Negli ultimi anni si è assistito su i maggiori quotidiani nazionali al continuo paragone fra l’andamento dell’economia statunitense e quella europea, con particolari riguardi per l’Italia. Alla stagnante e decadente UE, viene spesso contrapposta l’America di Obama, la quale ha registrato tassi di crescita nettamente superiori alla media europea , con una disoccupazione ormai stabile sotto il 6% e una rampante Wall Street che ha superato i record del 2007.
A sentire i maggiori economisti neo-keynesiani, alla Krugman, sembra che gli Usa siano usciti quasi completamente dalla profonda crisi scoppiata nel lontano 2008 e che le politiche delle banche centrali (FED in testa) siano state assolutamente efficaci. Ma questo presunto scenario idilliaco cambia radicalmente di fronte ad un’attenta analisi dei dati, la quale rivela non solo il grado di manipolazione dei media mainstream, ma soprattutto il disastro in cui versa la società americana, la quale non è rappresentata unicamente dalle élites al potere, ma soprattutto dalla classe media (main street) che è quasi stata distrutta in questi anni di “ripresa”.

Il primo dato interessante da analizzare è quello legato alla disoccupazione statunitense, che si è attestata al 5,8%, grazie alla creazione di una media di 200.000 posti di lavoro al mese. Ma questo tasso basso è determinato non solo dalla creazione di nuovi posti, ma anche dal calo continuo delle persone in cerca di lavoro. Infatti la forza occupazionale USA è tornata indietro di 36 anni, al 1978 , dato che molti cittadini hanno smesso di cercare lavoro, andando a ingrossare le file del nuovo ceto povero, spesso ignorato dalle pompose statistiche governative. Gli stessi posti creati in questi anni non corrispondono per niente agli impieghi ad alto reddito, i quali hanno garantito la creazione di una forte classe media negli anni 50 e 60. La stragrande maggioranza sono lavori stagionali o part time, spesso trattati con un salario minimo indecente, tanto che i lavoratori sono costretti a fare un doppio lavoro per vivere in maniera dignitosa. Questo fatto è una delle altre cause che falsa il tasso di disoccupazione, dato che il governo furbescamente aumenta il conteggio dei posti di lavoro, nonostante sia la stessa persona a fare più lavori . A questa manipolazione di base, si aggiungono poi le manipolazioni ad alto livello degli indici, i cui dati vengono raccolti e interpretati in modo da far risultare l’azione del governo Obama il più positiva possibile agli occhi dell’opinione pubblica, mentre altre statistiche, che danno la disoccupazione reale sopra il 15% o addirittura il 20% , vengono debitamente tenute nella penombra.

Gli altri dati preoccupanti riguardano l’andamento del debito pubblico americano e l’impatto che hanno avuto i vari stimoli monetari (Quantitative Easing) prodotti dalla Federal Reserve. Il primo ha superato pochi giorni fa la quota 18.000 miliardi di dollari, attestandosi intorno al 108%. L’amministrazione Obama si è rivelata la peggiore presidenza in assoluto nella storia degli Usa, con la creazione di circa il 41% di tutto il debito americano, con una crescita netta di 7.378 miliardi di dollari . Per ora questo debito monstre è tenuto sotto controllo unicamente grazie agli immensi stimoli monetari, le manipolazioni sul mercato dei bond, la strana “fase di calma” della crisi e la mancanza di una rivale economico a livello valutario. Ma questa situazione non potrà durare in eterno, specialmente con le tensioni geopolitiche in aumento. Gli stessi stimoli monetari delle banche centrali stanno diminuendo, rivelando dopo diversi anni i loro reali effetti. Infatti la “premiata stamperia” della FED ha finito per favorire nettamente l’upper class americana a scapito dalle classe media .
In questo periodo di crisi le disuguaglianze economiche all’interno delle singole nazioni hanno raggiunto livelli mai visti nelle democrazie occidentali, con particolare evidenza negli Stati Uniti, dove l’1% della popolazione controlla quasi il 50% della ricchezza nazionale. Mentre diversi cittadini americani fanno fatica a mettere insieme pranzo e cena e si salvano aggrappandosi ai buoni pasto (i famosi foos stamps che coinvolgono oltre 46 milioni di persone ), nella democrazia statunitense è risorta la plutocrazia di ottocentesca memoria, grazie alle politiche neo-liberiste perseguite negli ultimi decenni. Il sogno americano si è ormai trasformato in un incubo terribilmente reale.

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http://www.statopotenza.eu/13697/obama-sta-uccidendo-il-lavoro-unanalisi-sul-tasso-di-disoccupazione-reale-in-usa
http://cambiailmondo.org/2014/12/06/il-debito-pubblico-usa-supera-i-18-000-miliardi-di-dollari-ma-nessuno-ne-parla/