La democrazia ha distrutto un ordine politico, economico e sociale per imporne un altro.  L’illuminismo invece, filosofia cardine dell’Occidente contemporaneo, ha estromesso il clero cattolico per innalzare come figura morale dello Stato moderno un nuovo clero laicista (diversamente religioso) che apertamente ha proclamato la morte di Dio e subdolamente ha innalzato i suoi idoli. Chi può dirsi realmente ateo in una società capitalista e iper-individualista se l’accumulazione del profitto è sinonimo di perfettibilità dell’Uomo (si pensi al mito del self made man)?

Questa società indomabile, con la sua economia politica immorale e le sue leggi irruenti, dove gli Stati sovrani hanno perso tutte le loro competenze in materia di organizzazione della res publica, vede ergersi ai vertici del potere figure mediocri, disconnesse, senza etica né estetica, adoratrici, e allo stesso tempo sottomesse a quella che Hegel chiamava la “bestia selvaggia” (il Capitale). Può sembrare un ossimoro, ma nel nome del “progresso” il nuovo clero si è proclamato portabandiera di una guerra propensa ad istituire un ordine morale anarchico, nichilista, permissivo. Un ordine dove non ci sono Stati, frontiere, culture, tradizioni, religioni rivelate e diritti sociali, ma solo un grande mercato globale nel quale gli individui sono indifferenziati, ignoranti, silenziosi, servili.

L’esempio di Laura Boldrini dopo il “caso Barilla” è la prova di come la guerra morale è in corso ed è foraggiata da figure di destra come di sinistra. Il messaggio racchiuso nelle sue dichiarazioni sul ruolo della donna che serve a tavola nelle pubblicità, rappresenta un chiaro attacco alla famiglia tradizionale volto a preparare psicologicamente le nuove generazioni ad accettare come moralmente giusta tale affermazione. Lo dimostra anche la frase del suo discorso “all’estero non si vedrebbero mai pubblicità del genere”, tipica espressione che mira a sedurre i più giovani sensibili al mito borghese dell’esterofilia.

Lo scontro tra “boldriniani” e “barillari”  ha coinvolto tutti, il più delle volte sfociando nel delirio collettivo. Come se il concetto di famiglia fosse un tema appartenente alla destra. Come se la sinistra dovesse allinearsi aprioristicamente al Boldrini–pensiero. Un dualismo frutto dell’ignoranza e dell’isteria generalizzata perché pochi sanno che i più grandi difensori della famiglia tradizionale (in quanto cellula che fa da contraltare al consumo superfluo) provengono tutti dalla “fisica contrapposta alla metafisica” (Aristotele)  e dalla “sovversione contrapposta alla Tradizione” (Platone), vale a dire dalla cosiddetta “sinistra”: Pierre Joseph Proudhon, Pier Paolo Pasolini, Michel Clouscard, Jean Baudrillard, per citare i più grandi”.

 

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