Se qualcuno vi chiede un esempio di “idiota utile”, voi rispondete “Borghezio”.

Sì, perchè il simpatico omino-Michelin della Lega Nord ha colpito ancora: ha detto che il neoministro Kyenge è “una scelta del cazzo” con “l’aria da casalinga, modesta e inadeguata”, provocando l’ovvia indignazione di tutta l’intellighenzia.

Insomma, la trappola ha già funzionato. Mettere un ministro nero nella squadra dell’infame governo Monti feat. Letta, nel giro di pochi giorni ha dato il frutto più agognato: la distrazione di massa.

Come da copione, dopo le parole ruttate da Borghezio, il clima di tensione costruito ad arte lievita esponenzialmente: dichiarazioni di solidarietà piovono da ogni essere vivente con stipendio mensile superiore a 10000 euro, i riflettori dello stadio del perbenismo si accendono,  gli occhi si puntano e la porta è vuota. Kyenge risponde di non essere genericamente “di colore”, ma nera e fiera.

E’ il gol della vita. E quell’ammasso di elettori di centro-sinistra, che solo due settimane fa assediava furioso Montecitorio in seguito all’accordo istituzionale col carissimo nemico di sempre, si scioglie come burro al sole, stringendosi virtualmente intorno al nuovo Django della Repubblica Italiana e intonando con voce rotta un commosso “Avanti, Ministro!”

I bambini ridono, i genitori sorridono, il bene ha vinto. E finalmente viene anche chiarita la contestazione di Montecitorio: gli elettori non erano indignati perchè il loro partito veniva a patti col diavolo, ma erano semplicemente preoccupati del fatto che, integrando il diavolo nelle proprie fila, non avrebbero più avuto un bersaglio per il loro quotidiano, illuminato, social piagnisteo ipocrita.

Meno male che Borghezio c’è.

Coraggio