L’ultima moda (in tutti i sensi…) è l’Etiopia, si potrebbe sintetizzare. La globalizzazione ha scoperto lì un nuovo Paese di Bengodi. Terreni “liberi” per impiantare nuove fabbriche e manodopera a buono se non ottimo mercato. Appunto per produrre capi della moda, di abbigliamento. Così, dopo aver colonizzato quasi tutto l’orbe terracqueo, ora il capitalismo globale ha scoperto l’Africa nera. Una volta tanto l’Italia non si è fatta cogliere di sorpresa, ed il gruppo che fa capo a Sandro Veronesi (non vi dice niente? Pensate allora ai marchi Tezenis, Calzedonia, Falconeri, Intimissimi, ed altri) ha aperto un grande stabilimento manifatturiero a Macallè, nella regione del Tigrai, garantendo ai dipendenti (1500 a regime quest’anno) anche mensa e trasporti gratuiti.

Ma chi investe di più in Etiopia è forse la Cina che, in considerazione dell’aumento del costo del lavoro in patria, ritiene più conveniente far lavorare gli africani. Ci crede talmente tanto in questa operazione, che ha investito qualche miliardo di dollari, tramite la China Exim Bank, per realizzare la linea ferroviaria completamente elettrificata Addis Abeba-Gibuti, sul golfo di Aden, garantendo in tal modo l’accesso al mare ai prodotti lavorati. Così, oltre agli italiani, in Etiopia si sono gettati a capo fitto altri grandi marchi: Nike, Tommy Hilfger, Guess, H&M, Calvin Klein.

Non voglio fare della facile ironia su questo nuovo eldorado, ad esempio parlando per il Gruppo Veronesi, di colonialismo di ritorno degli italiani in Etiopia, tra l’altro proprio in quella Macallè, già conquistata nel 1935 dalle truppe fasciste. Mi limito solo a riportare il titolo di un post di Fashion Network, che, a proposito dell’investimento commerciale, parla di progetto imprenditoriale ed umanitario, in pratica, un aiutiamoli a casa loro di stampo leghista (e non solo). E poi mi pongo una domanda: il capitalismo globalizzato ha scoperto negli anni la convenienza di aprire stabilimenti in Romania, in Bangladesh, in Sri Lanka, in India, in Cina, in Thailandia, adesso in Etiopia, pur di mantenere alti i profitti (non credo che la Nike abbia abbassato i prezzi da quando fa lavorare gli etiopi…). Dopo l’Europa dell’Est, quindi si è scoperta la convenienza dell’Oriente e dell’Estremo Oriente. Adesso conviene di più l’Etiopia. E in futuro cosa converrà?