È uscito in Italia il 24 settembre il nuovo album dei Mumford and Sons, Babel. La band britannica si ripropone con quello che diventerà presto un nuovo successo. Guidato da Marcus Mumford il quartetto quest’anno si è rimesso in gioco lanciando il secondo album. Il primo è stato Sigh No More,pubblicato nel 2009. In questi anni i Mumford hanno continuato a comporre brani i cui malinconici testi commuovono sicuramente i giovani romantici in circolazione.

La voce di Marcus,versatile,culla ed esalta l’ascoltatore allo stesso tempo. Oltre al look, fattore determinante nel loro successo, la musica del gruppo è costantemente intrisa del folclore delle campagne londinesi. E se i testi sono così ricchi di romanticismo e malinconia certamente non mancano brani in cui sono l’allegria e l’ingenuità bucolica a dominare il ritmo e a strappare sicuramente un sorriso all’ascoltatore. Il nuovo album non si allontana dalla tendenza del genere della band,ma ha qualcosa di nuovo. Una nuova energia, una nuova potenza si sprigionano ascoltando le canzoni inedite dell’album rispetto a quelle riproposte,come ‘Ghosts that we knew’ o ‘Lover of the light’. Nei nuovi brani  Marcus sfodera la sua arma: una voce potente,penetrante,carica di quel pathos che si addice agli amari testi. Intrecci e rotture amorose,storie di personaggi addolorati o avventurosi sono i temi prediletti della band. A leggere questo non verrebbe mai voglia di ascoltarli. Ma invece questi temi sono presi di petto,con rabbia, euforia e forza di volontà,accompagnate dalle meravigliose melodie.‘Hopeless Wanderer’, ‘Holland Road’, ‘Reminder’ sono solo tre che tra le tante canzoni ognuno può interpretare a suo modo considerata l’astrattezza dei testi,molti dei quali struggenti,ma sicuramente poetici.

Chitarra, la voce di Marcus e degli altri membri,batteria, il mitico banjo,camicia a quadrettini e si va in scena. Il Folk londinese rapisce molte persone.Si pensi al successo guadagnato dai 4 ragazzi che ormai da qualche anno hanno superato la cosiddetta fase di ‘band emergente’. Le nuove generazioni ormai attirate fortemente dal commerciale potrebbero non comprendere il valore di questo genere ricco di tradizione e portatore di emozione che nessun altro tipo di musica può trasmettere. I brani spogliano l’essere umano di ogni convenzione sociale,per lasciarlo nudo nella sua essenza di emozioni e sentimenti; l’insieme dei suoni di particolari strumenti tradizionali e il ritmo incalzante generano un tipo di atmosfera difficile da ricreare: questo è il talento della band. Musica,tradizione,poesia e folclore sono gli ingredienti  della ricetta ideale per un gruppo musicale capace di pubblicare album favolosi e di partorire concerti altrettanto coinvolgenti,con tanto di birra e banjo.