Zingonia, località della Bassa Bergamasca, terra di pianure verdeggianti e nebbie fitte. In questa frazione della Provincia di Bergamo, costruita negli anni ’60 per mano dell’imprenditore Renzo Zingone, sorge il centro sportivo Bortolotti, sede di uno dei più importanti settori giovanili d’Europa e, sicuramente, del più blasonato, efficiente e inarrivabile vivaio del Bel Paese, che da ben vent’anni rifornisce il nostro campionato di talenti, quello dell’Atalanta Calcio.

Negli ultimi tempi degli Orobici si è parlato poco e male e le vicende extracalcistiche hanno oscurato la vera natura di questo club, da sempre all’avanguardia quando si tratta di giovani. Uno studio globale di CIES Football Observatory, infatti, dopo aver esaminato l’attività dei settori giovanili dei cinque principali campionati continentali (Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania) e i ragazzi compresi tra i 15 e 21 anni con l’obiettivo di capire quanti di loro sono giunti in prima squadra, ha evidenziato che ben 21 giocatori bergamaschi hanno esordito con la maglia della Dea, un risultato eccellente considerando le irraggiungibili cantere di Real Madrid e Barcellona che, è opportuno sottolinearlo, si affidano soprattutto ai corposi introiti derivanti dallo stadio di proprietà e dal merchandising. Nonostante tutto però, i ‘soli’ 4 milioni di Euro spesi dalla Dea nel settore giovanile non hanno impedito al presidente Antonio Percassi di togliersi diverse soddisfazioni, lanciando sia talenti indiscussi come Giampaolo Pazzini o Riccardo Montolivo, quest’ultimo bandiera della Curva Fiesole prima e capitano del Milan poi che teste calde come Domenico Morfeo e Tomas Locatelli. Benché abbiano all’attivo solamente una vittoria in Coppa Italia conquistata nell’ormai lontano 1963, a livello giovanile gli orobici possono sfoggiare diversi titoli: due Tornei di Viareggio (l’ultimo nel 1993), due Campionati Primavera, tre Campionati Berretti, tre titoli di Allievi Nazionali e ben cinque Campionati di Giovanissimi Nazionali, senza contare i sei successi nel Torneo Dossena e i tre nel Torneo Città d’Arco.

L’artefice di questo prodigio è Fermo Favini, il maestro di Zingonia, uno dei più grandi talent scout della penisola, dal 1991 direttore del settore giovanile atalantino. Voluto proprio dall’attuale presidente del club che lo strappò dal Como non prima di aver fatto esordire un giovanissimo e futuro eroe di Berlino Gianluca Zambrotta, il direttore di Meda ha trasformato il vivaio bergamasco grazie ad una politica inimitabile e ad una filosofia ordinata ma vincente. ‘Il nostro successo non è vincere trofei ma portare un ragazzo in prima squadra’, dice Favini, il quale sceglie i bambini già a 6 anni, puntando ‘sui Venezia, ovvero quelli che si fanno dare il pallone per poi giostrarlo’. Fino agli Allievi i ragazzi devono adattarsi a giocare in ogni posizione del campo, affinando tutte le qualità (‘servono cuore e anima, le qualità tecniche e tattiche vengono dopo, perché possono essere costruite’), salvo poi specializzarsi in un ruolo definito in base alle ‘capacità intellettive dell’atleta’. Inoltre, per ogni ragazzo c’è una scheda di valutazione aggiornata dopo ogni partita, che contiene dati specifici sulle qualità e le carenze del giocatore in questione.

Da vent’anni l’Atalanta rifornisce di talenti il nostro campionato. alcuni hanno fatto una carriera importante in altre società come gli estremi difensori Agazzi e Pelizzoli, la mezz’ala Andrea Lazzari, l’ex capitano della Lazio Luciano Zauri, fino ad arrivare a Tacchinardi e a Padoin, entrambi campioni d’Italia con la Juventus in momenti diversi e Manolo Gabbiadini. Alcune di queste promesse, invece, sono oggi alla corte di Colantuono, come Andrea Consigli, uno dei migliori portieri del campionato, Giacomo Bonaventura, gli arcigni difensori Brivio e Canini, l’ottimo Sportiello, l’esterno Christian Raimondi fino ad arrivare al promettente Daniele Baselli, importante pedina della Nazionale Under 21. Ultimo, ma non meno importante, il capitan Christian Bellini, recordman di presenze con la maglia nerazzurra (401 più 14 reti) che indossa fin dalla categoria ‘Pulcini’.

In un campionato che negli anni ’80 e’90 era capace di attrarre grandi sponsor, investitori e talenti, e che oggi è surclassato dalla Liga, dalla Bundesliga e dalla Premier sia in termini di ricavi che di appeal, il centro sportivo di Zingonia rappresenta una luce perpetua che da ben due decenni porta avanti la propria filosofia con rigore e perseveranza, con metodo ed efficacia, una catena di montaggio a cui ogni singola squadra dovrebbe obbligatoriamente attingere.

FP