L’Aquila Rugby è un club storico di rugby a 15, nato nel capoluogo abruzzese nel 1936 quando, nonostante non partecipasse ai campionati nazionali, prendeva parte ai tornei organizzati dai Comandi Federali della Gioventù Italiana del Littorio. Quella dei neroverdi è una bandiera che sventola da quasi 78 anni, è una colonna portante della storia della palla ovale del nostro paese, dove purtroppo il rugby non rientra tra gli sport dominanti e più popolari, anche tra i più giovani.

La squadra vanta un palmarès di ben due Coppe Italia (1972-73, 1980-81) e cinque Campionati Italiani, di cui l’ultimo vinto proprio vent’anni fa, nel 1994, dopo aver disputato la finale contro uno dei club italiani più forti del momento, il Milan Rugby; 23 a 14 per i neroverdi, una vittoria schiacciante che rimase nei cuori dei quattromila spettatori presenti quel giorno a Padova. Così come l’ultima vittoria degli abruzzesi, 28 a 18 contro i Lyons Piacenza nella partita disputata lo scorso 31 maggio a Parma, con la quale il club riesce a tornare trionfante in Eccellenza. La carriera de L’Aquila Rugby 1936 è sempre stata altalenante, caratterizzata da errori che hanno compromesso intere stagioni, ma anche molte soddisfazioni. È una squadra che nel corso della sua storia è diventata parte stessa della città, se non addirittura simbolo e forza, soprattutto dopo gli spiacevoli avvenimenti del 6 aprile 2009. La notte del terremoto i giocatori del club si resero utili per mettere in salvo i pazienti deambulanti dell’ospedale San Salvatore, increduli di ciò che stava accadendo nella città, inconsapevoli del fatto che il disastro del terremoto li avrebbe toccati ancor più da vicino.

La società infatti subì anche la perdita del suo pilone, Lorenzo Sebastiani. Oggi nella quadra nessuno indossa più la maglietta con il numero 1, sostituito con il 99, numero simbolico del club. Nonostante la catastrofe, nonostante fossero impossibilitati a giocare e allenarsi nel loro stadio comunale Tommaso Fattori, il club riuscì comunque ad accedere alla Super 10, grazie alla rinuncia della squadra romana Unione Rugby Capitolina. Dal 2009, la società ha stretto un legame profondo con la squadra di calcio dell’Atalanta, quando gli ultras del club calcistico promossero una lotteria di beneficienza con la quale ricavarono 15 mila euro, destinati alla popolazione abruzzese, ancora oggi segnata dallo spaventoso evento. Da quel giorno i giocatori dell’Aquila indossano insieme ai loro colori, anche quelli dell’Atalanta, nero e blu, in simbolo di amicizia e gratitudine. Sembra tuttavia che la sfortuna non riesca ad abbandonare questa squadra di guerrieri, che promettono comunque di non fermarsi davanti a nulla, neanche ad una crisi economica della società che potrebbe eliminare definitivamente la squadra da ogni competizione. #savelaquilarugby, l’appello di giocatori e sostenitori del club lanciato sui social network, la campagna sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica con le magliette “AAA soci e Cda cercasi”, per tentare davvero di “salvare il salvabile”.

Numerosi anche i tentativi del presidente Gavazzi e del suo predecessore Giancarlo Dondi (oggi presidente onorario del FIR) di costruire rapporti con il presidente del CONI Malagò; grazie appunto alla commissione fiscale del CONI è stato permesso a Gavazzi di illustrare l’urgente esigenza di creare una diversa fiscalità nell’associazionismo sportivo, ove accrescere in maggior modo anche la conoscenza del rugby in Italia, favorendo l’attuazione del Progetto Scuola promosso dalla FIR, progetto con il fine di creare una scuola tecnica italiana, per non essere più costretti a chiamare ct esteri per guidare la nostra nazionale. Non perdiamo fiducia e passione nello sport italiano, continuiamo a sponsorizzare la campagna dell’Aquila Rugby, rendiamo nazionali i valori della palla ovale, sacrificio, contatto fisico nel rispetto dell’avversario e capacità di rialzarsi dopo aver subito un duro placcaggio.