La “legge Taubira” in Francia – che accorda alle coppie gay il diritto di sposarsi e di adottare un bambino, andando a modificare il codice civile – ha provocato situazioni e reazioni impensabili. Le manifestazioni organizzate dal comitato indipendente, apolitico e aconfessionale, “La Manif pour tous”, la nascita del collettivo francese “Homovox” (che raduna una parte degli omosessuali del Paese transalpino e si oppone all’egemonia della lobby governativa “Lgbt”), il suicidio dello storico Dominique Venner nella Cattedrale parigina di Notre Dame, il rifiuto di diversi sindaci d’Oltralpe di celebrare i primi matrimoni gay o ancora le repressioni violente delle forze dell’ordine durante le mobilitazioni pacifiche avvenute in questi mesi, sono solo alcune sfumature di una riforma legislativa secondaria, minoritaria, di retroguardia che sta mettendo i francesi gli uni contro gli altri.

veilleurs

 

Recentemente un nuovo gruppo si è strutturato e si sta sollevando contro la politica liberale e libertaria del capo dell’Eliseo François Hollande. Si chiama “Les Veilleurs Debout” (letteralmente, “I vigilanti in piedi”) e riunisce diversi ragazzi tra i 18 ei 24 anni intorno alla frase di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. Nato dopo le prime violenze perpetrate dalla polizia durante le manifestazioni nei giorni dell’approvazione della legge Taubira, i “Veilleurs” si raccolgono di giorno o di notte, indifferenti a pioggia e freddo, davanti ai palazzi del Potere di tutte le città francesi, ascoltando poesie, riflessioni di autori, canti lirici, brani musicali, intercalati da canti sottovoce e momenti di silenzio. La forma di protesta è innovativa, giovanile, profonda, tanto da aver calamitato in poco tempo (meno di due settimane) un consenso impressionante. La prima sera gli aderenti erano una cinquantina, oggi sono circa 5mila. Questo rafforzamento deriva principalmente dall’arresto di qualche giorno fa di Nicolas, ventitreenne, tra i cinque fondatori dei “Veilleurs Debout”. Domenica scorsa con altre 1.500 presone si era diretto davanti al canale televisivo M6, dove si trovava Hollande, per protestare contro il governo, poi aveva deciso di andare sugli Champs-Élysées, nel centro di Parigi, con alcuni suoi amici, tutti con la maglietta della “Manif pour tous”, che mostra nel logo un padre e una madre con i loro due figli. In quel momento sei poliziotti li hanno invitato a seguirli in commissariato (un video realizzato da un amico dimostra il fatto), tuttavia Nicolas si è rifiutato e si è nascosto in un ristorante prima di essere trovato e portato via.

aaavallsIl processo è stato immediato, il giovane Nicolas è stato condannato per “ribellione e rifiuto di prelievo” da parte della polizia a quattro mesi di prigione, di cui due obbligatoriamente in carcere, e a 1000 euro di ammenda. Il comitato “La Manif pour Tous” in un comunicato ha promesso un sostegno diretto al giovane e ai suoi familiari denunciando allo stesso tempo “l’utilizzo di due pesi e due misure” da parte del Tribunale: a Nicolas quattro mesi di prigione, “alla persona che ha aggredito un Veilleur con un coltello da cucina a Lille, solo 48 ore di guardia a vista e poi è stato liberato”. Nicolas è il primo prigioniero politico del governo Hollande. 

Twitter@secaputo

Fonte: Rinascita

Foto di copertina tratta da “La table ronde”