Cottarelli ci aveva provato: venne, propose, e se ne andò. L’uomo del Fondo Monetario non aveva suscitato le simpatie del nostro Premier, e tantomeno i suoi “piani” di riduzione della spesa, rimasti a prender polvere su qualche scrivania. Ecco allora che Renzi chiama, in qualità di nuovi commissari alla “spending review”, la coppia Gutgeld-Perotti, di cui soprattutto il primo particolarmente caro al Presidente. Infatti da che “il Matteo” è stato nominato Capo del Governo, l’israeliano Yoram Gutgeld è diventato il suo consigliere economico di fiducia.
Ma chi è Gutgeld, e soprattutto, cosa ha proposto finora? Già nel 2013 aveva dichiarato: “se fossi ministro dell’economia abbatterei subito le tasse per venti miliardi”. Grande! Il Mandrake dell’economia, che cosa aspettiamo dunque: ministro subito! Poi un dubbio si insinua, come verrà coperta questa mirabolante manovra? “Con i proventi delle privatizzazioni di Poste, Ferrovie, Rai, municipalizzate e dei campioni nazionali quotati”. Mi sembra giusto, perché abbassare semplicemente le tasse quando si possono svendere gli assets principali? E perché allora non privatizzare (e quindi svendere) la sua Israele? Che qui come al solito –come direbbe l’insigne prof. Enraz del Centro Ciocchi Savona– “son tutti finocchi col culo degli altri ”.

Ma proposte a parte molte delle idee del nostro Yoram sono state prese in considerazione ed attuate. Quali? Avete presente la brillante idea degli ormai famigerati “80 euro”? Squisitamente sua, suggeritagli –stando ad alcune indiscrezioni– dall’illuminante lettura del “manuale del perfetto economista farlocco”, più precisamente dal paragrafo “come buttare dieci miliardi al cesso”.
Ma questo “portentoso” Da Vinci dell’economia non si ferma qui, che in quanto a suggerimenti è un fiume in piena. Infatti un altro provvedimento che porta la sua firma è quello del Tfr in busta paga, un “servizio” di solo vantaggio all’Agenzia delle entrate e a discapito dei lavoratori. Di norma infatti delle quote dello stipendio vengono accantonate mensilmente (con una tassazione agevolata!) per formare o un Trattamento di Fine Rapporto (liquidazione), o per integrare la pensione. Da quest’anno sarà invece possibile (per fortuna non obbligatoriamente bensì a richiesta) ottenere quell’accantonamento direttamente in busta paga. E cosa cambia? Cambia che alla fine del mese si avranno in tasca pochi spicci in più –da spendere in tasse e mutui– a questo punto soggetti a tassazione ordinaria (dunque non più agevolata) e all’Irpef. Ovviamente privando nel frattempo il lavoratore del suo “salvadanaio” per la vecchiaia.

E a proposito di pensioni subiranno dei tagli anche quelle. “Solo quelle d’oro, da 3500 in su”, aggiunge subito Yoram. Peccato che quelle da 3500 corrispondano a circa 2000 netti, pensioni dunque medie, e non troppo da signori. Quanto a quelle più elevate, ma davvero, che tagli pure, seppur tagliare non porti a nessuna soluzione (anche perché i superpensionati quel denaro lo usano magari per pagare il falegname o il pizzicagnolo sotto casa, ai quali altrimenti non arriverebbe). Se poi si volesse suggerire di redistribuire il tutto a chi ha pensioni vergognosamente basse, bè, non sperateci nemmeno.
A passare sotto la sua mannaia anche la sanità, per almeno otto/dieci miliardi. Per carità, in questo settore gli sprechi –letteralmente– si sprecano. Tuttavia tagliare –si diceva– non serve a nulla, semmai si dovrebbe togliere dove non serve e spostare dove vi è più necessità, altrimenti si va solo a peggiorare le già grame situazioni di ospedali stracolmi di malati (ammucchiati come pollame nei corridoi) e poveri di dottori. Tutto questo poi per lo spauracchio del “debito pubblico”, ora tornato alla ribalda ma mai vero problema, essendo la crisi scoppiata –di contro– per un eccessivo indebitamento privato. Meno male che quelle di Gutgeld son solo indicazioni prive di potere esecutivo, ma il timore rimane, che questo “guru” ha un grande potere sulle decisioni renziane.