In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.
(E. F.)

Cari ceti popolari, cari sottoproletari della periferia, cari profughi di guerre umanitarie, giovedì 5 febbraio vi invitiamo gentilmente a non disturbare la Sinistra romana perché ha da fare. Più esattamente, si riunisce all’università La Sapienza per decidere come impedire alla Lega Nord di manifestare contro il governo Renzi, il prossimo 28 febbraio. Anzi, per chi tra uno sfratto ed un licenziamento fosse interessato a seguire la diretta twitter di questa interessantissima battaglia per la democrazia, vi informano che l’hashtag da usare è #MaiConSalvini.
Questa meravigliosa sinistra antagonista, complessata dall’abisso che si è creato tra sé stessa e il popolino sporco e ignorante, preferisce impedire consensi agli altri piuttosto che andarseli a guadagnare sporcandosi le mani col mondo.  Ma se ognuno può essere legittimamente padrone del proprio suicidio politico, questo gesto dovrebbe svolgersi comunque nel rispetto delle regole democratiche. Al di là del giudizio personale su Salvini, provare ad impedire alla Lega di manifestare a Roma è l’ennesimo tentativo dei movimenti di far notare al mondo reale la propria esistenza, attraverso un penoso gesto totalitario. Quando questi ragazzi scenderanno dal piedistallo mentale su cui dormono strafatti da cinquant’anni, quando apriranno i libri e sfoglieranno i giornali, quando capiranno che il pericolo più imminente per la democrazia non sono gli otto ciccioni rasati che inneggiano al duce, sarà sempre troppo tardi.