Pace

ai volti che, soli, vanno nella solitudine del deserto,

all’oriente vestito d’erba e fuoco.

Pace alla terra lavata dal mare

al tuo amore, pace…

la tua nudità folgorante le sue piogge mi ha dato

il tuono consacrato nel petto

è maturato il tempo

avanza il mio sangue

prendimi e sparisci splendore d’oriente

perdimi hai cosce d’eco e lampo

prendimi del mio corpo copriti

favore il mio fuoco

astro la mia ferita è guida

m’infiammo…

stella divampo,

la disegno

dalla mia patria fuggendo nella mia patria,

divampo stella,

la disegna nella traccia dei suoi giorni perduti

oh cenere della parola

la mia storia ha un figlio nella tua notte?

 

Siria,1930. Adonis, pseudonimo di Ali Ahmad Sa’id ad Al Qassabin, è il poeta rivoluzionario del mondo arabo. Il termine Adonis, rappresenta il dio fenicio e si riferisce, in greco, al verso saffico adottato da Seneca nelle tragedie per evocare il Dio Adone. Tale nominativo venne scelto dal poeta all’età di diciannove anni, probabilmente per rinnegare la sua discendenza arabo-musulmana e per ricreare una nuova identità, così come egli reinventò la sua vita e la sua poesia. La rivoluzione di Adonis è avvenuta sradicando la poesia araba da tradizioni consolidate e secolari per proiettarla nella poetica moderna, affrontando tematiche sociali, politiche e rompendo gli schemi classici, per esprimersi nelle nuove forme della prosa e del verso libero, pur rispettando la tradizione linguistica araba. Il poeta è riuscito ad attuare tale rivoluzione proprio nel mondo arabo, nel quale la poesia rivestiva e riveste tutt’ora un ruolo dominante rispetto alle altre arti. Tale tradizione risale all’epoca pre islamica, in cui i nomadi del deserto erano soliti raccontare ed esprimere la volontà popolare del proprio clan in versi.

Adonis,dopo aver conseguito la laurea in filosofia, fondò Shi’r, una rivista poetica, che pone la poesia come guida per conoscere la realtà e per carpire la profonda relazione tra l’uomo e la vita. Questa rivista segna una grave rottura con il passato poetico arabo, a causa delle notevoli influenze occidentali e del riconoscimento della poesia dialettale. I fondatori di Shi’r si ripropongono di affrontare testi poetici classici in una visione totalmente moderna e di promuovere, attraverso la potenza creatrice della poesia, una nuova visione della cultura araba. L’artista vuole liberarsi dai dogmi poetici passati, rinnovando il linguaggio, esternando liberamente i propri sentimenti, le proprie emozioni ed abbandonando la metrica.Adonis per nuova poesia intende “ una luce che illumina la nostra strada verso l’incognito […] e che diventa indispensabile quando la scienza o la filosofia non offrono risposte al mistero della vita”La poesia è inoltre paragonabile all’amore. Di fatti essendo dotata di forza passionale ha la capacità di donare agli uomini energia e di condurli verso la bellezza. Adonis ritiene che il verso poetico, sebbene non possa cambiare radicalmente la società, può accompagnare gli essersi umani nella ricerca della strada più giusta per la scoperta della propria dimensione interiore. La poesia è dunque una forza trasgressiva e impetuosa che spalanca le porte verso la libertà. E’ uno strumento, una guida per dialogare con la propria anima, per ricercare se stessi. La poesia è radicata nell’anima, è il sentimento più intimo, è il sottile filo che trapassa e congiunge gli uomini al mondo e permette ad essi di crescere, maturare e sperimentare la felicità.

La rivista Shi’r assume una notevole importanza poiché diviene uno dei pochi strumenti, nel mondo arabo, per difendere il diritto alla creatività, per avversare pubblicamente il potere politico e culturale e distaccarsi da una visione della vita puramente nazionalista e religiosa. Successivamente,nel 1970 Adonis fu nominato professore di letteratura araba all’Università Libanese. Nel 1975 in Libano scoppiò la guerra civile e negli anni ’80 e in questo periodo Adonis trascorse la maggior parte del tempo a Beirut. Dopo aver lasciato lUniversità Libanese, nel 1986 Adonis si trasferì a Parigi. Egli ricevette molti riconoscimenti per le sue raccolte poetiche, tra cui il premio Goethe, e il suo nome venne spesso citato tra i candidati al premio Nobel.