Siamo nel cuore dell’Europa dell’Est, nella Bulgaria delle Chiese rupestri di Ivanovo e dei Parchi Nazionali del Pirin e della Rila, in quello che una volta era uno dei paesi chiave del blocco orientale, una delle democrazie popolari alleate dell’URSS contrapposte alla NATO e al mondo capitalista la cui divisione faceva capo al Muro di Berlino. Siamo anche nella patria di Hristo Stoičkov, uno dei calciatori bulgari più forti di sempre e vincitore del Pallone d’Oro nel 1994, stella del CSKA Sofia prima e del Barcellona poi, con dei trascorsi anche nel Parma.

Anche qui, ai confini dei Balcani, il calcio è lo sport più polare, capace di attrarre seguaci in ogni angolo del paese dalle città di Varna e Burgas, situate sulle coste del Mar Nero fino a Blagoevgrad e Loveč, passando per la capitale, Sofia, sede delle due squadre più vincenti e blasonate di Bulgaria, il Levski e il CSKA le quali danno vita ad uno degli incontri più sentiti dei Balcani, al Derby Eterno. Alla luce di ciò, la storica capitale ha rappresentato per decenni l’élite del calcio bulgaro, l’egemonia sportiva del paese. Ma da qualche tempo l’antifona è cambiata, perché la carica di regina dell’Est balcanico è passata ad un’altra città, più piccola, distante 330 km da Sofia e situata nel Nord-Est del paese lungo il fiume Beli Lom: si tratta di Razgrad, sede delle implacabili Aquile del Ludogorets che stanno sia monopolizzando la Profesionalna Futbolna Grupa che esportando il proprio gioco nella vecchia Coppa Uefa.

Qualche settimana fa infatti, i ragazzi di Stoycho Stoev, dopo aver brillantemente concluso il girone al primo posto eliminando il PSV Eindhoven e la Dinamo Zagabria, sono approdati agli ottavi di Europa League passando dai sedicesimi; a farne le spese è stata la Lazio, squadra che nonostante il blasone, la superiorità tecnica e la maggiore esperienza internazionale, è caduta sotto i colpi delle Aquile di Razgrad che ora dovranno vedersela con il Valencia.

Dedizione, sacrificio, umiltà e perseveranza sono le qualità di questa compagine, la cui storia si può riassumere nell’aforisma per aspera ad astra, dalla stalle alle stelle, salita alla ribalta negli ultimi quattro anni, vincitrice di due Campionati consecutivi (ad un passo dal terzo in quanto, a 90 minuti dal termine, sono in testa alla classifica e si apprestano a giocare la partita decisiva in casa del Litex Lovech, secondo ad un punto di distacco), una Coppa e una Supercoppa di Bulgaria, vinte entrambe nelle finali contro il Lokomotiv Plovdiv. Il presidente Alexander Alexandrov e il proprietario Kiril Domuschiev, uno degli imprenditori più facoltosi di Bulgaria con un patrimonio stimato di circa 500 milioni di Euro (nel 2008 ha privatizzato il 70% delle flotta marina nazionale), hanno rivoluzionato il modesto Ludogorets Arena (6.000 posti) portando sponsorizzazioni, capitali da spendere e conseguentemente giocatori di livello, alcuni dei quali degni di palcoscenici più rilevanti: parliamo dell’ex estremo difensore dello Sheriff Tiraspol Vladislav Stoyanov, eletto miglior portiere della fase a gironi dell’Europa League e autore contro la Lazio di una prestazione superlativa, dei difensori Cosmin Moti, Tero Myantyulya e Junior Kaysara, dei centrocampisti offensivi e non come il talentuoso Marcelinho, capitan Dyakov, il galiziano Daniel Abalo e il nazionale Mihail Aleksandrov, proveniente dalle giovanili del Borussia Dortmund, senza contare il prolifico centravanti sloveno Roman Bezjak, il brasiliano Juninho Kishada e il ventenne olandese Virgil Misidzhan, autore di 8 reti in campionato.

Una squadra solida, talenti giovani ed interessanti ed una società lungimirante: ecco a voi le aquile bulgare che stanno stupendo gli appassionati e che hanno intenzione di volare ancora più in alto nel cielo, rendendo onore al proprio soprannome. Certo, per arrivare ai livelli delle grandi ci vuole ancora tempo, la salita che porta alla cima della montagna è impervia e riserva sempre qualche imprevisto ma il lavoro paga, così come i risultati, e considerando i risultati ottenuti è capace che questa squadra ci riservi altre piacevoli sorprese.

FP