Anche quest’anno lo Sheriff Tiraspol, squadra moldava dell’omonima città situata sulle rive del fiume Dnestr, è riuscito a ritagliarsi un posto in Europa, accedendo alla fase a gironi dell’ex Coppa Uefa dopo aver eliminato i serbi del Vojvodina. Inseriti nel Girone K, le vespe (soprannome che deriva dai colori del club, giallo e nero),  guidate da Veaceslav Rusnac sono state sorteggiate con gli Spurs del Tottenham, i norvegesi del Tromsø e i russi dell’Anži Machačkala e nonostante militino in un campionato meno competitivo rispetto a quello dei rivali, hanno ottenuto due ottimi pareggi in altrettante partite: il primo proprio contro l’Anži, davanti ai propri tifosi, e il secondo nel freddo pungente dell’Alfheim Stadion di Tromsø.

Tuttavia, i gialloneri continuano ad essere considerati una squadra ‘invisibile’, la squadra di una città che nonostante faccia ufficialmente parte della Repubblica di Moldavia e militi nella Divizia Națională, appartiene in realtà ad un altro stato, dichiaratosi indipendente il 2 Settembre 1990 e non ancora riconosciuto a livello internazionale; la squadra di un paese con un proprio parlamento, proprie leggi, un efficiente sistema bancario, una moneta corrente, che ha combattuto invano una guerra per la propria indipendenza, con una popolazione di mezzo milione di abitanti e una propria bandiera, rossa e verde, che ritrae ancora la falce e il martello incrociati tra loro, simbolo dell’ormai disciolto impero sovietico e dell’ideologia comunista, ancora viva in questo paese ai confini dell’Europa. Lo Sheriff Tiraspol è la squadra della Transnistria (Trans Dnestr, oltre il Dnestr), il paese che non c’è.

Questa breve parentesi è molto importante per capire la storia della squadra, strettamente legata a quella del paese caratterizzato da rilevanti bizzarrie geopolitiche. La società viene fondata il 4 Aprile 1997 dopo aver assorbito il Tiras, club di seconda divisione, ma prima bisogna fare un piccolo passo indietro e tornare al 23 Giugno 1993, quando Viktor Gushan e Ilya Kazmaly, due ex esponenti del KGB, fondano la ‘Sheriff’, una società a responsabilità limitata (Srl) che nel giro di pochi anni amplia le proprie attività passando dal commercio alla televisione (Televisione Sheriff), dal petrolio (stazioni di servizio) all’edilizia fino ad arrivare al calcio, alla squadra di Tiraspol, fiore all’occhiello di questa misteriosa società, colpevole, secondo diverse fonti, di condizionare palesemente la politica del paese (Oleg Smirnov, figlio di Igor Nikolaevič Smirnov, presidente della Transnistria, ricopre la carica di amministratore delegato).

Per la stagione 1997/98 la guida della squadra viene affidata all’ex tecnico sovietico Alexander Aleskerov il quale riuscì a riportare immediatamente lo Sheriff nella massima serie; l’inarrestabile progressione dei questi ragazzi iniziò l’anno successivo, nel 1999, quando un gol contro l’FC Tiraspol, squadra rivale delle vespe, nei supplementari sancì la vittoria della Coppa di Moldavia. Una progressione impressionante, una cavalcata fulminea che dura ancora oggi: a partire dalla stagione 2000/01, infatti, i gialloneri hanno conquistato dodici titoli nazionali (dieci consecutivi), cinque Supercoppe moldave e sei Coppe di Moldavia, senza contare due Coppe dei Campioni della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) alzate al cielo nel 2003 e nel 2009, dopo aver sconfitto rispettivamente i lettoni dello Skonto Riga e i kazaki dell’Aktobar. Le altre compagini del paese,  Zimbru Chișinău e FC Tiraspol su tutte, non sono riuscite a spezzare l’egemonia della squadra oltre il Dnestr, interrotta solamente nella stagione 2010/11 quando ad alzare il titolo fu il Dacia Chișinău.

Ma non è tutto: la squadra stellata annovera tra le proprie file, a differenza delle altre squadre del paese, diversi giocatori stranieri come il centravanti boliviano Darwin Ríos, i brasiliani Luvannor, Kadù, Ricardinho e Jhulliam, l’ivoriano Metoua e lo spagnolo Melli, pilastri intorno ai quali ruota la squadra, forte anche di diversi nazionali moldavi come il centrocampista Serghei Gheorghiev. Ciliegina sulla torta? Lo Sheriff Stadium, inaugurato nel Luglio del 2002 e capace di contenere circa 14.000 spettatori; di fianco alla struttura, realizzata con gli ingenti introiti della famosa azienda prima citata, si trovano anche cinque campi d’allenamento e una scuola calcio: un vero gioiellino considerando gli altri impianti. E’ importante che il business continui, così come le partite di calcio.

Ma c’è un piccolo alone di mistero che circonda questa squadra, la più titolata di Moldavia ma che in realtà moldava non è: i giocatori, così come i membri dello staff, non rilasciano interviste e cercano sempre di evitare i giornalisti; più che cercare la pubblicità, come altre compagini del campionato, la sfuggono e la riservatezza sembra essere uno stile di vita, chissà come mai. Cosa nasconde lo Sheriff Tiraspol? La verità sta nel fatto che i rapporti tra la Moldavia e ‘la regione oltre il fiume Dnestr’ sono tutt’altro che idilliaci e la società milita nel campionato moldavo soltanto perché la Transnistria non esiste, in quanto non riconosciuta da nessuno (eccetto il governo di Mosca).

Tuttavia, la ‘squadra del paese che non c’è ogni anno guarda all’Europa, quella dei grandi, con il piccolo grande sogno di sfilare al Santiago Bernabeu o allo Stanford Bridge e dimostrare al mondo che in questo stato ai margini dell’Europa, ancora ancorato ai dogmi del comunismo e snobbato da tutti, c’è una squadra reale, soprattutto in crescita, bramosa di rappresentare la propria terra.

FP