittura una pericolosa uscita senza accordo dall’UE entro il 31 ottobre. Boris dovrà guidare il Regno Unito in un’ora buia, cercando di emulare l’idolo politico di sempre: Winston Churchill (evitando di ripercorrere la parabola politica di Anthony Eden) al quale ha dedicato diversi saggi storici.  Ad attendere settimanalmente l’istrionico ed esuberante Boris Johnson a Buckingham Palace ci sarà la Regina Elisabetta con il suo immancabile tè. L’uomo che sognava di diventare Re a colloquio con la Regina.