“La banca è del popolo!”

Pierre Joseph Proudhon

Il sistema è delirante e crollerà su stesso. Prima i giovani alfaniani esibiscono in un convegno del Nuovo Centro Democratico un tripudio di saluti romani, poi in Parlamento, la maggioranza intona “Bella Ciao” proprio mentre l’opposizione (Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Lega Nord) sta cercando di bloccare la legge truffa pianificata mesi fa da Saccomanni che sancisce l’ulteriore rapina della Banca d’Italia e del suo patrimonio. La sua trasformazione era iniziata già nel 1981 con il “divorzio” tra il Ministero del Tesoro (all’epoca diretto da Nino Andreatta) e la Banca d’Italia (di cui il governatore era Carlo Azeglio Ciampi) descritto dall’economista Alberto Bagnai nel libro “Il tramonto dell’Euro”. La privatizzazione è avvenuta qualche anno dopo, nel 1992, con le privatizzazioni. La Banca è ormai una Società per Azioni governata dalle banche private. Si è venuta così a creare  una progressiva spoliticizzazione della politica e l’egemonia dei Signori del denaro sulle società post-tradizionali, in cui la democrazia è diventato il mezzo per veicolare gli interessi di gruppi di pressione slegati dalla volontà popolare. 

La dialettica del mondo moderno è netta, nuova, post-industriale. C’è la Banca e ci sono i suoi nemici. La destra ha ormai tradito il concetto di nazione, la sinistra ha abbandonato la battaglia anti-capitalista. Entrambe disprezzano il popolo, la gente comune, i lavoratori. Entrambe manipolano i propri elettori facendo credere che il conflitto sia ideologico quando invece è post-ideologico. I morti, tutti, vengono derisi. I primi riesumano la simbolica fascista e neo-fascista, i secondi cantano e incantano sulle note della Resistenza.

Questo sistema è antropologicamente deviato, ma è forte, organizzato, arrogante, miliardario. Lo “Star System” (dai deputati di regime alle lobby, dalle banche alle multinazionali, dai reality show ai video musicali di Mtv passando per la pornografia) è sottilmente interconnesso e portatore di un modello valoriale depravato, ma organico al sistema sul quale si regge. Si godono gli ultimi privilegi. Tra vent’anni non ci saranno più. 

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