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La nomina di Marcello Foa a presidente della Rai e le dichiarazioni di Carlo Freccero in cui ha citato testate indipendenti nate in rete, tra cui anche L’Intellettuale Dissidente, hanno fatto cadere dalla sedia un intero, vecchio, mondo legato all’informazione che sta progressivamente scomparendo e con esso tutti quei giornalisti arroganti, saccenti, autoreferenziali. Tra questi c’è Jacopo Iacoboni, una sorta di esperimento umano, che oggi su La Stampa (pag.11), allarma i suoi sulla deriva che potrebbe prendere il servizio pubblico televisivo italiano dando voce agli alternativi, come se il pluralismo fosse una cattiva cosa. Nel suo delirio intellettuale, cita anche noi – attaccandoci le solite patetiche etichette – e il sottoscritto, colpevole (sic!) di avere nel curriculum “reportage dal Medio Oriente e dal Donbass (il territorio ucraino occupato dai russi)” e di aver “intervistato Bannon”, peraltro scrivendo un pezzo piuttosto scettico. Insomma, il nulla mescolato al niente, come la loro informazione. Noi andiamo avanti, a parlare sarà la qualità, l’impegno, la serietà, che quotidianamente mettiamo al servizio della nostra rivista di agitazione culturale. Per il resto giudicheranno i lettori.