Dalla nostra delegazione che in questo momento si trova a Parigi

Non siamo qui per caso. Le “grandi” testate italiane, infatti, ne parlano poco, ma nella capitale francese è in corso una delle più importanti mobilitazioni di massa della storia repubblicana, dopo quella del 1984 contro la legge Savary. Ci sono circa 800.000 persone in piazza che manifestano contro “il matrimonio per tutti” (che implica anche l’adozione), una legge – che andrebbe a modificare il codice civile – promossa dal governo “socialista” di François Hollande. Non siamo qui per caso. Prima di tutto assistiamo, in secondo luogo osserviamo. E ci rendiamo conto che voler salvaguardare il valore del matrimonio tra l’uomo e la donna come unione atta a procreare e difendere la perennità dell’umanità è tutt’altro che una battaglia omofoba (termine usato dai benpensanti per far tacere i cittadini).

Poiché difendere oggi questi valori, vuol dire

1. Lottare contro la deregolamentazione istituzionale – causa del capitalismo liberale – che fraintende il concetto di matrimonio quale nucleo famigliare costituito da persone di sesso diverso e atto a generare figli, ma concepito come mero nucleo di “consumo” da parte di un persona A più una persona B. 

2. Lottare contro l’omofobia ed aiutare lo sviluppo anche legislativo dei rapporti coniugali tra persone dello stesso sesso non attraverso il matrimonio ma attraverso una migliore  tutela giuridica per le “coppie di fatto”.

3. Puntare il dito contro la comunità (o lobby) gay europea: L’ascesa sia politica che sociale della comunità gay, e l’influenza culturale (in ambito musicale, cinematografico, e sopratutto nel mondo televisivo) e la sua azione in parallelo con determinati partiti istituzionali e associazioni, non rappresenta in toto ma spesso sfigura la realtà omosessuale autentica, quella realtà non provocatoria e non ostentatoria (comune invece al gay pride) di chi non ha mai chiesto a queste lobby nazionali ed internazionali di essere rappresentato ai vertici sociali e politici. 

4. Affermare che il governo francese di Hollande e il resto dei governi europei hanno fallito: mentre l’Europa vive la più grande crisi economica di tutti tempi, i politicanti pensano a temi integralmente periferici e minoritari. Insomma mentre la Francia è entrata in guerra contro i fondamentalisti islamici del Mali e cominciano a morire i primi soldati, i media si occupano preminentemente di temi che concernono l’1% per cento della popolazione.  

A breve le immagini in esclusiva della manifestazione.

Sebastiano Caputo & Lorenzo Vitelli