Ma dove finisce il libero arbitrio? Il governo ha creato una sorta di automa che non è neanche in grado di difendersi. Naturalmente lo scopo del film non è certamente quello di martirizzare un criminale, ma di denunciare la stretta connessione che lega il potere costituito con l’ ‘’amata ultraviolenza’’ dei Drughi. Non appena rimesso in circolazione Alex si trova a faccia a faccia con i suoi vecchi compagni che, incredibilmente, sono diventati poliziotti. Viene da chiedersi come sia possibile che due Drughi siano diventati  il braccio della legge? Proprio loro che fino a poco tempo prima fuggivano al suono delle sirene. Appare evidente come la violenza svolga un ruolo funzionale e necessario per l’ordine costituito, ruolo rappresentato in questo caso dal criminale in divisa.
Come se non bastasse i due vecchi complici restituiscono ad Alex il modo autoritario e violento con cui in passato aveva cercato di mantenere la sua autorità nel gruppo,non essendo soddisfatti del fatto di averlo consegnato alla polizia.  Il potere e l’autorità passano così dalla violenza psicologica della ‘Cura Ludovico’ a quella fisica, che non ha nulla di diverso dall’istinto aggressivo della banda ideata da Burgess.

Malmenato e abbandonato in mezzo alla strada Alex bussa alla porta di una casa a cui aveva già fatto visita, senza ricordarsene. La casa apparteneva a uno scrittore cui Alex aveva stuprato la moglie davanti ai suoi occhi, fischiettando ‘Singin in the Rain’. Allo stesso modo in cui la ‘Cura Ludovico’ aveva creato la nausea al suono della Nona di Beethoven in Alex, così il brano di Sinatra risulta insopportabile allo scrittore. Il film giunge così quasi alla fine della sua trama circolare, rendendo sempre più vicini queste due facce della stessa medaglia: violenza e potere. Gli effetti della violenza criminale e quelli di quella istituzionalizzata sono evidentemente identici. Quando lo scrittore lo riconosce lo chiude in una stanza costringendolo ad ascoltare la Nona, istigando Alex a gettarsi dalla finestra.
E’ proprio la vendetta di quella che era stata la vittima di un terribile crimine di Alex a rendere evidente quanto effettivamente sia irrilevante la distanza tra il sistema del potere e la violenza nella sua accezione più fisica.
Le scene finali del film si svolgono infatti nella stanza d’ospedale in cui Alex è convalescente, con delle sequenze tutte incentrate tra il dialogo ‘metaforico’ che intercorre tra il Ministro, che si era rivelato favorevole alla cura Ludovico, e il criminale ‘riabilitato’.

Questo dialogo si rivela estremamente inquietante e rispecchia lo stravolgimento del pensiero libero e della Verità da parte del potere e degli organi mediatici. Il Ministro insiste molto sul legame di ‘amicizia’ che deve legare il Governo e Alex, amicizia e protezione: infatti il Governo ha già provveduto a togliere di mezzo ‘quel tale che si era messo in testa di aver ricevuto un torto’ , lo stesso tale che sarebbe disposto a piantare un coltello nella schiena ad Alex e che per questo è definito ‘pericoloso’ dal politico. Quel tale è proprio lo scrittore anziano cui la moglie era morta a seguito dello stupro da parte di Alex. La vittima che diventa carnefice e il carnefice che diventa vittima.
Il colloquio tra la politica e la violenza avviene in intimità, con il Ministro che addirittura arriva ad imboccare Alex, il quale arrogantemente mastica i bocconi che il Ministro gli porge, consapevole di avere le spalle coperte ora che dalla sua ha il governo. Quello che prima era considerato un nemico del Governo è ora il suo strumento più prezioso, l’asso nella manica per vincere le prossime elezioni. ‘Arancia Meccanica’ si rivela metafora perfetta, necessaria e sempre attuale per rappresentare quelle dinamiche controverse del mondo politico. Queste stesse dinamiche non potrebbero essere meglio simboleggiate che da queste parole, quelle conclusive del Ministro:
‘’Tra amici ci si aiuta. Non è un segreto che il governo ha perduto molta popolarità a causa tua figliolo, ma l’opinione pubblica cambia facilmente e tu, Alex, puoi contribuire molto a cambiare l’opinione pubblica. Capisci Alex, mi sono spiegato chiaro?’’
E’ l’abbraccio tra il Ministro ed Alex a risvegliare in quest’ultimo la pulsione violenta, il quale si sente libero di dare sfogo al suo primitivo istinto col sorriso sulla bocca. E’ la consapevolezza di poter far ciò che si vuole se si ha il potere dalla propria parte, è l’ala protettrice del potere stesso che riversa la violenza del mondo attuale, una violenza istintiva ma allo stesso tempo ragionata e mai casuale, dalle forme perfette per inserirsi nella mala politica che vuole aggirare l’opinione pubblica con una violenza che, purtroppo, non sempre si rivela solamente mediatica.