“Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu” dice Alfredo all’ormai cresciuto Totò. ” Nuovo Cinema Paradiso” è la celebrazione dell’amore nei suoi più diversi e multiformi aspetti. La pellicola diventa campo di una intrecciata rete di relazioni che passano tutte tra le file del Cinema Paradiso e tra le strade polverose della cittadina siciliana di Giancaldo del secondo dopoguerra. ” Nuovo Cinema Paradiso” è anche la celebrazione della storia nella sua più vera accezione. Lo studio del passato diventa obiettivo primo del regista Tornatore,in particolare il passato dei suoi due più grandi amori , la Sicilia e il Cinema, di cui ripercorre i cambiamenti e gli sviluppi attraverso gli occhi di Totò e le mura della sua seconda ( ma prima) casa, il “Paradiso”. Salvatore di Vita, interpretato con naturalezza dal giovanissimo Salvatore Cascio, è un vivace ragazzino di dieci anni che ha deciso di fare del cinematografo del paese la sua prima passione. Trascorre le sue giornate nella stretta cabina registrando con gli occhi del cuore il lavoro del proiezionista Alfredo che con il tempo prenderà il posto della figura paterna mai avuta. E’ il cinema semplice della seconda metà degli anni 40, quando la pellicola non girava da sola e quando il principale lavoro del proiezionista era quello di eseguire meticolosi tagli per accondiscendere le fobie morali del parroco del paese. Tornatore è attento nel ricostruire la società siciliana del secondo dopo guerra caratterizzando con note folkloristiche e talvolta con echi felliniani i cittadini di Giancaldo che, tra le sedie del Paradiso, ci fanno sorridere e divertire:gli spettatori piangono, ridono, schiamazzano, imitano gli indiani dei kolossal americani, dormono, bevono e fumano. Questo voluto e perpetuo realismo è perfetto per  rappresentare una collettività multiforme segnata dalla guerra e dalla voglia di liberare i pensieri e sognare davanti all’unico divertimento dell’epoca.La celebrazione del cinema avviene nel cinema stesso e il regista nei panni di un maestro esperto ci spiega la storia del grande schermo, dai tagli dei baci al film popolare fino ad arrivare alla dinamicità di Sordi e ai western statunitensi, guardata dagli occhi sempre più grandi e attenti di Totò.Lo slancio emotivo che la pellicola ci causa è accompagnata come se non bastasse  dalle sublimi note di Ennio Morricone che ci guidano tra i momenti più alti della vita del protagonista come una chiave di lettura, come un vocabolario dell’animo di Totò.
Vincitore del Premio Oscar come miglior film straniero ” Nuovo Cinema Paradiso” si conclude con l’emozionante montaggio dei ”baci tagliati” che diventano un suggestivo invito all’abbandonarsi alle lacrime come una catarsi,come una purificazione contemplando la bellezza e l’attualità di ciò che viene detto ”eterno” e convincendosi così che a volte davvero questo cinema è un ” Paradiso”.