Cocaina Ho deciso di intitolare così il paragrafo per provare sulla mia pelle l’effetto orgiastico che Sua Pomposità Saviano prova ogni qualvolta pronunzia il vulga dicta della benzoilmetilecgonina, e devo ammettere che i risultati cui miravo non sono stati soddisfatti. Tutto ciò per introdurre il personaggio di Roberto Pannunzi, dal Saviano definito il “Copernico del narcotraffico”, ovvero un panzone ai servigi della ndrangheta in Colombia, arrestato a Medellin due giorni addietro. Pare che il suddetto fosse un broker di raro talento: smerciava migliaia di tonnellate l’anno, combinava matrimoni misti con le donne del Cartello per suggellare i sodalizi, trattava indistintamente con tutta la galassia mafiosa. Un bravo ragazzo. Tralasciando quelle filippiche storiografiche da Vicereame (conosco i limiti del mio popolo) circa l’origine delle ndrine, che il brigantaggio e la società feudale e blabla, vorrei porre l’accento su un dato affascinante offertoci dalla scienza statistica, parlando non da meridionalista bensì da convinto borbonico: considerate un paese medio membro dell’Unione Europea, sia esso scandinavo, mitteleuropeo o mediterraneo, un paese di cinque milioni di anime come la Slovacchia o i dieci del Portogallo. La Calabria invece consta di appena due milioni di abitanti. Ecco, sapreste indicare nomi di narcotrafficanti internazionali slovacchi o portoghesi? No. La Calabria, al pari del resto del Mezzogiorno, invece riesce ad esprimere con una certa puntualità personaggi di questo spessore (è fondamentale documentarsi con delle foto) malgrado il bacino d’estrazione sia così ridotto.

Ci pensa Civati. Dopo una trepidante attesa finalmente l’ufficialità:  Pippo Civati è ufficialmente candidato alla segreteria del Partito democratico. Come giudico il dissenziente verrà trattato in altra sede perchè il frutto dell’irruenza è sempre dannoso, ma intanto posso concedere alcune anticipazioni. Civati è un piccolo borghese che sostiene di essere di sinistra mentre i suoi supporter sono borghesi piccoli piccoli convinti anche loro di essere di sinistra. Civati è l’esatta linea mediana tra Bersani e Renzi, vien da sè la conclusione.

Wimbledon. Settantasette anni che un britannico non vinceva sull’erba sacra dell’All England, l’ultimo fu proprio Fred Perry (prima tennis poi le polo, sì). Poichè gli inglesi conservano l’abitudine di inventare gli sport e di non riuscire a praticarli, per permettere questa memorabile impresa occorreva il supporto di un gentiluomo serbo di nome Djokovic che se solo lo avesse desiderato per un terzo di game avrebbe spazzato via lo spilungone che gioca il tennis più apatico della storia del tennis. A onor del vero Nole patisce lo scozzese e più di lui la sua unica dote: l’ossigeno. Murray è un attendista privo di carattere, incapace di imprimere ritmo, ma corre davvero come una gazzella, elemento che sfavorisce il numero uno del mondo che fa dell’offesa da fondo la sua arma vincente. Altra notizia degna di essere menzionata da Londra è la vittoria per la categoria juniores del marchigiano Quinzi, già acclamato in questa terra di pecoroni come nuovo Nadal, seppur abbia brufoli e apparecchio. Ironia a parte gli auguriamo tutta la fortuna immaginabile. 
Meteorologia. Da quando la lacerante crisi economica ci ha colpiti l’homo italicus bisogna di passatempi gratuiti e di un certo lassismo. Nel triennio appena trascorso è stata la cucina marmiton ad aver intontito la gente ma ora sembra essere giunta l’ora delle previsioni meteo. Non che prima fossero snobbate figuriamoci, ma ora l’insistenza con cui se ne parla è divenuta intollerabile. La natura, matrigna o meno che sia, fa il suo corso con estrema nochalance e per quanto la tromba d’aria a luglio sia improbabile, rimane comunque possibile. Così come il freddo ed il caldo fuori stagione, e la presente e viva e il suon di lei. 
Cacciabombardieri. Di F 35 se ne parla troppo ma meglio puntualizzare, ai fautori della tesi che la costruzioni dei suddetti crei occupazione per migliaia di persone rispondo con secca arroganza economista: con cento miliardi di budget scriverei un job act tale da dar lavoro a mezz’Europa. La seconda puntualizzazione è che questi aeroplani non volano. 
Expo. Il presidente del Consiglio sostiene che l’Expo 2015 rappresenterà il centro della ripresa per tutta l’Italia. A me rimane oscuro credere che si muova microeconomia a Foggia con l’esposizione a Milano.
Datagate. Arrendetevi al fatto che Snowden è morto e piangete del fatto che nessun europeo ha mosso un dito contro quest’ennesima merda.
Piazza Tahir / Bashar. L’Egitto è una polveriera, 35 morti questa mattina all’alba. La strategia dei Salafiti è chiara: logoramento. Hanno fatto saltare i negoziati sul nome del nuovo capo dell’esecutivo, c’è stallo su El Din. Ad Aleppo invece il nuovo capo dell’opposizione ammette: presto armi dai sauditi e possibilità di sovvertire l’andamento della guerra. 
Imu. Il governo gioca alle tre carte: difficile trovare le coperture per superare l’imposta, la aboliscono e alzano le altre tasse, senza stressarsi più di tanto. 
Migranti. Papa Francesco è a Lampedusa. Può davvero con lui la Chiesa superare la secolarizzazione? Per ora ci si deve accontentare dell’enorme carica emotiva che riesce a trasmettere, la sola presenza in quel mare sofferente è già segnale importante. 
Giornalismo. Messaggio al cda CIR e al consiglio editoriale del Gruppo Espresso. Oggetto: contenuti fotogallery Repubblica.it e Huffington Post. In ordine sparso: Dal deodorante ai jeans, povera Statua della libertà. Expo, Allevi suona l’inno. ( questa si che è riprovevole). Il lavaggio della sabbia, il pericolo incanta i passanti. Barbie cambia mestiere, ora lavora come hostess. Unghie: tendenze fluo ma con effetto leopardo. Stano ma buono? Nuovo cibo in mostra. Belen, tale padre tale madre..
Non è il caso di festeggiare nemmeno al Fuffington, diretto da Lucia Annunziata: Harry Potter non è mai stato così vicino, Sara Carbonero incinta!, Tra gli anelli di Saturno, Cos’è successo a Brangelina?