Il mondo delle curve e della tifoseria calcistica in generale sta vivendo una delle sue pagine più buie, questo è innegabile. Stadi vuoti e divani sempre più affollati ne sono la riprova. Se ciò non bastasse, ecco arrivare i soliti “utili” idioti che con l’estro dell’ebetaggine riescono a far prestare il fianco ad un mondo intero senza che quest’ultimo se ne sia neanche accorto. Una figurina svolazza debolmente dalla curva nord dello stadio Olimpico ed ecco che tutto va in frantumi. Difficile non storcere il naso davanti a quell’immagine: stupida, gretta, idiota, meschina siamo tutti d’accordo.

Molte altre volte abbiamo assistito a facce compunte e disgustate per i cori razzisti indirizzati a giocatori di colore, altre ancora abbiamo dovuto assistere al campanilismo nostrano con accenti di certo non ortodossi ma mai un tale dispiegamento di forze si è mobilitato per chiedere scusa.

L’intera S.S. Lazio si è presentata in pellegrinaggio alla sinagoga di Roma. Il presidente Lotito ha promesso l’organizzazione di un viaggio per i giovanissimi biancocelesti ad “ausciuiz”. La procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine per incitamento all’odio razziale. La FIGC,  ha disposto, in concerto con le comunità ebraiche italiane e il ministero dello sport, un minuto di “riflessione” accompagnato dalla lettura di un brano del Diario di Anna Frank prima del calcio d’inizio di ogni partita del prossimo turno di campionato. La stessa federazione che ad oggi ha ancora a capo un uomo come Carlo Tavecchio, che nel 2014 ci ha deliziati con il binomio banana-giocatore di colore.

La domanda sorge spontanea, esiste per caso un gruppo etnico che ha più dignità degli altri? Oppure questa vicenda ha travalicato i confini dello sport per scadere nel più banale perbenismo politico?