L’Unione Europea contro l’Europa. Esistono due storie che raccontano la nascita dell’Unione Europea. Una ufficiale, di facciata, sponsorizzata dall’intero apparato accademico che narra di un gruppo eterogeneo di persone, i cosiddetti padri fondatori della “nuova Europa” che, successivamente al conflitto mondiale, iniziarono a progettare la pace, l’unità e la prosperità nel Vecchio continente per poi dare vita a una comunità di Stati in cooperazione tra di loro. Poi c’è una storia reale ma oscurata, che rivela il progetto di una ristretta oligarchia rivoluzionaria e transnazionale che si è radicata al potere negli ultimi sessant’anni per poi materializzarsi nella moderna struttura europeistica. Dai risultati elettorali di tutto il continente emerge una frattura decisiva tra le élite e le masse, tra l’oligarchia di Bruxelles e i popoli europei. 

L’Europa contro l’Unione Europea. Il vento in Occidente sta cambiando. Da una parte c’è la volontà di andare oltre la sterile alternanza tra la destra e la sinistra, dall’altra invece c’è un chiaro contrasto tra la politica ultra-liberale dell’Ue e le condizioni sociali dei cittadini. Non è un caso infatti che l’ascesa dei partiti populisti – nella loro accezione positiva – vadano nella stessa direzione nella misura in cui questi movimenti politici si inseriscono all’interno delle crepe di sistema provocate dalle contraddizioni del capitalismo stesso: la lotta contro l’euro è una trasversale lotta contro il Capitale e il concetto di nazione è invero un ostacolo all’euro-mondialismo.

L’Unione Europa è illegittima: trionfano dappertutto astensionismo e partiti anti-euro. Il copione è lo stesso in tutti i Paesi del continente. Nigel Farage dello Ukip (Inghilterra) conquista il 31 per cento, Marine Le Pen del Front National (Francia) il 26, Victor Orbàn del Fidesz (Ungheria) il 51,5, lo Jobbik (sempre in Ungheria) il 14,6, Bernd Luck dell’Alternative fuer Deutschland (Germania) il 7, il partito Podemos degli indignados spagnoli ha ottenuto 5 seggi, mentre Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d’Italia insieme hanno ottenuto in Italia circa il 30 per cento. Il Parlamento europeo sarà pure inutile (è la Commissione non eletta che fa le leggi, quest’ultimo non può farle, arranca per criticarle, e non può nemmeno bocciarle) tuttavia i seggi occupati da queste forze rompono in qualche modo il consociativismo del Partito Popolare Europeo e del Partito Socialista Europeo e fanno emergere una voce alternativa al pensiero unico dominante. Conosceremo di conseguenza la verità su tutti i Trattati: dal Meccanismo Europeo di Stabilità al Fiscal Compact passando per il Fondo di Redenzione (ERF) e il Trattato Transatlantico (TTIP). Un faro sulla Commissione.

Dal 28 maggio in libreria

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