L’espressione “liberalismo-libertario” teorizzata dal sociologo francese Michel Clouscard è la chiave interpretativa del nostro presente politico di matrice post-sessantottina. Parafrasando De Gaulle diremo che quella generazione perse la battaglia politica ma vinse la guerra ideologica. A partire dal 1968 emerse una seconda sinistra – libertaria nei costumi e di conseguenza liberista in economia – in contrapposizione a quella tradizionale impersonata dai vari partiti comunisti europei  e ancorata ai principi dell’anti-capitalismo, del sindacalismo e dell’anti-imperialismo statunitense.

L’insediamento della generazione sessantottina nelle fila della sinistra istituzionale rese illesa la destra che rimase conservatrice nei valori (lo stesso Camillo Langone parla di “Destra divina”), pur diventando nei primi tempi profondamente liberista in economia (modello Thatcher/Reagan che si è tradotto in Italia con le liberalizzazioni – e privatizzazioni – degli anni Novanta). Pertanto a distanza di un paio di decenni si è potuto verificare come l’affaire Tangentopoli sia stata un vero e proprio intervento chirurgico che ha eliminato progressivamente gli ultimi difensori della “Vecchia Italia” per intavolarnee la “Nuova”.

Da una parte il Congresso di Rimini (3 febbraio 1991) sancì la fine del Partito Comunista Italiano che si trasformò in Partito Democratico di Sinistra (trionfo della “seconda sinistra” sulla “prima” e avvento della social-democrazia), dall’altra, terminò l’esperienza del “Pentapartito” (patto siglato nel 1981 tra il democristiano Arnaldo Forlani e il segretario del Partito Socialista Bettino Craxi, il tutto con la benedizione di Giulio Andreotti) il quale aveva ostacolato l’estensione delle logiche globalitariste attraverso una sorta di alleanza tra la “prima destra” (destra morale e conservatrice) incarnata dalla Dc e la “prima sinistra” (socialismo e anti-capitalismo) impersonata dal Psi, che non teneva in considerazione gli accordi di Yalta e gli interessi anglo-americani in Italia. Successivamente a Mani Pulite, la Democrazia Cristiana (come partito) fu sciolta, Bettino Craxi andò in esilio ad Hammamet, mentre si profilò la progressiva nascita della “seconda destra” con la discesa in campo di Silvio Berlusconi (liberista in economia e libertario nei costumi attraverso il berlusconismo mediatico che altro non è stato che la realizzazione a destra dell’ideologia del Sessantotto).

Pur nascendo a sinistra, il liberalismo-libertario si è concretizzato, nel 2014, a destra con la cena di Arcore tra Vladmir Luxuria, Francesca Pascale e il presidente di Forza Italia. “Berlusconi è d’accordo. Mi ha detto che sosterrà il progetto di unioni civili alla tedesca che Renzi vuole presentare, compresa la stepchild adoption”, ha raccontato l’ex parlamentare di Rifondazione al Corriere della Sera. Dopo il patto del Nazareno, il patto di Arcore. “L’amore vince sull’odio” no?